Camminare in equilibrio sul confine fra Italia e Slovenia, in un bagno di boschi e foreste.

Nell’estremo nord-est d’Italia, si incontrano due grandi popoli europei e vive una comunità che ha saputo custodire saperi e usanze antiche, tramandate da generazioni. Siamo a metà strada tra due mondi: quello che gravita intorno a Cividale del Friuli, città Unesco, capitale romana che ha dato il nome all’intera regione e primo regno longobardo d’Italia e della valle dell’Isonzo, nelle Alpi Giulie, teatro della disfatta di Caporetto durante la Prima guerra mondiale, diventata oggi il polo più importante del turismo green della Slovenia.

Cosa fare


Attività

La tavola è il momento conviviale perfetto per scoprire un sistema culturale unico: cucina, lingua, tradizioni sul confine si mescolano e danno vita a ricette dai nomi espressi nella parlata locale come l’ocikana, la briza, lo štakanje, gli štruki o i più famosi frico e gubana. Le micro produzioni contadine delle valli del Natisone e Torre sono frutto del lavoro di produttori di piccola scala che resistono in queste montagne lontane e si prendono cura di terrazzamenti, antichi boschi di castagno, pascoli e prati da fieno.


Il paesaggio

Non solo possiamo apprezzare il lavorio millenario dei corsi d’acqua nel modellare il paesaggio. Questo territorio è ideale per il forest bathing (immersione nella foresta) in autunno tra castagneti secolari o in primavera tra le mille fioriture dei prati stabili. Boschi, acque, terrazzamenti, prati, pascoli e i numerosi paesini caratterizzano le valli: immergersi in questo paesaggio, magari su uno dei numerosi sentieri, è un toccasana per anima e corpo.

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All’aria aperta

La sfida del territorio

È la custodia e il recupero della biodiversità agricola. Il progressivo abbandono delle aree montane ha messo a rischio gli ecosistemi naturali legati alla presenza dell’uomo. Oggi le amministrazioni locali e i cittadini lavorano insieme per la valorizzazione e il recupero dei castagneti (si contano oltre 10 varietà autoctone di castagne), dei frutteti, dei prati stabili, un tempo preziosa fonte di reddito ed elementi caratterizzanti del paesaggio agricolo di montagna.

Ricerche e studi sulla produzione, percorsi naturalistici dedicati, eventi popolari legati alla tradizione della fienagione, alla preparazione della “meda” (covone) e feste delle castagne tra le più caratteristiche in regione, sono alcune delle attività concrete messe in atto dalle comunità locali. Mieli, formaggi, salumi, mele, prodotti dell’orto sono solo alcuni esempi della ricca biodiversità agricola del confine tra Italia e Slovenia.