Slow Food a fianco a Soumahoro: la dignità dei lavoratori non può più aspettare

Slow Food tutta condivide e sostiene la protesta del sindacalista Aboubakar Soumohoro che senza sosta lavora per ridare dignità e giusto compenso ai lavoratori agricoli, ai braccianti agli stagionali che arrivano in Italia per assicurare a noi tutti una tavola piena e ricca di cibo.

Da anni chiediamo a gran voce che il lavoratori della filiera agroalimentare ottengano giusto reddito e condizioni dignitose: il gesto di Aboubakar Soumohoro ci dice però che il problema sia distante dall’essere risolto. Insieme alle altre associazioni che hanno sostenuto l’appello lanciato da Terra e Flai Cgil, pur riconoscendo l’importante passo fatto con l’articolo 103, abbiamo sin da subito denunciato che ne sarebbero dovuti seguire altri.

Oggi con la messa in pratica di quanto previsto del decreto non abbiamo che la conferma dei limiti di quella sanatoria.

È quanto mai necessario estendere la regolarizzazione ad altre tipologie di lavoratori perché limitare l’offerta della regolarizzazione solo a determinati settori subordina la dignità e i diritti delle persone alle necessità economiche del paese. Come è urgente raggiungere finalmente una maggiore trasparenza della filiera per garantire ai cittadini di sapere dove è stato prodotto quello che mangiano e che sia stato prodotto senza sfruttamento, cosi come sosteniamo da anni attraverso il nostro progetto dell’Etichetta narrante, che consente al consumatore di capire se un cibo è prodotto nel rispetto dell’ambiente e della giustizia sociale.

Cosa accadrà d’ora in avanti sarà decisivo e auspichiamo che il Parlamento agisca con quell’apertura e quel senso d’inclusione che le attuali circostanze richiedono.

Oggi il dibattito degli Stati Generali sarà incentrato sull’agricoltura. Speriamo che – a differenza di quanto successo con il piano Colao – vengano elaborate strategie per ridare valore al lavoro agricolo, dignità ai lavoratori e per la conversione ecologica della nostra agricoltura. Al fine di valorizzare una delle eccellenze del nostro Paese, il settore agricolo.

Gaia Salvatori
Comitato Esecutivo Slow Food Italia

 

Martedì 16 giugno, il sindacalista dell’Usb Aboubakar Soumahoro si è incatenato vicino a Villa Pamphilj, a Roma, dove sono in corso gli “Stati generali dell’economia”, una serie di incontri organizzati dal governo tra il governo stesso, istituzioni internazionali, sindacati e associazioni di categoria. Accompagnato da altri attivisti del sindacato, Aboubakar Soumahoro ha anche iniziato uno sciopero della fame e della sete, chiedendo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di essere ascoltato. Alla fine, dopo oltre otto ore di presidio, il sindacalista è stato ricevuto nel pomeriggio da Conte alla presenza del ministro dell’Economia Gualtieri e della ministra del Lavoro Catalfo. Il colloquio è durato circa mezz’ora. (ilpost.it)

La protesta di Aboubakar Soumahoro

Tra le proposte avanzate da Soumhahoro:

L’IDEA DELLA «PATENTE del cibo» – che «garantisca ai cittadini di sapere dove è stato prodotto quello che mangiano e che sia stato prodotto senza sfruttamento» – ha trovato grande riscontro nel governo: «il presidente Conte ha detto che è un’idea bellissima, un’idea geniale e che si attiverà per metterla in pratica», riporta Soumahoro

SUL «PIANO NAZIONALE di emergenza del lavoro» e sulle questioni migratorie invece le risposte sono più interlocutorie e meno soddisfacenti. «Il presidente Conte sul piano del lavoro ci ha chiesto “proposte articolate in merito” che noi gli presenteremo al più presto», mentre «sulla regolarizzazione ha detto che l’articolo 103 del decreto Rilancio prevede già il permesso di soggiorno ma che interesserà il governo per approfondire il tema». La risposta più deludente è stata sicuramente sui decreti Sicurezza: «ci ha detto che il programma di governo prevede di riformarli, non ha mai parlato di cancellarli come noi chiediamo», commenta il sindacalista dell’Usb. (il manifesto)

 

 

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