Sicurezza alimentare: sventato rischio deregulation

Una norma a tutela dei consumatori (Legge n. 283 del 30 aprile 1962 sulla “Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande”) stava per essere cancellata – e senza rumori – dal nostro ordinamento.

Sicurezza alimentare a rischio deregulation. Un intervento in extremis del governo Draghi, dopo la levata di scudi della procura di Torino e di alcune associazioni, tra le quali Slow Food, ha evitato la cancellazione della legge n. 283 del 30 aprile 1962 sulla “Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande”, norma centrale per la tutela dei consumatori. Cerchiamo di ripercorrere cosa è successo in questi giorni e cosa avremmo rischiato se non fosse intervenuto il decreto-legge del 19.3.21 – “Misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare”. È una cronaca piena di riferimenti a normative nazionali ed europee, con risvolti degni di un romanzo (una sorta di spy story con un – per fortuna mancato – finale horror).

Sicurezza alimentare rischio deregulation: tentativo di cancellare la legge

Tutto ha inizio con il decreto legislativo numero 27/2021 che entrerà in vigore il 26 marzo, con il quale il Governo ha dato attuazione al Regolamento europeo 625/07 sui controlli ufficiali nel settore agroalimentare. Inaspettatamente all’art. 18 è stata, però, anche inserita l’abrogazione della legge 283/62 (e di alcuni articoli del decreto 327/80 di esecuzione della predetta legge). Un intervento che a oggi non ha ancora paternità, tanto che pare non ne sapessero niente neanche i Ministri competenti e gli addetti al settore.

Sicurezza alimentare rischio deregulation

Danno enorme per il consumatore e per la garanzia della lealtà nel commercio

L’abrogazione di queste norme avrebbe creato un danno enorme per il consumatore eliminando uno degli strumenti centrali a tutela della sua salute e dei suoi interessi anche economici nonché, di conseguenza, a garanzia della lealtà nel commercio.

Infatti gli art. 5 e 6 della legge 283/62 elencano fattispecie di rilevanza penale, punite come contravvenzioni, con arresto fino a un anno o con ammende fino a € 46.481, salvo che il fatto non costituisca un più grave reato. La legge integra quindi quanto previsto dal codice penale che non offrirebbe da solo una tutela completa contro i comportamenti illeciti in materia agroalimentare. La legge 283 del 1962 ha una natura precauzionale e preventiva, infatti sanziona situazioni anche solo potenzialmente dannose per la salute e anche solo circostanze in cui non è garantita l’igiene, l’integrità o la genuinità dell’alimento.

Una legge fondamentale in materia di igiene e di composizione degli alimenti

Ad andare a scorrere i divieti previsti dalla legge 283/62 si comprende che la quasi totalità dei casi riscontrati quotidianamente dagli organi di controllo di violazioni di norme in materia di igiene e di composizione degli alimenti, sarebbero rimasti privi delle sanzioni penali. La legge vieta infatti di impiegare nella preparazione, di vendere o detenere per commercializzare o distribuire, sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione, adulterate, invase da parassiti, sottoposte a trattamenti usati per mascherare un preesistente stato di alterazione o, ancora, con residui di prodotti chimici o con additivi vietati della legge.

Vi rientrano quindi tutti i casi in cui, ad esempio, non vi è un corretto mantenimento della catena del freddo o quelli in cui la congelazione viene utilizzata per prolungare la vita di prodotti ormai scaduti o quelli in cui vengono riscontrati laboratori sudici o con presenza di scarafaggi oppure pesci invasi da parassiti come l’anisakis.

Senza questa legge, non sarebbe stato possibile indagare sulla questione delle mozzarelle blu che tanto scalpore aveva creato a suo tempo, né ottenere condanne nei confronti di chi utilizza additivi cancerogeni come il colorante Sudan 1 nei prodotti a base di peperoncino o nitrati in quantità superiori a quelle consentite negli insaccati.

Sicurezza alimentare rischio deregulation

Come è potuto succedere un fatto così grave?

È preoccupante che l’abrogazione di una norma di tale importanza stesse per passare in sordina senza tener conto dei gravi danni che avrebbe potuto arrecare al sistema di garanzie del consumatore creato negli anni a livello europeo e nazionale.

Ma come si è potuti arrivare a questo punto? Se è vero che l’abrogazione della legge 1962 “non era contenuta nel testo trasmesso dal Governo Conte al Parlamento per l’approvazione”, come riporta LabParlamento, quando è stata inserita? Da chi e perché? Sono domande a cui il Parlamento e le autorità di governo devono rispondere al più presto per fare chiarezza su un iter che presenta molti interrogativi preoccupanti.

 

Valter Musso
v.musso@slowfood.it

Si ringrazia per la consulenza l’avvocato Katjuscka Piane, esperta in Diritto Alimentare.

 

 

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo