«Siamo impotenti e ci sentiamo soli», l’appello delle famiglie Ogiek allontanate con la forza e illegalmente dalle loro case

Sfratti illegali: decine di famiglie della comunità Ogiek sono state allontanate con la forza dalle loro case nella foresta Mau

Sono davvero inquietanti le notizie che arrivano dalla nostra rete in Kenya: i membri della comunità indigena Ogiek, tra cui ritroviamo membri attivi di Slow Food, sono stati sfrattati illegalmente e con la forza dalla loro terra ancestrale, la foresta di Mau.

Slow Food ha lanciato oggi una campagna di raccolta fondi per aiutare a sostenere le famiglie Ogiek che hanno perso tutto. Se volete fare una donazione, potete farlo qui: donate.slowfood.com

Popolo di cacciatori-raccoglitori appartenente al gruppo etnico dei Niloti, gli Ogiek vivono oggi nella foresta Mau, nella Rift Valley in Kenya, parte del più grande ecosistema delle fitte foreste montane dell’Africa orientale. Non solo rappresenta il più importante bacino idrico del Kenya, ma è anche il motore chiave che sostiene una molteplicità di settori economici come l’energia, il turismo, l’agricoltura e l’industria del legname. Fino a 10 anni fa, la foresta rappresentava il 2% dell’intera superficie del Kenya. Purtroppo oggi il territorio forestale copre solo 1,7% della superficie nazionale e anche il rapporto tra gli Ogiek e la foresta è cambiato drammaticamente. La foresta Mau ha subito iniziative pubbliche e private che ne hanno modificato la configurazione.

Produttori del Presidio Slow Food del miele degli Ogiek

Ampie aree delle foreste indigene sono state ripulite per fare spazio a piantagioni di piante commerciali per la produzione di legname, soprattutto di conifere e cipressi. Gli Ogiek sono stati mandati via dalla foresta e hanno iniziato a vivere in modo semi-permanente a una media altitudine, abbandonando la loro antica terra e il loro sistema tradizionale di apicoltura. (ne abbiamo parlato qui)

Purtroppo le disavventure di questo popolo non sono finite, anzi, nelle ultime settimane le angherie si sono moltiplicate.

Mercoledì 8 luglio 2020, i membri della comunità di Ogiek hanno riferito che la polizia e il servizio forestale keniota hanno iniziato a cacciare la popolazione dalla foresta di Mau, la loro casa. Al 13 luglio, il numero ufficiale di famiglie Ogiek sfollate ammonta a 100 (circa 600 persone), ma il numero potrebbe essere molto più alto. Le loro case sono state distrutte, lasciando le famiglie senza un riparo, proprio durante la stagione delle piogge.

Sfratti illegali comunità Ogiek

Il Governo keniota sostiene che l’allontanamento riguarda le famiglie Ogiek «che vivono al di fuori del territorio che è stato loro assegnato». Peccato che il Governo non abbia mai chiarito né comunicato dove si trovi il confine ufficiale del territorio della comunità. Inoltre, le famiglie allontanate con la forza si ritrovano, come dicevamo, senza un riparo proprio nella stagione più fredda, vulnerabili al Covid-19 e incapaci di accedere alle loro terre, alla loro fonte di cibo e di sostentamento. Se questo non bastasse, alcune famiglie sono state separate e donne e bambini sono stati ospitati nelle comunità e nelle scuole vicine.

Sfratti illegali comunità Ogiek

«La foresta di East Mau è la nostra casa da sempre. Oggi sono una triste e giovane Ogiek, madre di due bambini che ha visto la sua comunità distrutta. Siamo stati allontanati dalla nostra casa, dalla nostra foresta dove affondano le radici della nostra cultura, delle nostre tradizioni e dove troviamo la nostra sussistenza. È stato così doloroso vedere le nostre case ridotte in cenere. Ora passiamo le notti al freddo, alcuni al riparo nelle scuole dove seguire le linee guida dell’Oms sulla prevenzione Covid-19 è un incubo. Siamo impotenti e ci sentiamo soli», ha detto Clare Rono, membro della Comunità di Ogiek e attivista di Slow Food.

L’IMPORTANZA DELLA COMUNITÀ INDIGENA OGIEK

Gli Ogiek sono una delle più antiche tribù del Kenya e sono sopravvissuta a lunghi anni di persecuzioni. Finalmente, nel 2017, la Corte africana dei diritti umani e dei popoli ha stabilito il loro pieno diritto ad abitare la foresta di Mau «come elemento fondamentale per la loro sopravvivenza e per l’esercizio della loro cultura, dei loro costumi, delle loro tradizioni, della loro religione e del benessere della loro comunità».

«La comunità Ogiek ha sofferto per molto tempo: a partire dall’epoca coloniale sono stati allontanati con la forza dalla foresta, nel pieno e totale disprezzo del loro benessere, dei loro diritti. Questi nuovi sfratti vanno contro la sentenza della Corte africana sui diritti umani e dei popoli del 2017 che riconosce loro il diritto di vivere nella foresta di Mau. Come Slow Food Kenya vogliamo denunciare e condannare i recenti sfratti, causa di dolore, sofferenza e distruzioni per la una comunità che ha un ruolo decisivo nella protezione della foresta. Slow Food Kenya, lavora con la comunità di Ogiek, sia nella produzione di miele tradizionale, unico, sia nella preziosa attività di protezione dell’ecosistema Mau» dice John Kariuki, consigliere internazionale di Slow Food per l’Africa orientale.

Gli Ogiek vivono grazie e nel rispetto delle risorse naturali fornite dalla foresta; sono cacciatori-raccoglitori e l’attività principale è l’apicoltura. Attività tutelata da Slow Food con un Presidio sin dal 2015. «Stiamo vivendo un momento molto triste e difficile, la foresta è la nostra atria, la nostra casa. Siamo attoniti e costernati: le famiglie sono state cacciate illegalmente, senza alcun rispetto di quanto stabilito dal tribunale. La comunità di Ogiek deve avere indietro l asua casa, così come ha stabilito dai giudici» dichiara Martin Lele, coordinatore del Presidio.

Inutile sottolineare che questi allontanamenti illegali hanno e avranno conseguenze pesanti, non solo per la comunità che perde casa e mezzi di sussistenza, ma anche sulla biodiversità locale e di conseguenza sulla sicurezza alimentare della comunità. Questo periodo dell’anno è molto importante per la produzione di miele, perché le piccole api nere africane allevate dall’Ogiek preferiscono il nettare prodotto dai fiori della pianta di Dombeya goetzeni, pianta che dona al miele raccolto in agosto il caratteristico colore grigio biancastro e un sapore unico.

CHE COSA POSSIAMO FARE

Condanniamo con forza questa violazione dei diritti della comunità di Ogiek.

Il 20 luglio scorso, Slow Food, Slow Food Kenya e Slow Food Youth Network, insieme ad altre organizzazioni della società civile, hanno inviato una lettera di dichiarazione a Keriako Tobiko (Segretario di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente e delle Foreste del Kenya) per fermare immediatamente gli allontanamenti illegali e gli sfratti forzati.

Nello stesso tempo abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per alleviare le difficoltà di delle famiglie rimaste senza casa. I contributi, saranno utilizzati da Slow Food Kenya per distribuire cibo (acquistato da produttori locali della rete Slow Food) e dispositivi di protezione individuale per far fronte alla pandemia di Covid-19.

Ogni contributo può fare la differenza ed è prezioso.

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