Slow Meat a Cuba, per un mondo migliore

Anche a Cuba i soci di Slow Food hanno aderito alla campagna Slow Meat, al fine di promuovere la protezione dell’ambiente e la sostenibilità alimentare. Senza dubbio, la partecipazione cubana all’evento Slow Meat 2015 a Denver, Colorado, ha dato l’impulso all’organizzazione della versione locale dell’evento.

Cuba

I processi di produzione e il consumo di alimenti di origine animale presentano una situazione complessa a livello globale, data dallo sviluppo di pratiche non responsabili, poco etiche e sostenibili, che hanno un impatto negativo sulla salute dell’uomo e del pianeta. A Cuba l’allevamento del bestiame e la produzione agro-industriale di carne si basano su metodi di allevamento, alimentazione e benessere animale volti a migliorare la qualità del prodotto destinato al consumo umano, evitando di danneggiare l’ambiente.

In particolare, l’allevamento di suini occupa il primo posto per il consumo locale. Questo avviene principalmente grazie alla persistenza di pratiche di allevamento profondamente radicate nella struttura agraria tradizionale così come grazie alle preferenze alimentari dei cubani, che privilegiano la carne suina. Anche l’avicoltura occupa una posizione importante per la produzione di uova e di carne; parimenti si sta sviluppando l’allevamento di conigli e il consumo della loro carne sta gradualmente aumentando nel paese.

La carne di maiale viene lavorata a livello industriale, su larga scala, e in cucina gli asados occuopano un posto speciale. L’allevamento di maiali è estensivo e, vista la preponderanza di questa carne per l’autoconsumo, è più che mai necessario rafforzare e applicare le conoscenze in materia di benessere animale, poiché non in tutti i casi le condizioni ambientali risultano ottimali per l’allevamento. Uno dei problemi più urgenti su cui intervenire è la macellazione dei suini a livello locale, dove andrebbero applicati metodi compassionevoli.

Nel caso dei bovini, tradizionalmente una delle zone più vocate all’allevamento si trova nella provincia di Camagüey, che è la regione più pianeggiante dell’isola. Per quanto il consumo di carne bovina sia relativamente basso nel paese, si registra tuttavia un miglioramento produttivo dovuto al fatto che si sta migliorando l’alimentazione animale grazie all’introduzione di foraggi di migliore qualità nutritiva. I bovini sono generalmente alimentati usando le risorse locali prodotte in azienda. Ad esempio, per migliorare le condizioni di salute degli animali si utilizzano i legumi e la Leucanea, che consentono di ottenere migliori risultati produttivi sia in primavera sia nella stagione secca. Quando le piogge scarseggiano, per una dieta migliore si usano la canna da zucchero tritata e mescolata a miele e sali minerali.

Piano strategico e buone pratiche

Anche se a Cuba non prevale una concezione di allevamento moderno, fondato sull’alta tecnologia e produttività, i piani strategici e le buone pratiche di allevamento si fondano su una serie di interessanti premesse:

  • produzione animale con metodi e tecniche tradizionali, ma secondo standard di sviluppo più elevati;
  • sviluppo delle piccole aziende agricole, che consentono una produzione zootecnica di qualità superiore;
  • promozione della consapevolezza di un’alimentazione etica, sostenibile e responsabile, riducendone l’impatto ambientale;
  • sviluppo di politiche volte al raggiungimento del benessere animale;
  • installare nei luoghi di allevamento sistemi biodigestori che consentano la sanificazione ambientale e permettano di ottenere biogas e fertilizzanti organici.

Mangiare poca carne, di migliore qualità

I soci di Slow Food a Cuba hanno aderito alla campagna Slow Meat al fine promuovere la protezione dell’ambiente e la sostenibilità alimentare. Il piano di attività proposto si caratterizza per l’azione integrata di specialisti, produttori, cuochi, agricoltori e professionisti di varie istituzioni cubane come l’Associazione cubana di produzione animale (Acpa), il Centro studi per lo sviluppo agrario e rurale (Cedar), l’Università agraria dell’Avana e la Facoltà di farmacia e degli alimenti dell’Università dell’Avana, così come progetti comunitari e aziende agro-ecologici.
La realizzazione di un laboratorio presso la sede della Federazione delle associazioni culinarie della Repubblica di Cuba, dal 2 al 4 marzo 2016, è stata l’attività più importante. Il workshop comprendeva lezioni sul consumo di carne e sui suoi effetti sul cambiamento climatico, lezioni di cucina e la visita una fattoria in cui si pratica l’allevamento agroecologico. Con più di 30 partecipanti, sono stati mossi i primi passi verso standard che garantiscano un futuro migliore.

Di Acela Matamoros Traba, chef e docente di cucina internazionale, cubana e caraibica e Madelaine Vázquez Galvez, consigliera internazionale di Slow Food

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