Born to be wild!

13237626_10207765817198108_2675627943820512750_n (1) Domenica 22 Maggio si è tenuta all’interno del Castello di Verduno la Local Wild Food Challenge (LWFC), una sfida culinaria che nel giro di sei anni ha dato luogo a ben trenta eventi in cinque paesi diversi.

La competizione è nata nel 2008 da un’idea dello chef neozelandese Bill Manson che, ispirato dalla cultura Maori, ha voluto coniugare la sua passione per gli sport estremi con quella culinaria. Alla base del LWFC c’è infatti il desiderio di avvicinarsi a una consapevolezza maggiore di ciò che mangiamo, riflettendo sulla fatica e l’expertise che servono per procurarsi e cucinare degli alimenti. Un tentativo di reagire all’attuale alienazione della società dalle materie prime di cui si nutre, dove la relazione con il cibo nasce e muore nel masticare ciò che ci ritroviamo nel piatto.

La competizione è quindi un pretesto per organizzare un evento conviviale e di forte scambio culturale, dedicato a quei saperi antichi di cui ormai gli unici custodi sono i pochi cacciatori, raccoglitori e pescatori rimasti.

La giornata è iniziata alle 11:00 con dei workshop dedicati al foraging, ai vini “naturali” e alle fermentazioni con lievito madre, per poi proseguire con il Pranzo Wild per 250 persone con la regia di Alessandra Buglioni di Monale e lo street food selvatico di Cà del Re e Ristorante Battaglino. Il tutto accompagnato da una selezione di vini della Banca del Vino e del Consorzio del Pelaverga.

Le rivelazioni gastronomiche dell’evento sono state:

-“SIK’I Panqa”, un dessert creato da due studenti sudamericani dell’Università di Scienze Gastronomiche, Matheus Sborgia e Andres Jara, che hanno voluto infondere nella loro creazione il luogo dove si trovano questi ingredienti. Un territorio complesso che viene tradotto al palato con un incontro tra dolce, acido, salato e una punta di amaro.

 

LWFC.Mat (1)-Wild Gin&Tonic, cocktail preparato dai sapienti bartender Konstantin Steinmeyer e Maximilian Henkel con estratto di ciliegia giffoni, angostura, gin, artemisia abronatum, polline, menta selvatica, fiori di acacia, borragine e camomilla, petali di rosa canina e guarnito con una ciliegia giffoni maturata per due anni nel rum.

I toni conviviali sono rimasti accesi fino a tardi grazie alla presenza del gruppo musicale “The Honkers – Rockin’ Jump Blues”, che hanno tenuto viva la serata fino al Gran Falò animato, grande momento conclusivo di questa prima edizione italiana.

La Local Wild Food Challenge a Verduno è stata organizzata grazie a una collaborazione tra Slow Food, Università delle Scienze Gastronomiche, Comune di Verduno, Landmade, Castello di Verduno,, Banca del Vino, il Consorzio del Pelaverga, Winemoretime, Real Castello, Trattoria Bercau, Ristorante Battaglino e Agriturismo Cà del Re.

 

Nell’immagine a sinistra: Mousse di bacche di lauroceraso, crema di frutto della passione, sabbia di guasca, trifoglio e granita di coroso.