Slow Food ha contribuito a cambiare radicalmente l’attenzione per il formaggio di qualità.

L’evento Cheese, che si svolge ogni due anni in Italia (a Bra, in Piemonte) è diventato la manifestazione sui formaggi artigianali più importante al mondo, punto di riferimento internazionale per produttori, affinatori, cuochi, rivenditori e appassionati.

Come ogni evento di Slow Food, non è semplicemente una fiera, ma un progetto educativo, che negli anni ha acceso un faro su temi cruciali, come l’importanza del latte crudo, la tutela dei pascoli di montagna, la salvaguardia delle razze autoctone, la promozione di sistemi di allevamento sostenibili e rispettosi del benessere animale, la difesa dei formaggi naturali.

La campagna per salvare il formaggio a latte crudo è stata lanciata nel 2001, quando Slow Food ha raccolto oltre 20.000 firme a sostegno del Manifesto Slow Food in difesa del formaggio a latte crudo. Se in alcuni paesi (l’Italia per esempio) questa può essere considerata una battaglia vinta, in molte altre parti del mondo le normative igienico-sanitarie continuano a ostacolare o vietare la produzione di formaggi a latte crudo. La mobilitazione, quindi, continua, attraverso la rete Slow Food in Brasile, i Presìdi sui formaggi a latte crudo in Usa, in Irlanda, UK e Sudafrica e le azioni di pressione politica nei paesi dell’Est e del Nord Europa.

Citiamo fra le diverse iniziative la petizione del 2016 per chiedere al  Ministero dell’Agricoltura inglese di modificare il disciplinare di produzione dello Stilton Dop e consentire a chi lavora latte crudo di poter far parte della Denominazione.

Nel 2017, gli Stati Generali del Latte crudo hanno riunito a Bra, in occasione dell’evento Cheese, 300 delegati di tutto il mondo, gettando le basi per la creazione di una rete internazionale esperti, produttori e attivisti impegnati sul fronte del formaggio artigianale e dei piccoli produttori.

Nel 2015 Slow Food si è fatta portavoce di un’altra battaglia importante, questa volta tutta italiana: la petizione “Il formaggio si fa con il latte!” ha raccolto oltre 150.000 firme e ha contribuito ad impedire una modifica nella normativa nazionale (richiesta dalla Commissione europea) per consentire di produrre formaggi e yogurt con latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito, come avviene nella maggioranza degli altri paesi europei.

A partire dal 2017, è stata avviata una campagna per difendere i formaggi naturali, realizzati con latte crudo e senza l’aggiunta di fermenti industriali. Una partita complessa, ancora tutta da giocare.

In Europa, da anni, Slow Food è in prima linea per chiedere politiche più attente alle esigenze dei piccoli produttori e delle filiere locali, e per sottolineare il ruolo cruciale che questi produttori svolgono per lo sviluppo sostenibile e la conservazione della natura nelle aree rurali. In particolare, in materia di sicurezza e igiene alimentare, Slow Food invita le autorità competenti a livello nazionale, regionale o locale ad applicare con buon senso la legislazione europea, utilizzando i margini di flessibilità già esistenti, per far sì che le produzioni alimentari locali di qualità possano mettere insieme sicurezza dei consumatori e sostenibilità economica.

A questo scopo, la rete di Slow Food collabora con centinaia di agricoltori, associazioni e organizzazioni. Uno dei principali alleati in questa battaglia è il network FACE (Farmhouse and Artisan Cheese & Dairy Producers European Network).

Sul tema Slow Food e Artisan Food Law hanno inoltre realizzato un sondaggio tra i produttori artigianali europei con lo scopo di comprendere se le normative igienico-sanitarie applicate ai laboratori caseari di piccola dimensione facilitino il lavoro e l’efficienza o, al contrario, creino difficoltà, ostacoli e costi. Il dato emerso ha confermato la posizione di Slow Food: le normative del settore lattiero caseario sono adatte alle realtà industriali, ma non alle aziende piccola scala. L’impegno di Slow Food e il suo lavoro di pressione sui decisori politici, quindi, continua, rafforzato dall’esito di questa ricerca.