GLUCK – La bottiglia della sera
dove: a casa
con: cotechino e lenticchie
La Bonarda Vivace Luogo dei Ronchi – di quel bravo produttore oltrepadano biologico e chiocciolato (in guida Slow Wine) che è Andrea Picchioni – è sempre una garanzia.
Già mentre la versi nel bicchiere ti mette allegria, con quella sua spuma violacea che si preannuncia una garanzia per ripulire il palato dai bocconi di un bel cotechino artigianale arrivato da Modena.
Il naso è leggiadro, con profumi di violetta, marasca e macchia mediterranea; la bocca è gioiosa, riempita com’è da effervescenza e tannino, che assicurano una bocca sgrassata alla perfezione, che manco lo Chanteclair.
La facilità di beva è pericolosa tanto che la bottiglia è finita in un baleno anche durante il pranzo del primo dell’anno: e voi umani non potete neanche immaginare quanto si è stappato la sera prima!
Prezzo in enoteca 7 euro
Questa rubrica ospita il breve racconto/resoconto di una bottiglia di vino – o di birra – bevuta la sera precedente a cena da uno dei tanti collaboratori di Slow Wine. Non una grande bottiglia “celebrativa”, di quelle che si tirano fuori nelle ricorrenze, quanto piuttosto un vino (o una birra) “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava.
