Cesanese di Olevano Romano Consilium 2008, Migrante

GLUCK – La bottiglia della sera

 

 

migrantedove: a casa

con: salame di Fabriano e pecorino

 

 

Giornata intensa e non ho avuto tempo di cucinare. In frigo erbe di campo straginate (come si dice ad Ancona), un assortimento di erbe selvatiche ripassate in padella con patate lesse, aglio, olio e lardo. Le riscaldo e penso con cosa accompagnarle.

Taglio alcune fette di salame di Fabriano (Presidio Slow Food) e preparo un tagliere con pecorino romano semistagionato e pecorino toscano stagionato. Per fortuna ho il mio pane, fatto con lievito madre, per accompagnare il pasto.

Insomma, bene o male la cena è pronta, ma ora cosa ci beviamo? Un salto in cantina e scovo una bottiglia di Cesanese, acquistata dal produttore nel 2011 in occasione di un fine settimana trascorso tra Viterbo e Roma. Leggo l’annata… 2008 !!… non so cosa aspettarmi ma decido che è il caso di provare, sperando di non rimanere delusa.

Annuso timorosa il tappo e resto colpita. Il vino è integro e già mi intriga! Lo verso nel bicchiere e il colore mi piace, un bel granato con riflessi rubino. Il profumo è intenso, tanta frutta rossa, violetta e lievi note speziate. In bocca una vera sorpresa: è maturato splendidamente, al palato è morbido, i tannini non sono invadenti e l’acidità gli conferisce ancora una piacevole vivacità che rende il sorso agile ed equilibrato.

Una bella bevuta e gluck, la bottiglia è finita!

 

 

Prezzo in enoteca 14 euro

 

 

 

Questa rubrica ospita il breve racconto/resoconto di una bottiglia di vino – o di birra – bevuta la sera precedente a cena da uno dei tanti collaboratori di Slow Wine. Non una grande bottiglia “celebrativa”, di quelle che si tirano fuori nelle ricorrenze, quanto piuttosto un vino (o una birra) “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava.