Cartoline dalla Slow Wine Fair 2024

Cartoline dalla Slow Wine Fair 2024 appena conclusa.

Il telefono mi vibra in tasca, un messaggio da Pia, che, tradotto, suona più o meno così: “divertitevi e prenditi cura di Gastòn“.

Gastòn Cruz è la prima volta che esce dall’Argentina, sta arrivando con un aereo, atterrerà a Roma e raggiungerà Bologna con un treno. Lo aspettiamo qui, qualche chilometro dopo. Gastòn produce vino nel nord della Argentina, tra vigne descritte da cactus e aspre cime di montagna a 2800 metri di altitudine. Fa parte della rete della Slow Wine Coalition con la sua cantina Bodega Don Milagro, nella comunità Slow Food di cui Pia Graziosi è portavoce.

Tanta strada per cosa? Ci siamo incontrati alla Slow Wine Fair a Bologna, dal 25 al 27 febbraio scorsi. Lì vignaiole, produttori di vino, professionisti e amanti del vino si sono confrontati tra loro. Spesso sono persone che lavorano all’interno della Slow Wine Coalition in piccoli gruppi, nodi attivi che organizzano formazioni, scambi ed eventi per promuovere le pratiche agroecologiche e la biodiversità, migliorare l’accesso al mondo del vino e abbassare l’impatto della filiera.

Insieme a Gastòn partecipano anche altri produttori: ci sono Humberto, Sol, Juan, Naiana e altri dal gruppo di Slow Wine Latam, la comunità che unisce e propone progetti e attività dedicate a un vino buono, pulito e giusto dal Centro al Sud America. Ci si incontra attraverso uno schermo durante l’anno, si vedono le vigne attraverso telefoni storti, ci si conosce grazie a polpastrelli che premono su tastiere e quando c’è la possibilità di incontrare e vedere qualcuno per la prima volta è una festa, una possibilità di una nuova scoperta.

Gli incontri in Arena Demeter

Gastòn prende parte a un incontro sulla Agroecologia di Comunità. Ci siamo incontrati per dipingere e osservare le varie sfumature di pratiche agricole sostenibili da Spagna, Francia, Argentina, Brasile. Nel Beaujolais Mathieu fa parte di una associazione e comunità Slow Food che si chiama Vignerons e Terroirs de Lantigniè, dove 15 vignaioli hanno fatto fronte unito per promuovere l’agricoltura biologica e di cura nel Beaujolais.

Si unisce Antòn, che racconta la Galizia con le sue 80 varietà di uve autoctone, molte per una regione piuttosto piccola, la grande umidità del territorio e gli appezzamenti molto piccoli in zone spesso scoscese. Gli sforzi compiuti dai giovani viticoltori galiziani sono importanti per la conservazione della biodiversità, con la fortuna di avere terreni ricchi e influenze da diverse zone climatiche, dall’Atlantico al Mediterraneo fino al continente. Qui stanno sviluppando una rete per evitare quanti più trattamenti possibili tramite comunicazioni tempestive tra vicini di vigna, in questi piccoli appezzamenti.

Seguono momenti di scambio e confronto, cene di comunità, incontri facilitati da moderatori attivi nella rete.

Ci ritroviamo per condividere idee sui tre temi che stiamo sviluppando come Slow Wine Coalition, attraverso formazioni buttom up, scambi e diffusione di informazioni.

Non avevo carta e penna ma quello che ha detto Naiana suonava più o meno così: “Grazie a tutte, ora mi sento meno sola e posso tornare a cercare di fare meglio il mio lavoro”.

Questo articolo è apparso nel Numero #9 della nuova Newsletter Slow Wine, per chi ama il vino buono pulito e giusto.
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