Quando il tempo è un alibi, e non nasconde i difetti di gioventù

Nella primavera del 2009 – stavamo lavorando alla prima edizione di Slow Wine, che sarebbe uscita qualche mese dopo – andai a visitare un produttore di vino che non conoscevo ma che mi incuriosiva: non vi dirò assolutamente il nome, e nemmeno la zona d’Italia nella quale vive. Ero attratto dalla singolarità dei suoi vini, che mi era capitato qualche volta di assaggiare, senza mai rimanere pienamente convinto dalla loro qualità.

Mi ricordo che dopo una bellissima visita ai vigneti, arricchita dalla trasmissione di molti saperi e di molte notizie utili, ci fermammo in cantina ad assaggiare alcuni vini ancora a riposo nelle vasche e altri appena imbottigliati. Li trovano grezzi, sgarbati, pieno di spigolature poco piacevoli. Mi disse che erano così solo perché estremamente giovani, ma che con il tempo avrebbero trovato la loro piena dimensione, rilassata e piacevole.

Prima di lasciarci mi regalò una magnum appena imbottigliata della sua etichetta “di punta”, del vino a cui era più affezionato, dicendomi «adesso è molto sgarbato, come gli altri, non è il caso di berlo: devi aprire questa bottiglia tra 10 anni, e vedrai che meraviglia…».

La accettai di buon grado – non senza una punta di incredulità sull’affermazione appena fatta – e dal quel momento è stata a riposo nella mia cantina. Qualche giorno fa l’ho presa in mano (l’ho riconosciuta nonostante non avesse etichetta, ma una sigla sulla ceralacca che ricopriva il tappo), solo per arrivare a prendere una bottiglia sottostante, e mi sono ricordato che in effetti i 10 anni erano passati. Ho cercato la persona giusta con quale condividerla e l’ho aperta.

Il vino si era conservato bene, anche se traspariva una punta di ossidazione; complessivamente era sgarbato nella trama tannica, eccessivamente asciutto, troppo maturo nel frutto e intriso di una forte volatile, esattamente come gli altri vini giovani assaggiati dieci anni prima con il produttore. Nulla, o pressoché nulla dal punto di vista dell’evoluzione di questi “dispiaceri” organolettici, era cambiato; i 10 anni sono passati inutilmente.

Tutto questo per dire, in breve, che spesso il “giusto tempo di invecchiamento” è un alibi dietro il quale si nascondono alcuni produttori; in qualche caso, credo, ampiamente consapevoli che sia proprio un fragilissimo alibi.

Il luogo dove questi alibi trovano la massima concentrazione è solitamente il Vinitaly: quante volte vi è capitato di sentire la frase, pronunciata dal produttore di turno, «…adesso lo senti così, non va bene, lo so anch’io, ma tra qualche anno sarà perfetto…»? Tante immagino.

Qualche volta l’affermazione è vera – e hai modo di verificarlo di persona aprendo la bottiglia dopo un tempo adeguato – ma molte volte questa “famosa” frase non avrà mai un riscontro.

Un paio di anni fa un produttore sloveno – in un italiano corretto ma piuttosto primordiale, senza troppe sfumature linguistiche – mi disse queste parole: «non si è mai visto che un brutto bambino, o una brutta bambina, crescendo diventino bellissimi adulti», aggiungendo subito dopo «a meno che non siano andati dal chirurgo estetico!».

In effetti – è brutto dirlo e poco corretto, però è vero – se nasci con quelli che vengono universalmente riconosciuti come difetti fisici (naso o denti molto storti, orecchie a sventola, gamba più corta dell’altra, ecc. ecc.…) non hai molte possibilità: o te li tieni, magari convivendoci tranquillamente, o li risolvi ricorrendo al chirurgo.

Temo che anche per il vino, come sostiene il produttore sloveno, valga la stessa regola: se parti male ci sono rarissime possibilità che durante il percorso le cose migliorino. A meno che tu non vada dal chirurgo estetico – leggi, in questo caso, “enologo specializzato in interventi estetici” – che, manipolandoli chimicamente e adeguatamente, ti restituisce vini privi di difetti. Ma più spesso anche privi di qualsiasi qualità…

Che poi ci siano vini che abbiano realmente bisogno di tempo per apparire meravigliosi è tutt’altro discorso (che magari faremo un’altra volta): ma in genere, per quella che è la mia esperienza, questi vini da giovani non sono realmente brutti; hanno solo – diciamo così – qualche problema di acne giovanile che, come sappiamo tutti, col tempo passa tranquillamente… 🙂