Sicuro di sapere di cosa odora una banana?

Su Internazionale di qualche settimana fa è apparso un articolo dal titolo Che odore ha una banana? Il testo, tradotto dalla rivista scientifica americana The Atlantic, affronta il tema dell’olfatto.

 

minionsNel pezzo, a firma di Ed Yong, si afferma che la maggior parte degli esseri umani non riesce a descrivere gli aromi se non attraverso la descrizione delle fonti. Addirittura in inglese vi sono solo tre termini che affrontano il carattere dei profumi stinky, fragrant e musty, vale a dire maleodorante, fragrante e stantìo. La banana sa di banana insomma e oltre è difficile andare. Per i colori invece abbiamo un grado di precisione molto maggiore, citando il testo non serve dire che la banana sembra un limone basta dire che è gialla.

Noi che degustiamo parecchi vini siamo abituati a descrivere gli aromi secondo associazioni sempre più complesse via via che l’esperienza dell’assaggio si fa più radicata. Ma a pensarci non riusciamo sovente ad approfondire la varietà delle sensazioni se non allungando a dismisura la catena degli aggettivi risultando il più delle volte caricaturali. È un problema molto sentito soprattutto nella redazione delle schede degustative.

È interessante sapere che nel sud est asiatico ci sono alcune popolazioni che hanno un vocabolario molto ricco per descrivere i profumi. Asifa Majid, neuroantropologa dell’Università di Radbund, ha approfondito le culture delle popolazioni jahai della Malesia e maniq della Thailandia scoprendo che il loro lessico passa in rassegna una serie di parole che indicano precisamente i profumi. “Il loro significato non riguarda sapore, consistenza, dolore o altri stati: il loro campo è l’odore. Un jahai definisce Itpit l’odore del gatto orsino come noi definiamo rosso il pomodoro” spiega Majid. Addirittura in queste popolazioni esistono dei tabù legati agli odori sia degli alimenti sia delle persone.

Sul piano evolutivo la nostra cultura ha relegato l’olfatto a senso secondario e anche nel linguaggio del vino cerchiamo a stento di farci capire dagli altri con capriole retoriche. Potrebbe essere utile quindi conoscere in modo più approfondito il seguito degli studi della professoressa Majid che tornerà in Malesia per capire se questi popoli sono più bravi anche a ricordare gli odori. Chissà forse un giorno troveremo un modo più chiaro e condiviso anche per descrivere i profumi di un vino.