Slow Food a Pontremoli per decidere il futuro delle comunità e ad Amatrice il forum delle comunità Laudato Si’

Week end all’insegna dell’incontro, della condivisione e della conoscenza nel segno di Slow Food quello di sabato 6 e domenica 7 luglio grazie a due appuntamenti ospitati in Lunigiana e ad Amatrice.

A Pontremoli e Podenzana si riuniscono le prime Comunità Slow Food che si sono costituite in Italia in questi primi mesi del 2019, mentre nella cittadina laziale devastata dagli eventi sismici del 2016 si tiene il secondo Forum delle comunità Laudato Si’ ispirate dall’Enciclica di Papa Francesco e frutto dell’intesa tra Chiesa di Rieti e Slow Food.

Pontremoli

Al centro della due giorni toscana c’è il nuovo progetto dell’associazione della Chiocciola, lanciato con l’ultimo congresso internazionale di Chengdu, in Cina nel 2017, che nasce proprio per aprire le porte del movimento a tutti quei soggetti attivi su un territorio che hanno voglia di mettere in pratica i princìpi Slow Food, proprio perchè riconoscono l’urgenza di un’azione immediata per rispondere alle crisi climatiche, agricole e alimentari che vediamo all’orizzonte, ormai diventato un po’ troppo vicino.

© Paolo Andrea Montanaro
Scorcio di Pontremoli, il ponte sul fiume Verde. Lunigiana. © Paolo Andrea Montanaro

 

Mentre la giornata di sabato 6 al Castello del Piagnaro a Pontremoli è dedicata alla discussione e al dibattito per i membri delle Comunità Slow Food e delle associazioni regionali, domenica 7 è il giorno dell’apertura a tutti i sostenitori e simpatizzanti del movimento con la prima festa delle Comunità Slow Food, ospitata a Podenzana. L’organizzazione, a cura della Comunità Slow Food del Panigaccio di Podenzana, prevede tra le altre cose la dimostrazione dell’antica cottura dei panigacci nei testelli di coccio di Podenzana e del testo di ghisa di Pontremoli. Tra i protagonisti della festa, che prosegue con la degustazione negli stand gastronomici allestiti, le Comunità Slow Food del Panigaccio di Podenzana, della Guinadese, della Farina di castagne del Cerreto e del Consorzio per la valorizzazione e la tutela della Pecora e dell’Agnello di Zeri (Presidio Slow Food).

Tutti i dettagli del programma li trovate seguendo questo link 

Amatrice

Ad Amatrice invece Chiesa di Rieti e Slow Food hanno chiamato a raccolta voci italiane e internazionali nel Forum delle Comunità Laudato si’ per coinvolgere i cittadini e ricordare che tutti siamo chiamati in causa per difendere ecosistemi e ambiente e proteggere il nostro pianeta. Appuntamento ad Amatrice, nell’Area Food (tutte le indicazioni qui)

Quest’anno al centro del forum c’è la deforestazione dell’Amazzonia, un problema che, per quanto ci sembri lontano, è di rilevanza globale. Il territorio dell’Amazzonia comprende parte di Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana francese in un’area di 7,8 milioni di km2, nel cuore del Sud America. Le foreste amazzoniche coprono circa 5,3 milioni di km2, che rappresentano il 40% della superficie complessiva delle foreste tropicali. Ce lo sentiamo ripetere da sempre: sono il polmone verde del pianeta, e noi lo stiamo distruggendo.

Un dato su tutti: in Brasile sotto il governo Bolsonaro l’area deforestata è aumentata dell’88,4% rispetto a giugno dell’anno scorso.

Ma non è solo una questione di misura: in Amazzonia non solo si assiste alla distruzione e allo sfruttamento ambientale, ma anche alla sistematica violazione dei diritti umani fondamentali della popolazione. Una situazione causata, manco a dirlo, da interessi economici che schiacciano quelli politici e sociali.

In un momento in cui la crisi climatica sta mettendo in ginocchio gli agricoltori in ogni angolo del globo e in particolare le comunità rurali delle aree più fragili (proprio quelle che meno hanno responsabilità delle emissioni che alterano il clima) i governi invece non reagiscono. Ecco perché: «Le comunità Laudato Si’ sono uno strumento fondamentale per far si che anche i nostri comportamenti siano coerenti con la necessità di mettere in pratica l’ecologia integrale di cui papa Francesco parla nell’Enciclica. Capire l’importanza della biodiversità vegetale, umana e culturale e della loro salvaguardia è il passo fondamentale per andare in questa direzione: il forum di sabato ha questo obiettivo» spiega Carlo Petrini che insieme al Vescovo di Rieti Mons Domenico Pompili accoglierà le comunità sabato.

Il forum è aperto a tutti, basta prenotarsi qui  registrazione online.

Di seguito il programma nel dettaglio

PROGRAMMA:
10.00 – 10.30 accoglienza ~ registrazione

10.30 – 13.30 SESSIONE MATTUTINA

Saluti del Vescovo Pompili e di Carlin
Intervengono:
• prof. Stefano Mancuso | Direttore Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale
• Mattia Prayer Galletti | International Fund for Agricultural Development (IFAD)
• Paolo Ruffini | Prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede
• Suor Alessandra Smerilli | Docente Ordinario di Economia Politica presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium

13.30 – 14.30 PRANZO BUFFET

14.30 – 17.30 SESSIONE POMERIDIANA
14.30 – 15.15 Testimonianze dalle Comunità ( Ronchi, Isola Vicentina – Sciortino, Alba) modera 
Carlo Petrini
15.30 – 17.00 tavola rotonda tra rappresentanti comunità, modera Sabrina Vecchi
17.00 – 17.30 conclusioni e saluti del vescovo e Carlo Petrini

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