Cosa succede sulla Collina Rionda?

Per ragioni che spesso si perdono in un passato remoto, alcune vigne godono di una fama particolare, sono avvolte in un’aura di magia e suggestione particolare. Tra queste figura certamente la Vigna Rionda di Serralunga d’Alba, una decina di ettari di nebbiolo da Barolo con esposizione prevalente a mezzogiorno e un’altitudine compresa tra 300 e 350 metri e un suolo fortemente calcareo con venature marnose: numeri e caratteristiche che di per sé dicono poco, comuni come sono a diverse altre vigne delle Langhe. Sono numerosi i proprietari di questo vigneto: in ordine sparso e senza pretese di completezza Massolino, Luigi Oddero, Poderi Oddero, Pira… Poi c’è la saga dei Canale: Aldo, scomparso ormai da diversi anni, conferiva uve e vino del suo appezzamento di due ettari nella Vigna Rionda a Bruno Giacosa, che rese celebre questo grande vigneto con il nome di Collina Rionda.

 

 

 

Lo ha prodotto dall’inizio degli anni Settanta fino al 1993, quando il figlio di Aldo, Tommaso, decise di vinificare in proprio con risultati apprezzabili ma non pari a quanto ottenuto da Giacosa. Un’altra azienda di gran nome, Roagna – i Paglieri di Barbaresco, è subentrata nell’acquisto di uva e vino della Rionda a partire dal 2004; la scomparsa di Tommaso nell’inverno scorso ha però messo fine a questa nuova etichetta.

 

 

 

Dopo un complesso iter per la successione, oggi un ettaro dell’appezzamento che fu dei Canale è in mano a Davide Rosso dell’azienda Giovanni Rosso; l’altro ettaro è suddiviso tra le aziende Guido Porro ed Ettore Germano. Le condizioni del vigneto, a quanto sembra, erano tali da indurre i nuovi proprietari a spiantare le vecchie viti (con le immancabili polemiche che ne sono seguite) e a reimpiantare la vigna.

 

 

Il piccolo pezzo di 60 e più anni che Davide Rosso ha voluto conservare, da noi visitato nei giorni scorsi, costituisce uno spettacolo straordinario: ceppi che hanno assunto meravigliose forme contorte e quasi irreali, alla Gaudì, con tralci lunghi e nodosi e con una produzione naturalmente molto bassa.

 

 

 

Il nome dei nuovi proprietari di questa parte della Vigna Rionda ci pare una garanzia per il futuro; speriamo davvero di poter assaggiare nei prossimi anni vini che ci riportino indietro negli anni, ai mitici Collina Rionda 1979, 1982, 1989… di Bruno Giacosa, e che sappiano perpetuare la magia di questa terra, come peraltro hanno fatto e continuano a fare i bravissimi Franco e Roberto Massolino, la cui azienda, non a caso, si chiama Massolino – Vigna Rionda.