Alta Formazione in Sommellerie: incontriamo i protagonisti (parte 5)

Nuovo appuntamento con i protagonisti e partner del Corso di Alta Formazione in Sommellerie e Management della Cantina. Vi raccontiamo oggi com’è andata la chiacchierata con Carlotta Salvini, Miglior Sommelier F.I.S.A.R. 2019, che oggi lavora come Hospitality Manager nella cantina Fèlsina.

Toscana, Carlotta ha conseguito il diploma di sommelier nel 2017 a Siena, terra di vino; nel 2019 partecipa alle selezioni territoriali e consegue a novembre 2019, dopo le selezioni nazionali, il titolo di miglior sommelier Fisar 2019. Il suo curriculum nel mondo del vino si completa con il conseguimento della Laurea in Viticoltura ed Enologia nel 2020.

In vista del ruolo di Fisar, impegnata come Partner Tecnico del corso in sommellerie che partirà a settembre a Pollenzo, ecco qualche ragionamento con Carlotta sulla figura del Sommelier di oggi, e in particolare delle donne sommelier, e su come vede il futuro di questa professione

 

1) Quale è stata la miccia che ti ha avvicinata al mondo del vino e quale è stato il tuo percorso di conoscenza e formazione?

Il mio primo incontro col mondo del vino inizia partecipando a una vendemmia. Non  dimenticherò mai i profumi e i colori: ogni cosa parlava di forti legami con la terra. Ebbi subito un’ammirazione profonda per quel mondo contadino che faceva della festa alla fine della vendemmia, una festa sentita e viscerale. Era il momento dell’uva e delle relazioni, una cosa che andava oltre il vino stesso.

Capii allora che qualcosa mi aveva segnata per sempre e che quella storia doveva continuare. Ho iniziato con una formazione tecnica, laureandomi prima in Agraria e poi in Viticoltura ed Enologia, ma sentivo di non avere la conoscenza e gli strumenti giusti per saper degustare e capire un vino nell’aspetto sensoriale ed emozionale. Ho continuato la formazione ottenendo il WSET livello 3 nel 2016, mentre il diploma di sommelier FISAR arriva nel 2017.

 

2) La figura del sommelier oggi in Italia: emergono luci ed ombre rispetto, ad esempio, al panorama estero. Partendo dalla tua esperienza, quali sono gli ambiti in cui è necessario intervenire per valorizzarne il ruolo, l’immagine, il valore?

In questi mesi ho avuto modo di riflettere su questo aspetto e trovo che al giorno d’oggi diventi sempre più fondamentale la capacità di comunicazione, l’efficacia nel dover rendere i contenuti accessibili, contenuti che molto spesso, al primo impatto, risultano poco fruibili per chi è un appassionato non professionista, o un neofita oppure un cliente a cui dobbiamo proporre un vino.

  

3) Quali sono le conoscenze che dovrebbe possedere un sommelier oggi, considerando i diversi ambiti, e quali sono quelle da colmare nei percorsi formativi?

Per fare proprio un salto di qualità trovo che la vera differenza la possa fare, al di là della preparazione profonda sulla materia e del continuo aggiornamento, la conoscenza di almeno una lingua straniera. Io parlo inglese e francese, da due mesi ho iniziato a studiare il tedesco. La conoscenza delle lingue è uno dei requisiti più importanti che vengono valutati nei profili professionali.

 

4) Il ruolo del sommelier nella ristorazione è conosciuto, ma oggi si aprono altre prospettive interessanti come quella dell’enoturismo in cui tu, fra l’altro, stai sviluppando un’esperienza professionale specifica. Quali sono le differenze in termini di competenze?

La figura del sommelier negli anni si è evoluta; oggi alle competenze di degustazione e di abbinamento tra il vino e il cibo si affianca quelle sulla provenienza geografica del prodotto e quindi della comunicazione e valorizzazione del territorio.

In questo contesto il “Sommelier 2.0” si inserisce in una particolare branca del marketing territoriale definito “esperienziale”. Ed in questo consiste anche il mio lavoro che ho sviluppato dal 2015: utilizzare le strategie di marketing esperienziale per veicolare e valorizzare il brand attraverso studiati percorsi conoscitivi tra la cantina e le vigne incrementando così la vendita del prodotto e rafforzando la brand identity.
Trovo che l’aspetto relazionale con le persone diventi una caratteristica piuttosto importante del sommelier per interpretare e comprendere gli orientamenti del consumatore.

 

5) La sostenibilità e la salvaguardia dell’ambiente sono valori trasversali alle professioni. Anche la figura del sommelier è sempre più “green”, attento ed informato: nel tuo quotidiano come interpreti questa tendenza?

Si tratta di una scelta ragionata di un approccio non solo per il vino ma anche quotidiano, da applicare in una concezione olistica alla vita di tutti i giorni. Nel settore del vino resta ancora un po’ di confusione tra quello che si pensa sostenibile e quello che è certificato.

Al di là di questo, ritengo che soprattutto in questi mesi di lockdown è diventato fondamentale il ritorno al “think local”: acquistare dall’enoteca di fiducia, prediligere ortaggi e frutta di stagione, ridurre l’uso della plastica.
Anche moltissime aziende vitivinicole stanno avendo grande attenzione su strategie di marketing orientate alla sostenibilità: utilizzare bottiglie da vetro riciclato, ridurre l’uso di imballaggio, introduzione di tappi sintetici riciclabili.

 

6) In Italia, il 35% circa dei sommelier è donna, ma nonostante alcuni personaggi di spicco che hanno certamente aperto la strada, rimane ancora difficile immaginarsi una donna in questo ruolo: sono pochissime le “main chef sommelier”, cioè le donne cui si affida il management di un ristorante di alto livello. Perché secondo te?

Non si è mai ripetitivi su questo argomento e concordo che negli ultimi anni finalmente comincino ad emergere figure femminili ai vertici nel mondo della sommellerie e anche nell’imprenditoria vitivinicola. Ritengo che sia sempre più importante sensibilizzare non solo sulla figura della donna nel vino, ma in generale sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro. Sono ancora poche ad arrivare a livelli alti perché sono altrettanto poche le donne che intraprendono questa scelta: richiede impegno, costanza, sacrificio. Ma sono tutte caratteristiche che già conosciamo molto bene!

È solo questione di tempo, lo confermano anche i dati che sono in continua crescita.