Slow Food Italia al Festival della Partecipazione

Molteplici gli eventi firmati dalla Chiocciola a L’Aquila, nel Festival della Partecipazione appena concluso.

Venerdì il primo appuntamento  ha visto la presenza di giovani studenti delle scuole secondarie di primo grado incontrarsi con gli agricoltori e i volontari aquilani. Un evento volto a sensibilizzare e diffondere i valori della Chiocciola ai ragazzi, e a far loro conoscere le pratiche e i meccanismi che i contadini applicano quotidianamente per produrre cibo. L’evento si è tenuto al Mercato Contadino, simbolo di presenza sul territorio per la comunità di Slow Food, nonché di tutti gli agricoltori e artigiani della zona, nato e voluto con il contributo di molte realtà cittadine e nazionali a seguito del sisma del 2009.

Ma vediamo come i ragazzi si sono messi al lavoro! Innanzitutto gli è stato spiegato come riconoscere il terreno e le nozioni necessarie per lavorarci. Si è poi passati all’analisi sensoriale di varie tipologie di fagioli, della zona e non, e le differenti lavorazioni della farina utilizzando unicamente il tatto. Voi sapreste riuscirci?

Infine Matteo Griguoli, giovane agricoltore della zona e attivista Slow Food, ha risposto alle tante curiosità dei ragazzi sul mestiere del contadino oggi. Dopo tanto lavoro non poteva mancare anche un gustoso assaggio:  il pane di Matteo, prodotto con il grano che coltiva lui stesso. I ragazzi non si sono fatti aspettare, e divertiti, si sono “fiondati” su di lui.

Diverso l’incontro Intelligenza di sciame, sabato con il Comitato esecutivo di Slow Food Italia. All’interno della splendida cornice di Palazzetto dei Nobili è stato presentato il nuovo comitato esecutivo di Slow Food Italia. Il luogo non è nuovo per Slow Food: «Palazzetto dei Nobili è un luogo del cuore. Nel 2014, da quando è stato restituito alla città, rappresenta un luogo d’incontro. La condotta dell’Aquila non a caso è rinata qui», così Silvia de Paulis, membro del comitato esecutivo nonché aquilana d’origine. L’evento ha dato la possibilità ai cittadini presenti in sala di intervenire e discutere insieme al comitato, contribuendo con le proprie esperienze e i propri consigli. Inoltre, l’evento è stato occasione per presentare i risultati dei dieci tavoli tematici dell’ultimo congresso nazionale, tenutosi a Montecatini nel mese di luglio. Il congresso ha difatti non solo ufficializzato un nuovo comitato esecutivo, ma anche un nuovo “metodo operativo”: intelligenza di sciame, da cui il nome dell’evento.

Come ha spiegato Giuseppe Orefice, «per la prima volta all’interno di Slow Food abbiamo deciso di non avere cariche di vertice. Il nostro comitato esecutivo è orizzontale, nessuno avrà deroghe specifiche. Un esperimento: provare a mettere in moto l’intelligenza di sciame. Come le api e le formiche, uno sciame di tanti soggetti che sviluppano un intelligenza collettiva, non dei singoli. In tal modo, tutti hanno la possibilità di dare un contributo». I dieci tavoli tematici «hanno anche rimarcato una fase di cambiamento», come ci dice Silvia De Paulis. «Abbiamo ritenuto di fondamentale importanza dare spazio ai giovani dello Slow Food Youth Network, il gruppo internazionale di giovani attivisti», continua Francesco Sottile.  A tal riguardo è intervenuta Gaia Salvatori, delegata alla rete giovanile: «Ci siamo posti tre domande: come ci vogliamo impegnare e con quali sono le modalità? Come coinvolgere nuovi giovani nella rete? Quali strumenti usare per fare rete? Dal tavolo è emersa forte la volontà dei giovani attivisti di prendersi responsabilità e la voglia di mettersi in gioco». «L’intelligenza di sciame funziona, e la giornata di oggi lo dimostra» chiude la giornata Orefice, dopo aver letto tutti insieme a voce alta la dichiarazione di Chengdu.

 

Ario Sirimarco

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