Ciliegiolo, un grande rosso che sa di frutta. Le migliori etichette in commercio

In Italia si produce vino in tutte le regioni – caso pressoché unico al mondo – e in ognuna di queste vengono coltivati, da lungo tempo, alcuni interessanti vitigni che vengono banalmente definiti “minori” solamente perché, per vari motivi storici, non sono mai entrati nell’olimpo delle presunte migliori varietà nostrane.

Negli ultimi due decenni c’è stata una giusta riscoperta e una virtuosa valorizzazione di queste varietà autoctone, che in taluni casi è diventata anche fenomeno di moda, commercialmente assai rilevante: pensiamo, per esempio, alle attuali pressanti richieste del mercato per Falanghina, Pecorino, Nerello, ecc. … Per certi versi sembra che si sia improvvisamente sovvertita una tendenza, per cui oggi diventa quasi impossibile convincere qualcuno ad assaggiare una buona bottiglia di Chardonnay o di Cabernet Sauvignon (e ce ne sono tante in Italia di assolutamente interessanti), quasi ci fosse una crisi di rigetto per queste varietà che trionfavano in tutti i wine bar d’Italia solamente 15-20 anni fa. Ma si sa, il mondo del vino vive di inconcepibili estremismi modaioli…

Abbiamo deciso, già da tempo, di proporvi su questo sito un bel giro per la penisola alla scoperta di queste bellissime varietà.

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CILIEGIOLO

 

Secondo una leggenda il ciliegiolo – che deve il suo nome al caratteristico aroma di ciliegia che sprigiona il vino in età giovanile – sarebbe stato introdotto in Italia (per la precisione in Toscana), intorno al 1870, da alcuni pellegrini di ritorno dal lungo cammino di Santiago di Compostela, in Spagna. Ciò spiegherebbe perché è conosciuto anche come ciliegiolo di Spagna.

Molti studiosi in passato hanno sostenuto una sua sinonimia, poi rivelatasi assolutamente falsa, con l’aleatico diffuso in Toscana; in seguito lo si voleva simile al sangiovese e ad altri vitigni dell’Italia centrale.

Alla fine gli studi di Crespan e di altri ampelografi, pubblicati nel 2002, hanno permesso di arrivare alla conclusione che ciliegiolo e aglianicone sono lo stesso vitigno; da questa affermazione si evidenzia conseguentemente un rapporto di parentela diretta (del tipo genitore-figlio) con il sangiovese, escludendo però che le due varietà possano essere derivate da autofecondazione una dell’altra. Non avendo, infine, sufficienti informazioni storiche non possiamo definire quale dei due sia il genitore. Sono da escludere invece legami del ciliegiolo sia con l’aglianico sia con il montepulciano diffuso in Abruzzo.

In Toscana il ciliegiolo è piuttosto presente nella provincia di Lucca, nel Chianti e in Maremma: in questi tre territori si arriva a quasi mille ettari vitati destinati a questa varietà (sui poco più di 1.800 diffusi su tutto il territorio nazionale). È coltivato, in misura minore, anche in Liguria, in Umbria e in Puglia. In Liguria entra nella composizione delle Doc Colli di Luni e Golfo del Tigullio, in Toscana nelle Doc Parrina, Colli Lucchesi, Montecarlo, Val di Cornia nonché nel Chianti e nel Chianti Classico. È iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite dal 1970.

In Umbria è nata nel 2014 l’Associazione Produttori Ciliegiolo di Narni, per opera di sette aziende che operano in quel territorio; tutte assieme arrivano a contare su quasi 20 ettari dedicati a questa varietà. Hanno l’ambizione di ottenere il riconoscimento della DOC del Ciliegiolo di Narni. Leonardo Bussoletti – vignaiolo artigiano e presidente dell’Associazione – sostiene che il ciliegiolo abbia trovato il suo habitat ideale in questa zona dell’Umbria meridionale fin dal 1200, come attesta il ritrovamento recente di alcuni documenti storici.

 

Il grappolo del ciliegiolo è grosso e lungo, di forma cilindrico-piramidale, compatto e dotato di una o due ali. L’acino è medio-grosso, sferoidale o subrotondo, con una buccia molto pruinosa, di medio spessore e di colore blu-nero violaceo. L’epoca di maturazione è medio-precoce, pertanto l’uva viene vendemmiata generalmente nella prima metà di settembre.

Il ciliegiolo in genere, dopo una normale vinificazione convenzionale, dà origine a un vino dal colore intenso, corposo, alcolico e morbido, un po’ carente in acidità. I profumi sono dominati dal frutto e da note speziate. Di solito è un vino da consumo immediato, spesso utilizzato nel taglio con altre uve. Tuttavia esistono versioni in purezza, specialmente in Maremma, di notevole spessore qualitativo.

 

Di seguito un breve elenco – in ordine alfabetico – delle aziende che producono etichette interessanti di Ciliegiolo in Toscana, in Umbria e in qualche altro territorio italiano; sono tutte recensite in Slow Wine 2021. Per ogni vino aggiungiamo anche l’indicazione del numero di bottiglie prodotte e del prezzo medio di vendita in enoteca.

 

TOSCANA

 

ANTONIO CAMILLO, Manciano (GR)

Il Ciliegiolo 2019 (25.000 bt; 12 €) di questo simpatico e vulcanico vignaiolo maremmano è molto compassato e aggraziato; fine nei toni fruttati e floreali, entra in bocca docile e scorrevole, e ha un piacevole contrasto sapido che allunga il sorso e ne fa apprezzare la disarmante facilità di beva. Ha ricevuto il riconoscimento di VINO QUOTIDIANO in Slow Wine 2021. La selezione Ciliegiolo Vallerana Alta 2018 (4.000 bt; 26 €) proviene invece da un unico vigneto di oltre 40 anni: presenta profumi nitidi, sfaccettati ed eleganti, che sfociano in un palato snello ma profondo; il tannino è fitto e ben integrato.

 

CESANI, San Gimignano (SI)

L’azienda è tra le più rinomate per la produzione di Vernaccia di San Gimignano ma non disdegna le buone vinificazioni delle uve rosse come il ciliegiolo: con questo vitigno viene prodotto il Serisè 2016 (5.000 bt; 14 €), un vino simpatico, fresco e pienamente fruttato, che rispetta pienamente le caratteristiche varietali.

 

FATTORIA DI FIBBIANO, Terricciola (PI)

Dalle colline pisane questo Ciliegiolo 2018 (13.000 bt; 15 €) che si presenta con uno stile austero e composto; maturo e pieno, è leggermente frenato da un tannino esuberante.

 

FIETRI, Gaiole in Chianti (SI)

+ di 1 Luna 2016 (500 bt da 0,375l; 23 €). Un nome piuttosto estroso per un vino decisamente curioso: al naso ha espressività da Vin Santo, con note di noci, funghi e iodate; in bocca è dolce ma garbato, ha discreta tensione e una chiusura dalla vena acida e sapida.

 

I CAVALLINI, Manciano (GR)

I terreni di Manciano sembrano decisamente vocati al ciliegiolo: questo Maremma Toscana Ciliegiolo 2018 (2.500 bt; 15 €) esprime nel bicchiere un profilo olfattivo varietale e ben definito, per un vino beverino e gustoso, con tutte le parti ben in equilibrio tra di loro.

 

LA SELVA, Magliano in Toscana (GR)

Il Maremma Ciliegiolo 2017 (7.000 bt; 17 €) si apre con un’espressione aromatica affidata a un frutto rosso intenso leggermente “macchiato” dal legno; il sorso è pieno, ampio, e il tannino robusto non ingombra.

 

SAN BENEDETTO, San Gimignano (SI)

Vinificazione in rosa del ciliegiolo, il Rosato 2019 (2.000 bt; 9 €) è un vino d’annata vibrante, e fruttato, pienamente gastronomico.

 

SAN FERDINANDO, Civitella in Val di Chiana (AR)

Il Ciliegiolo 2019 (10.500 bt; 12 €) di questa bella azienda della Val di Chiana è un vino decisamente espressivo: piacevoli note di ciliegia e sbuffi minerali accompagnano un sorso disteso e succoso. Ha ricevuto il riconoscimento di VINO QUOTIDIANO in Slow Wine 2021.

 

SASSOTONDO, Sorano (GR)

Sassotondo “maneggia” da tempo il ciliegiolo, con risultati sempre sorprendenti. La versione più importante, il San Lorenzo 2017 (3.000 bt; 38 €), dispone di un ingresso di grande ampiezza che rivela una tessitura succosa e progressiva; il frutto maturo e un certo calore alcolico non frenano l’energia gustativa, che si fissa su un tannino ben integrato. Ha ricevuto il riconoscimento di VINO SLOW in Slow Wine 2021. Versione più giovanile e sbarazzina, il Maremma Toscana Ciliegiolo 2019 (20.000 bt; 14 €) è dinamico, fruttato e ben dettagliato.

 

TERRE DELL’ETRURIA – IL PODERONE, Magliano in Toscana (GR)

Il Maremma Toscana Ciliegiolo Briglia 2019 (7.000 bt; 10 €) si mostra fragrante ed espressivo all’attacco al palato, mantiene un gradevole andamento per tutto il percorso gustativo, con succosità fruttata davvero piacevole e chiusura tannica integrata. Ha ricevuto il riconoscimento di VINO QUOTIDIANO in Slow Wine 2021. Maremma Toscana Sbocciato 2019 (1.500 bt; 9 €): prima edizione per questo vino rosa da uve ciliegiolo pressate a grappolo intero. Regala sensazioni delicate, floreali e balsamiche, per un palato semplice, franco e sapido.

 

VALDONICA, Roccastrada (GR)

La dimensione olfattiva del Maremma Toscana Ciliegiolo 2017 (1.300 bt; 43 €) gioca su note di ciliegia matura, e la bocca è avvolgente e dettagliata.

 

UMBRIA

 

LEONARDO BUSSOLETTI, Sangemini (TR)

Due belle espressioni del ciliegiolo di Narni, vero punto di forza di questa azienda. Il Brecciaro 2018 (10.000 bt; 15 €) è una personale e riuscita interpretazione della varietà, che qui sprigiona sentori di fiori e frutta rossa; In bocca è rotondo e lungo. Il più giovane Rosso 05035 2019 (20.000 bt; 10 €) si riconosce già al naso, grazie ai cenni affumicati e minerali; il sorso è immediato e scorrevole.

 

FONTESECCA, Città della Pieve (PG)

Il Ciliegiolo 2019 (3.300 bt; 14 €) di questa azienda di Città della Pieve è una bella espressione varietale in cui ritroviamo l’estrazione minerale del terreno: si apre con fini note di frutta a cui segue un palato succoso ed essenziale, dal lungo finale salino che richiama il sorso. Ha ricevuto il riconoscimento di VINO SLOW in Slow Wine 2021. L’azienda propone anche una versione in rosa del vitigno: il Rosato 2019 (1.400 bt; 14 €) è croccante, intensamente fruttato e integro.

 

SANDONNA, Giove (TR)

Nel Ciliegiolo di Narni 2019 la succosità del sorso è indubbiamente il tratto distintivo più apprezzato: in bocca si adagia in tutta la sua ampiezza espressiva, per chiudere pulito e invitare di nuovo alla beva.

 

ZANCHI, Amelia (TR)

L’Amelia Ciliegiolo Carmìno 2019 (14.000 bt; 8 €) è fresco, vellutato ed elegante, di facile beva ma non scontato: al naso è giovanile e vibrante, con piacevoli note di frutta fresca.

 

ALTRE REGIONI

 

CASA PRIMIS, Stornarella (FG)

Ciliegiolo 2019 (7.000 bt; 8 €). Vitigno di altre latitudini trova nelle campagne della Daunia, sulle colline che salgono verso Ascoli Satriano, un’interpretazione autentica ma soprattutto piacevolissima e spensierata.

 

FIORE, Butera (CL)

Ciliegiolo 2019 (1.000 bt; 12 €). Una bella novità per questa piccolissima azienda siciliana: i profumi fruttati fanno da preludio a una sorso ben bilanciato nelle sue varie componenti, ampiamente dotato di succo.