CentoCene per Slow Wine – Vicenza

Le proposte dello chef Davide Pauletto e del maître Giovanni Sandri hanno infatti puntato su ingredienti della tradizione locale – in gran parte di produzione propria – proposti in particolari accostamenti e presentati in forma di finger food.

 

Questo il menu, ricco di contrasti di consistenze e sapori, che gli chef delle Vescovane hanno studiato per i cinque vini proposti in abbinamento:
– Cono di mais al nero di seppia com mousse di Merluzzo e polvere di pomodorini di Pachino
– Terrina di coniglio con verdure e condimento di pane alla Mediterranea
– Millefoglie di porchetta con radicchio tardivo e di Asigliano, con mousse di senape e marmellata ai cinque pepi
– Panzanella toscana e pallina di fegatello e pistacchi
– Stravecchio di Altissimo (24 mesi) e miele di castagno
– Zuppa calda di pere e cardamomo con bignè ai marroni e crema di nocciole e alloro

 

Questi i vini:

Castelli di Jesi Verdicchio Ris. Cl. Stefano Antonucci 2010, Santa Barbara
Un Grande Vino che si è rivelato intrigante e ed è stato apprezzato per la profondità olfattiva e gustativa e la grande personalità. Le note speziate e sapide si sono sposate molto bene con la raffinata rivisitazione del baccalà mantecato, ottenendo una sensazione complessiva di piacevole equilibrio.

Dolcetto Pian delli Perdoni 2011, Mossio Fratelli
La schietta bevibilità di questo ben definito Vino Quotidiano, piacevolmente fruttato, ha ben sostenuto la proposta di carne bianca leggera e saporita, ma avrebbe potuto accompagnare l’insieme del menù con la sua versatile e vivace freschezza che ha conquistato tutti i commensali.

Brunello di Montalcino 2007, Le Chiuse di Sotto Gianni Brunelli
E’ un vino che ha ben dimostrato la capacità interpretativa del sangiovese grosso da parte di un’ azienda che ha ottenuto il riconoscimento della Bottiglia: austero ed etereo, ha mostrato un tannino suadente e un’eleganza del sorso che hanno trovato un buon equilibrio con il finger dish a base di fegatelli.

Montepulciano d’Abruzzo Testarossa 2008, Pasetti
Tutti d’accordo, i partecipanti alla cena, nel definirlo davvero un Grande Vino che si è dimostrato strepitoso nell’accostamento a un piatto altrettanto riuscito: la vivacità dei tannini, la rustica eleganza e la netta pulizia del palato si sono fuse perfettamente con le note robuste e speziate della Porchetta: un piatto davvero “sinfonico” nei sapori, che l’Agriturismo Le Vescovane presenta abitualmente tra le sue proposte invernali.

Don Antonio 2009, Morgante
Questa declinazione in acciaio del nero d’Avola ha lasciato piacevolmente sorpresi gli habitués delle ancora correnti pesanti versioni di quest’uva scura e potente. Non manca certo di muscoli, ma sono scattanti in una beva scorrevole e ricca di frutto rosso e spezie. Meritatissimo, dunque, il riconoscimento di Grande Vino e ottimo l’accostamento con il saporito formaggio Stravecchio di Altissimo 24 mesi che ha chiuso gli abbinamenti.

 

A questo link si può vedere la sequenza fotografica scattata durante le serata
http://www.flickr.com/photos/soavementeblog/sets/72157632134892988/