Anteprime Romagna: protagonista (finalmente) anche l’Albana

Faenza, Vini ad Arte: due giorni intensi – domenica 22 e lunedì 23 – per presentare le migliori produzioni vinicole di Romagna. Un appuntamento, oramai diventato tradizionale, che si inserisce “in coda” alle Anteprime toscane e si configura – alla stessa maniera – come l’anteprima del Sangiovese di Romagna: in particolare sono state presentate per la prima volta – a consumatori, giornalisti e operatori del settore – le Riserve 2012, ma largo spazio è stato riservato anche all’Albana, vino bianco simbolo di questa regione.

Mi è stato chiesto di condurre un workshop per giornalisti stranieri su questo vino; ne approfitto per divulgare la traccia del mio intervento e una riflessione sui vini che ho proposto in degustazione.

 

dsc00472Il primo a parlare di Albana è stato, come al solito, Plinio il Vecchio (personaggio che ricorre con continuità nell’antica storia enologica italica), che però non dispensava solamente citazioni positive: talvolta questo autore parlava di qualità mediocri o scadenti; nel caso dell’Albana descrive invece un vino eccellente, di pregio. Dello stesso parere è anche Catone, persona più frugale e castigata nei costumi, ma che aveva un palato affinato per i vini buoni.

Le lodi più alte per l’Albana vengono cantate in seguito da Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio il Grande, il cui nome è legato al celebre mausoleo che si può ammirare a Ravenna: “Non così umilmente ti si dovrebbe bere, bensì berti in oro, per rendere omaggio alla tua soavità”. (da questa esortazione, che indicava che un vino di tale bontà avrebbe necessitato di un calice di oro e non di una “volgare” tazza di terracotta, sembra derivare l’origine del nome della famosa – almeno dal punto di vista vitivinicolo – cittadina romagnola di Bertinoro …).

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa prima descrizione ufficiale di un vitigno coltivato in Romagna e denominato Albana la dobbiamo a Pier De Crescenzi (1303), mentre dal Seicento in poi cominciano a comparire accanto al nome Albana alcune aggettivazioni o denominazioni specifiche che tendono a identificare diverse “varietà” del vitigno. Storicamente sono stati riconosciuti cinque biotipi di Albana, più o meno diffusi, che presentano fra loro differenze morfologiche talvolta anche molto evidenti: l’Albana della Bagarona (a grappolo medio-grosso), l’Albana della Compadrona (a grappolo grande), l’Albana della Gaiana (a grappolo piccolo), l’Albana della Serra o della Forcella (a grappolo allungato) e l’Albana Gentile di Bertinoro (a grappolo grande).

In tutti i casi le principali caratteristiche della varietà si possono condensare in questo modo: una buccia spessa, adatta all’appassimento e alle maturazioni tardive; un’aromaticità poco pronunciata; una grande acidità naturale; la presenza piuttosto marcata di tannini; un colore “naturale” in genere intenso (dorato) e un’evidente tendenza all’ossidazione e all’evoluzione.

rom036L’Albana di Romagna è stato il primo vino bianco in Italia a ricevere il riconoscimento DOCG nel 1987; purtroppo era il periodo in cui in Italia si risentiva ancora della moda dei cosiddetti vini “bianco carta” – prodotti con rese abbondanti, scarichi di colore, olfattivamente quasi neutri, assolutamente privi di tannicità – e così i produttori hanno provato a ricondurre l’Albana a questi modelli. Ma per poter mostrare queste caratteristiche il vitigno doveva essere spogliato delle sue caratteristiche principali, e quindi diventava decisamente poco interessante, senza una propria identità e con un profilo piuttosto banale.

In seguito molti produttori si concentrarono con maggiore determinazione – e con buoni riscontri di mercato – sulle versioni dolci da uve passite, che garantivano una qualità più alta e un maggiore apprezzamento. Di recente si è avuto invece un profondo ripensamento – da parte di numerosi produttori, in maniera prima intima e poi condivisa – sull’interpretazione da dare al vitigno, grazie anche alla crescita di un interesse diffuso verso i vini bianchi prodotti con macerazione sulle bucce. Questo ha permesso di sperimentare e riconsiderare le vinificazioni della varietà, cambiando – finalmente e positivamente – l’approccio: dall’occultazione del profilo ossidativo, della forte acidità e soprattutto dei tannini si è passati alla loro (ben modulata e giustamente condotta) esaltazione.

 

10982139_350346805160536_6604393844016860658_nSette vini in degustazione, corrispondenti a stili interpretativi e a tradizioni differenti: un limitato tentativo di mostrare l’interessante diversità e la fervida ricerca stilistica che in questo momento anima il mondo dell’Albana in Romagna:

1 – Romagna Albana Secco I Croppi 2014, Celli

etichetta storica, di grande diffusione, interpretata negli ultimi anni in maniera leggermente diversa, che tende a mettere in evidenza la ricchezza e la tannicità del vitigno, senza discostarsi troppo dalla tradizione;

2 – Romagna Albana Secco Bianco di Ceparano 2013, Fattoria Zerbina

singolare e “personale” vinificazione in riduzione, che amplifica le caratteristiche olfattive della varietà (con l’insorgenza anche di note terpeniche), evidenziando al contempo un palato sottile, profondo e asciutto, con croccante acidità e garbata tannicità;

3 – Romagna Albana Secco Vigna Rocca 2013, Tre Monti

etichetta storica, di grande diffusione, che negli anni ha visto cambiare il proprio profilo in maniera sempre più convincente, insistendo sulle note ossidative e sulla tannicità dell’Albana;

 

_DSC24534 – Ravenna Bianco Sabbia Gialla 2013, San Biagio Vecchio

interpretazione estremamente convincente, che si propone come un ricercato e calibrato “punto di contatto” tra lo stile del passato “popolare” (colore dorato, tannicità, pienezza di frutto senza residuo zuccherino) e una moderna interpretazione enologica, che garantisce pulizia e forte integrità gusto-olfattiva;

 

5 – Sillaro Albana Terra! 2013, Villa Papiano

da uve vinificate in anfore di terracotta, propone un quadro olfattivo estremamente personale, ampio e articolato (più di tutte le altre), netto e pulito, con bocca ricca – grande pienezza di frutto in assenza di residuo zuccherino – e dinamica, sostenuta da un’ottima vena acido-sapida;

6 – Arcaica 2013, Francesconi

vino prodotto da macerazione con le bucce, condotta in acciaio; estrazione contenuta e buona complessità gustativa, con chiusura asciutta e tannica (in maniera perfetta, senza mai asciugare troppo il palato);

7 – Romagna Albana Secco Codronchio 2012, Fattoria Monticino Rosso

una versione “alsaziana” dell’Albana, inaugurata con la vendemmia 2001, che propone – attraverso una vendemmia tardiva, che tende a “ricercare” l’insorgenza della botritys – la pienezza gustativa, la rotondità e la profondità acido-sapida che il vitigno è in grado di esprimere.