È uscita la nuova guida ai 100 migliori vini rosa d’Italia!

È comparsa in libreria – oltre che sullo store di Slow Food Editore, clicca qui per vedere – la seconda edizione, millesimata 2020, della guida ai 100 migliori vini rosa d’Italia. Una replica, rivista e aggiornata, del volume che ha riscosso un successo inaspettato lo scorso anno.

Per presentarla vi proponiamo qui sotto l’Introduzione scritta dai due curatori del volume, Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni. Nei prossimi giorni, poi, proporremo una serie di post entrando nello specifico dei contenuti della guida.


Prima dell’Introduzione sentiamo doverosa una precisazione, che riportiamo dalle prime pagine del volume: abbiamo utilizzato, in ogni pagina del libro, il termine “vini rosa” e non il nome più comunemente usato per definire questi prodotti – che tutti chiamano in genere rosati – perché crediamo che il termine “rosato” sia inadeguato per due importanti motivi.

Il primo è legato alla semantica dei colori. È vero e inconfutabile che i vini rossi sono di colore rosso; qualche problema di definizione sorge con i vini bianchi, perché questi sono in genere di colore giallo e non propriamente bianco.

Comunque sia, se i rossi riportano al colore rosso, e i bianchi al colore bianco, perché i vini rosa vengono definiti rosati, quando questo termine non definisce il colore, che per tutti è rosa e non rosato (la rosa è rosa, la cravatta è rosa, l’auto è rosa, tutto è rosa se colorato di questo colore: nulla viene definito di colore rosato)?

Il secondo motivo riguarda invece la confusione che si potrebbe creare quando si comprende la totalità dei vini prodotti di colore rosa: molti di questi vengono definiti in etichetta Rosati (siano essi Doc, Igt o Vini da Tavola), ma altri invece si chiamano Chiaretto, oppure Cerasuolo, perché la tradizione e la legge vigente li definisce in questo modo. Se adottassimo il termine Rosato per definire ogni vino rosa escluderemmo in sostanza queste altre denominazioni, che invece a pieno titolo entrano nel fantastico e variegato mondo dei vini rosa.

 

INTRODUZIONE

Se c’è un fatto che si sta delineando con sempre maggiore chiarezza, nel mondo del vino, è che il tempo dei guru sia finito. Chi si è piazzato sul piedistallo, pensando di poter dispensare punteggi a destra e manca, senza porsi il chiaro obiettivo di informare e formare il proprio pubblico, rischia con il tempo di perdere autorevolezza. Infatti, gli appassionati sono sempre alla ricerca di conoscere i territori del vino, scoprirne i segreti, i vitigni e le tipologie che nascono nelle differenti regioni vitivinicole.

Per questo motivo il libro che state sfogliando non è solo un compendio dei migliori 100 vini rosa d’Italia – senza punteggio, ça va sans dire – che potete trovare sul mercato quest’anno, è anche una sorta di manuale della tipologia. Ci sono storia, geografia, ampelografia e consigli quotidiani, che possono tornare estremamente utili quando si desideri acquistare e bere un rosa.

Un altro insegnamento che possiamo trarre dal difficile momento in cui stiamo vivendo è che l’appassionato di vino durante il pesante lockdown, a cui tutti siamo stati sottoposti, non ha smesso di bere, anzi, dalle prime statistiche comparse in rete pare addirittura che i consumi abbiano subito un’impennata, nonostante la serrata di enoteche e ristoranti. Si sono bevuti, però, maggiormente i vini quotidiani, un dato normale visto che eravamo tutti chiusi in casa; quindi si è riscoperto un bere legato meno all’edonismo e più all’abbinamento con la tavola di tutti i giorni.

I rosa, se possibile, sono l’emblema più classico di questa tipologia trasversale, che fa del matrimonio con la gastronomia un suo particolare punto di forrza. Pensate a quanto siano plastici il Cerasuolo d’Abruzzo, il Bardolino Chiaretto, il Valtènesi, il Rosato del Salento e così via. Stanno bene con il 90 per cento, e oltre, delle ricette che arrivano sulle nostre tavole, e questo non solo durante l’estate, perché il loro consumo va assolutamente destagionalizzato.

Ecco, lo scorso anno parlavamo di vini denigrati e sottovalutati, ma vedendo il successo che ha riscosso questa guida, e l’idea che ne sta alla base, riteniamo che la situazione giochi a favore dei vini rosa. Ormai all’estero sono tornati prepotentemente di moda e l’Italia seguirà a ruota: è solo questione di tempo.

Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni