Ecco Birre d’Italia 2019 con l’introduzione in esclusiva per voi!

Mercoledì prossimo, 4 aprile, la guida Birre d’Italia 2019 sarà in libreria. Un’edizione ricca di novità. Un’edizione che racconta un’Italia birraria particolarmente in forma. Abbiamo voluto essere più severi che in passato, ma la realtà ci ha stupiti.
Vi racconteremo tutto nei prossimi giorni. Oggi iniziamo con l’introduzione.

Da oggi, inoltre, la guida è in vendita sul nostro store. Cliccate qui per essere i primi a poterla sfogliare.

 

Birre d’Italia 2019

 

Dice un proverbio: “Chi si loda si imbroda”. Eppure ci sentiamo di dirlo: l’edizione 2019 della guida è il frutto di un impegno straordinario. Non esiste un lavoro così approfondito, esteso, attento nel raccontare una scena ormai matura e complessa qual è quella della birra italiana.

Dall’ultima edizione molte cose sono cambiate: il nostro Paese si è dotato di una legge sulla definizione di birra artigianale (“prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione”), alcuni dei migliori produttori sono entrati a far parte di grandi gruppi industriali, l’Italia ha consolidato il suo ruolo nella scena internazionale, anche attraverso il successo delle Italian grape ale (birre prodotte con l’uva), si stanno affermando – anche sulla scena italiana – gli affinatori.

Anche per questa edizione, grazie all’insostituibile lavoro dei collaboratori sparsi in tutto il territorio nazionale, abbiamo incontrato la stragrande maggioranza dei produttori attivi nel nostro Paese. Sono state visitate oltre mille realtà per includerne poco meno di 600, quelle che per noi rappresentano al meglio l’Italia della birra. Per essere ancora più chiari abbiamo suddiviso la guida in quattro categorie: i birrifici artigianali, quelli non artigianali, gli affinatori e le beer firm. Per decidere tra le prime due ci siamo affidati alla legge e, quando abbiamo avuto qualche dubbio, consultato Unionbirrai, cui va il nostro ringraziamento. Per le beer firm abbiamo rafforzato quanto già fatto in passato: sono state inserite quelle meritevoli, ma solo a condizione che comunichino in modo chiaro al consumatore – in etichetta, sul sito o sulla propria pagina social – il nome del birrificio presso il quale producono.

Inoltre, per ogni birrificio abbiamo aggiunto una piccola tabella dove sono riassunti alcuni dati che ci sembrano oggi importanti per capire il settore. Troverete informazioni sull’assetto societario, sulla provenienza di malti e luppoli, sull’utilizzo di coadiuvanti e sulle lavorazioni finali (filtrazione, pastorizzazione, rifermentazione). Sono dati che abbiamo chiesto direttamente ai birrifici, lasciando che fossero loro ad autocertificarli. Grazie per avere risposto così numerosi.

Infine una grossa novità legata al numero di birre: ne abbiamo selezionate e descritte al massimo sei per i birrifici, tre per beer firm e affinatori. Vogliamo che la guida sia uno strumento ancora più utile per scegliere che cosa bere e in quale occasione.

Luca Giaccone e Eugenio Signoroni