Bollicine delle regioni italiane: le migliori etichette di Metodo Classico dell’Alto Adige

L’Italia, lo sappiamo, può vantarsi di produrre vino con storica tradizione in tutte le sue regioni. Forse solo la Spagna ci eguaglia su questo campo.

Le bollicine, e intendiamo in particolare quelle “nobili” prodotte con Metodo Classico, non fanno eccezione a questo privilegio: se in passato, in alcune regioni italiane, erano piuttosto rare le etichette prodotte con questa modalità è vero che oggi – sull’onda dell’evidente affermazione che hanno avuto sia la produzione che il consumo di vini spumanti nel nostro paese – troviamo ottime bottiglie di Metodo Classico in quasi tutti i distretti vitivinicoli d’Italia.

Ed è proprio su questa produzione che si concentreranno questi nostri articoli, che contiamo di pubblicare con scadenza settimanale.

Slow Wine insomma va alla ricerca per voi delle migliori bollicine regionali: seguiteci!

 

ALTO ADIGE

 

La produzione vinicola dell’Alto Adige è maggiormente conosciuta nel mondo per l’ottima produzione di vini bianchi, anche se i vini rossi (in particolare quelli da vitigni autoctoni, schiava e lagrein, ma senza dubbio anche quelli prodotti con pinot nero e con i vitigni bordolesi) non sono certo da meno.

La produzione di vini con Metodo Classico appartiene tutto sommato – tranne qualche eccezione che segnaliamo qui sotto – ad una storia recente ed è molto limitata nei numeri. Ma non per questo in regione non è possibile godere di qualche buona bollicina, in genere prodotta con i vitigni classici della Champagne (chardonnay e pinot nero). È evidente però, soprattutto negli ultimi anni, una certa “curiosità” – in particolare da parte di alcune cantine di medio-grandi dimensioni – per le vinificazioni con Metodo Classico: ci aspettiamo, pertanto, che in futuro si affaccino sul mercato alcune etichette interessanti.

Per il momento elenchiamo le cantine che ci hanno maggiormente convinto con la loro produzione di bollicine nobili: le abbiamo suddivise in tre gruppi.

 

SOLO BOLLICINE: ARUNDA E LORENZ MARTINI

Queste due cantine altoatesine, Arunda e Lorenz Martini, si distinguono in regione perché producono esclusivamente Metodo Classico.

Il progetto Arunda nasce nel 1979 dalla ferma volontà di Josef Reiterer di produrre esclusivamente bollicine in Alto Adige; affascinato dai lunghi affinamenti in quota colloca le bottiglie a maturare sui lieviti nella struttura di Meltina, che è posta a circa 1.200 metri di altitudine. Con orgoglio rivendica che le sue sono “le bollicine più alte d’Europa”. Sono almeno 10 le etichette prodotte da Reiterer: tra queste abbiamo scelto le due che ci hanno maggiormente convinto all’assaggio. L’Alto Adige Extra Brut Cuvée Marianna 2013 è un blend di chardonnay (80%) e pinot nero (20%) che matura per 48 sui lieviti: ampio e incisivo al naso, con buoni rimandi di frutta esotica e ananas, in bocca è piuttosto largo e morbido, sicuramente sapido, con bella spuma cremosa che persiste al palato. Nell’Alto Adige Extra Brut Riserva 2013 c’è una percentuale maggiore di pinot nero e l’affinamento è ancora più lungo (oltre 50 mesi): al naso è più “freddo” e minerale rispetto alla Cuvée Marianna ed esprime netti profumi floreali; al palato invece ha maggiore “peso” e struttura, risulta maturo e di buona persistenza.

Lorenz Martini è un viticoltore che, forte dei suoi approfonditi studi tecnici, ha deciso da tempo di concentrarsi esclusivamente sulla produzione di Metodo Classico, potendo contare sulle uve che coltiva tra i 500 e gli 800 metri di altitudine nei comuni di Cornaiano, Appiano-Monte e Cologna-San Gnesio. Chardonnay, pinot bianco e pinot nero le varietà che, in percentuali quasi uguali (in genere c’è un po’ più di pinot nero), concorrono alla formazione della cuvée che si affina per almeno 48 mesi sui lieviti. L’Alto Adige Pas Dosé Comitissa Riserva 2016 è un Metodo Classico di grande eleganza e personalità: si presenta con una spuma fragrante e persistente e con decise note olfattive di agrumi e frutta a polpa bianca; in bocca è armonico e incisivo, profondo e ben stratificato, per una beva assolutamente piacevole e dinamica.

 

UNA LUNGA TRADIZIONE: KETTMEIR E HADERBURG

Questa cantina di Caldaro – che porta il nome del fondatore Giuseppe Kettmeir, dal 1986 è di proprietà del gruppo Santa Margherita – ha oltre un secolo di vita, mentre la produzione di spumanti, che l’ha portata a essere un punto di riferimento sul territorio, ha avuto inizio nel 1964. Sulle colline sopra la cantina, su terreni calcarei, sono piantati i vitigni utilizzati per le varie etichette di Metodo Classico. L’Alto Adige Extra Brut 1919 Riserva 2014 viene prodotto con chardonnay (in parte vinificato in legno) e pinot nero: dopo 60 mesi di affinamento sui lieviti si apre nel bicchiere con profumi che spaziano dagli agrumi canditi alle spezie, dalla frutta matura a quella secca; in bocca è complesso e dinamico, con un’acidità ben calibrata e una sapidità che gli donano slancio. L’Alto Adige Pas Dosé 2015 – blend di pinot bianco, chardonnay e pinot nero che matura sui lieviti per almeno 40 mesi – si apre su profumi di frutta a polpa bianca, agrumi ed erbe di montagna; in bocca è fresco e slanciato, con una bolla cremosa e avvolgente e un finale sapido. L’Alto Adige Brut Athesis 2017, da uve chardonnay (60%), pinot bianco (30%) e pinot nero, sosta sui lieviti per almeno 24 mesi: è agrumato e floreale, con note di crosta di pane al naso; ha un sorso piacevole e morbido, ravvivato dalla chiusura salina.

Fra gli indirizzi più interessanti e affidabili per la spumantistica altoatesina c’è sicuramente Haderburg. Era il 1997 quando Alois Ochsenreiter, dopo un viaggio in Germania, ha deciso di dedicare anima e vigne al Metodo Classico; passione che oggi ha trasmesso anche ai figli Erika e Hannes, che lo affiancano in azienda. Da due decenni l’azienda lavora seguendo il metodo biodinamico, che aiuta a creare equilibrio e armonia in vigneto come in cantina. L’Alto Adige Brut, dopo due anni sui lieviti, procede con portamento elegante e avvolgente; al naso il frutto è evoluto e arricchito da squisite note di pasticceria, il palato è cremoso e persistente. L’Alto Adige Pas Dosé 2016 dispone di un palato essenziale e teso, con piacevole nota di nocciola in chiusura: la bolla è fine e incisiva, la freschezza non abbandona mai il sorso.

DUE OTTIMI ESORDI: CANTINA SAN PAOLO E CANTINA CORTACCIA

L ’avventura della Cantina San Paolo di Appiano ha avuto inizio nel 1907 con la costruzione di una cantina all’avanguardia, che già al tempo prevedeva la lavorazione per gravità. Di recente l’azienda è stata rinnovata e, grazie alle idee del giovane enologo Wolfgang Tratter e del presidente Dieter Haas, ha messo in commercio un’etichetta di Metodo Classico molto buona. L’Alto Adige Brut Preaclarus, prodotto unicamente con chardonnay, si apre con bella spuma fragrante e intensa; al naso è ampio e intensamente fruttato, al palato gustoso ed energico, con bella chiusura asciutta e sapida, di ottima finezza.

La storica Cantina Cortaccia ha festeggiato i suoi primi 120 anni di vita regalandosi la prima etichetta di Metodo Classico mai uscita dalla cantina. Un progetto assolutamente convincente, fortemente voluto dal presidente Andreas Kofler e ben realizzato dall’enologo Othmar Donà. L’Alto Adige Pas Dosé Blanc de Blancs 600 2014, prodotto con sole uve chardonnay, dopo il lungo (almeno 48 mesi) affinamento sui lieviti si presenta con invidiabile freschezza e fragranza: ha grande tensione gustativa, che accompagna a lungo un sorso ampio e incisivo, di elegante piacevolezza.