I Lepini danno ospitalità e benessere allo spirito. Qui si viaggia “bello, sano e giusto” per tutti.

Il paesaggio è plasmato dai principali centri storici posti a guardia delle storiche vie romane, la via Appia e la Via Latina, che hanno segnato le vicende e i luoghi. Ma è soprattutto plasmato attraverso la quotidiana pratica del lavoro dei campi e della pastorizia che per secoli ha contraddistinto il territorio.

Cosa fare


Attività

Non solo durante le feste e le ricostruzioni storiche dei Monti Lepini, tramite i cibi facciamo dei veri viaggi nel tempo alla ricerca del significato antico che questi portano con sé. I piatti tipici di questa cucina contadina sono «creati» ancora secondo metodi antichi: tra i tanti le olive e l’olio, il vino, i tartufi e i maroni, il prosciutto e i salumi, le carni e la mozzarella di bufala.

Il paesaggio

La pietra calcarea e il carsismo caratterizzano queste montagne che si estendono a sud di Roma. La vicinanza del mare ha creato una grande varietà di ambienti naturali e insieme all’ingente patrimonio artistico, integrato con il cibo della tradizione, crea un paesaggio che suscita nuove suggestioni, profumi e sapori, espressione di un retaggio culturale millenario.

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All’aria aperta

La sfida dei Monti Lepini

La sfida è mantenere la biodiversità ambientale e culturale attraverso una produzione agroalimentare sostenibile, in particolare attraverso le principali filiere vinicole e olivicole, sostenendo la storica vocazione pastorale del territorio e altre produzioni orticole. Il rilancio in atto vede i giovani protagonisti, qualificati e motivati, che restano o ritornano a lavorare nel settore in modo più consapevole e curando un nuovo e più equilibrato rapporto tra cultura, città, borgo e la campagna produttiva, soprattutto con numerosi progetti di accoglienza turistica. Così, importante e sfidante sarà nell’immediato futuro quello di ben utilizzare le notevoli risorse economiche che sono disponibili grazie al recente inserimento dei Lepini, nel piano della “Strategia Nazionale delle Aree Interne”. L’obiettivo è quello di mettere in relazione la cura della secolare biodiversità del territorio con una “comunità accogliente” in grado di coinvolgere turisti italiani ed esteri.