Chi l’ha detto che la Barbera non invecchia alla grande?

1779065_625055744216719_677906265601795154_nLa settimana scorsa in Banca del Vino a Pollenzo si è tenuta una magnifica degustazione. Occasione che ancora una volta ha saputo emozionare anche i palati più esperti e anticipare il prossimo appuntamento a Nizza Monferrato di Cantine a Nord-Ovest di domenica 27 aprile (cliccate qui per tutte le info). Più di un valido motivo per venire a esplorare questo territorio: troverete ad accogliervi la bellezza di ventidue produttori che apriranno le porte delle loro cantine.

Protagonista della serata pollentina un vino simbolo della denominazione astigiana, nato negli anni Ottanta per volere del milanese Angelo Sonvico grazie al contributo tecnico dell’enologo Giuliano Noè: parliamo della Barbera d’Asti Vigna dell’Angelo di Cascina La Barbatella.

A rappresentare l’azienda da una parte il giovane imprenditore milanese Simone Virgara che dal 2010 ne ha assunte le redini e dall’altra, a raccontarci i vini, Giuliano Noè che nonostante l’abbondante trentennio di onorato servizio segue ancora in prima linea e con grande passione la creazione di questi gioielli.

Ospite speciale della serata Davide Panzieri, responsabile per il Piemonte di Slow Wine, che ha condotto la platea in questa degustazione. Alla fine il tema della serata è stato questo: chi l’ha detto che la Barbera non sa invecchiare??? La domanda è sorta spontanea dopo aver assaggiato queste 5 annate superlative.

 

2011 – Vino figlio di un millesimo caldo che ha costretto ad anticipare la vendemmia di circa due settimane. Nel bicchiere si presenta di color rosso rubino quasi impenetrabile, mentre al naso si manifesta per tutta la sua esuberante giovinezza, è caldo ed evidenzia note di frutta rossa tipiche del vitigno, su tutte la prugna. In bocca è pieno con una marcata acidità che sostiene e invoglia il sorso.

 

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2008 – Stagione irregolare suggellata da un finale meteorologicamente perfetto. I profumi nel bicchiere sono meno esuberanti rispetto al precedente ma poi, in bocca, esprime finezza ed eleganza. Fitta trama aromatica, dove le note primarie di prugna e ciliegia sono sostenute da una piacevolissima acidità. Bella persistenza.

 

2006 – “Un’ottima annata”. Queste sono state le parole utilizzate da Giuliano Noè per descrivere questa vendemmia. Naso fresco con confettura di lampone e fragole in evidenza. Grandissima performance all’ingresso in bocca: armonia sensazionale tra acidità e frutto sorretta da un tannino che pur non essendo tipico della varietà, dona un’elegante struttura.

 

2004 – Annata che non ha bisogno di presentazioni, anche in questo territorio ha regalato uve sane e di grande qualità. A dieci anni di distanza questo vino esprime grande florealità e una bella nota di frutto primario. Vino eccezionale e di piacevolissima beva.

 

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2001 – Vino capace di sorprendere con note terziare perfettamente amalgamate tra loro. Nel bicchiere troviamo un mix di spezie, con cuoio e liquirizia in evidenza, capaci di esaltare il calore del frutto. È un vino molto intrigante, perfetto ambasciatore di un territorio tutto da scoprire.