Alla scoperta di Bussia e Bric Turot con Prunotto

Gianluca TorrengoPrunotto è una delle aziende che ha fatto la storia della Langa vitivinicola del Novecento. L’enologo Gianluca Torrengo, alla guida tecnica dell’azienda da circa 20 anni, ci ha portati alla scoperta dei cru Bussia e Bric Turot, due prestigiose zone delle denominazioni Barolo e Barbaresco.

La linea del tempo di questa storica cantina è ricca di tappe ed eventi che non si limitano a essere un’interessante raccolta di aneddoti da raccontare, ma sono carichi di significato e vanno a intrecciarsi con la storia dell’intera zona.

Gianluca fa tesoro della lunga esperienza per creare un prodotto unico e dallo stile ben definito: l’obiettivo consiste nel produrre vini che siano pura espressione del vitigno e del terroir, ma che allo stesso tempo siano contraddistinti da eleganza e bevibilità.
Per ottenere un vino con queste caratteristiche sono fondamentali la ricerca della qualità in vigna e un elevato livello di preparazione lungo tutta la filiera.

 

1904: LA NASCITA DELL’AZIENDA

Prunotto nasce nel 1904 come cooperativa sociale con l’intento di ovviare al sistema di compravendita delle uve che vigeva a quel tempo. Presso il mercato di piazza Savona ad Alba, l’acquisto dei grappoli avveniva solo dopo snervanti trattative e offerte al ribasso tra contadini, mediatori e commercianti.

La cantina sociale, nata con il nome “Ai Vini delle Langhe”, produceva vino mediante l’utilizzo di uve provenienti dai soci conferitori.

Prese l’attuale nome solo nel 1922, quando Alfredo Prunotto e la moglie Luigina decisero di rilevare l’attività che in quel periodo stava attraversando una serie di difficoltà economiche. La coppia riuscì a risollevare le sorti dell’azienda trasformandola in una realtà nota e conosciuta grazie anche al successo delle esportazioni in America del Sud e negli Stati Uniti.

 

1961: UN GIOIELLO DI NOME BUSSIA Bussia Bric Turot

Una tappa fondamentale per la storia dell’intera denominazione risale agli inizi degli anni ’60, quando la nuova direzione guidata da Colla e Filiberti decide di vinificare separatamente le uve provenienti dal cru Bussia, a Monforte d’Alba.

Colla sapeva che le uve di quella zona davano origine a vini dai tannini vellutati e contraddistinti da una personalità unica e così, nel 1961, fu tra le prime aziende a produrre un Barolo utilizzando esclusivamente i frutti provenienti da un singolo cru.

 

1994: L’ACQUISTO DEI PRIMI ETTARI VITATI

Novant’anni dopo la sua nascita, Prunotto passa sotto la guida della famiglia Antinori, la quale decide di modificare parzialmente l’impostazione dell’azienda iniziando ad acquistare alcuni ettari di vigneto, primi fra tutti quelli situati a Bussia.

Nonostante ciò l’azienda continua ancora oggi ad acquistare uve da alcuni conferitori storici con i quali si è creato un profondo rapporto di fiducia e conoscenza. Gianluca sostiene che il valore aggiunto dell’azienda è dato dalle vigne ed è quindi fondamentale che chi fornisce la materia prima conosca a fondo le ambizioni di chi la lavora.

 

ALLA SCOPERTA DEI CRU AZIENDALI

La filosofia aziendale consiste nel far risaltare l’unicità e il carattere che solo alcune zone di terreno particolarmente vocate alla viticoltura possono dare. Da qui la decisione di acquistare, affittare o comprare uve provenienti da cru prestigiosi, come quelli di Bussia e Bric Turot.

Bussia

Situato nel comune di Monforte d’Alba, è uno dei cru più noti e iconici dell’intera denominazione Barolo. È una zona abbastanza ampia ed è suddivisa a sua volta in Bussia Soprana e Bussia Sottana.
Gli ettari dell’azienda Prunotto si trovano nella parte nord-occidentale di quest’area e i filari si estendono lungo un anfiteatro naturale con esposizione a sud-ovest e ovest. Questa particolare conformazione permette all’azienda di procedere con una vendemmia di tipo scalare, raccogliendo le uve sempre a un livello ottimale di maturazione.

Il suolo è di epoca tortoniana ed è caratterizzato prevalentemente dalle marne di Sant’Agata, ovvero marne grigio-azzurre che si sono sedimentate dagli 11 ai 7 milioni di anni fa. Questo particolare tipo di suolo è in grado di trattenere grandi quantità d’acqua e garantisce un corretto apporto idrico anche nelle annate più siccitose.

Bric Turot

Appartenente al comune di Barbaresco, i vignaioli della zona hanno sempre chiamato questo bricco con il nome “La Turota” vista la particolare conformazione della collina.
I filari, raggruppati in un corpo unico a 230 metri di altitudine, seguono il profilo collinare con esposizioni che vanno da sud-est a sud-ovest. Come a Bussia, la vendemmia avviene in modo scalare e il suolo è caratterizzato da marne di Sant’Agata.

 

L’ELEGANZA DEGLI ASSAGGI Barolo Bussia 2016

La degustazione che si è tenuta presso la Banca del Vino, condotta da Gianluca Torrengo e Fabrizio Gallino, ci ha permesso di andare alla scoperta dei vini prodotti da Prunotto con due mini-verticali dei cru Bussia e Bric Turot.
Le annate selezionate da Gianluca sono simboliche della filosofia dell’azienda e l’eleganza rappresenta la caratteristica saliente che ha accomunato tutti gli assaggi.

 

Barbaresco Bric Turot 2014

Per far risaltare maggiormente le caratteristiche del vitigno e del terroir, il processo di vinificazione prevede che la fermentazione sia per il 50% spontanea, in modo tale che i lieviti autoctoni donino complessità al vino, e che l’affinamento avvenga in botti grandi di rovere.

La 2014 è stata un’annata fredda e umida, ma con un finale di stagione positivo. Nonostante le difficili condizioni atmosferiche, il vino colpisce per le molteplici sfaccettature: dominato da frutta rossa al naso, si inizia a percepire una lieve nota speziata; in bocca entra in punta di piedi e poi si allarga.

 

Barolo Bussia 2014

Il processo produttivo non varia rispetto a quello adottato per il Barbaresco, però la differenza con il Bric Turot è evidente. Qui prevalgono note di frutta scura e sottobosco; è un vino più cupo e austero con grandi potenzialità evolutive nel lungo periodo.

 

Barbaresco Bric Turot 2015

L’annata 2015 è stata molto calda e il vino risulta essere maggiormente pronto rispetto a quello del millesimo precedente. Fabrizio definisce questo vino solare, sensazione comune alle tre versioni di Bric Turot assaggia.

 

Barolo Bussia 2015

Caratterizzato da tannini setosi, risulta morbido al palato; i toni fruttati di fragola e lampone sono meno cupi e si percepisce una delicata speziatura.

 

Barbaresco Bric Turot 2016

La 2016 è stata definita l’annata perfetta e le uve sono state raccolte al giusto grado di maturazione. Rispetto agli assaggi precedenti le sensazioni olfattive sono più potenti; al palato si delinea un tannino scalpitante e la chiusura è lunga e intensa.

 

Barolo Bussia 2016 – anteprima

I sentori di ciliegia e le sensazioni floreali sono accompagnati da una leggera nota boisé; in bocca è intenso e la trama tannica è importante.

 

Bussia Bric Turot