Se il cibo è grasso te lo dice la app

food-switchmodEtichette incomplete, illeggibili o impossibili da decifrare? Niente paura! A salvarvi dal junk food ci penserà il vostro smartphone. La novità è in arrivo in India e si chiama FoodSwitch: si tratta di una app gratuita, disponibile su iOS e Android, che rileva in maniera istantanea la quantità di grassi, zuccheri e sale presente in un alimento.

Come funziona? È presto detto: la app esegue una scansione del codice a barre di ogni prodotto confezionato e classifica le informazioni ottenute con un sistema a semaforo. In verde i cibi sani, in arancione quelli a cui prestare attenzione e in rosso il junk food. Il servizio segnala anche se gli ingredienti sono vegetariani oppure no e fornisce, per ciascuna categoria di prodotto, le alternative più salutari.

FoodSwitch si appoggia a un database che cataloga 10mila prodotti confezionati, realizzato in collaborazione con il Centre for Chronic Disease Control indiano. Se un’etichetta non viene riconosciuta dalla app, gli utenti possono inviarne una fotografia agli sviluppatori, in modo da ampliare e tenere aggiornato il “cervellone” digitale. In Australia, dove il progetto del George Institute for Global Health di Sydney ha debuttato con successo, in poche settimane i consumatori hanno arricchito il database originario con ben 26mila segnalazioni. Anche in Regno Unito e in Cina FoodSwitch è già una realtà, ma l’obiettivo dei ricercatori è distribuire la app in 50 Paesi entro cinque anni.

«La cattiva alimentazione è una delle principali cause di malattia al mondo. Ogni anno provoca circa 11 milioni di morti, contro i 4 milioni dovuti al tabacco», ricorda il professor Bruce Neal, direttore del George Institute e ideatore del programma FoodSwitch, secondo il quale «un numero enorme di questi decessi è dovuto all’obesità e all’eccessiva assunzione di sale, zuccheri e grassi». Dal lancio dell’applicazione sul mercato indiano ci si attende molto: «In India bisogna lavorare per migliorare la qualità delle etichette nutrizionali», spiega ancora Neal.

Solo la metà dei prodotti confezionati, a quanto emerge da una ricerca, vengono etichettati in maniera corretta. Ecco perché l’industria alimentare indiana si è finora opposta a qualsiasi regolazione nelle etichettature, come l’idea di segnalare con un bollino rosso i cibi ricchi di grassi e zuccheri. Ma le cose sono destinate a cambiare grazie a questo sistema di food scanning che l’indice Sustainia100 ha inserito tra le cento innovazioni più rivoluzionarie.

In Italia ha esordito da pochi mesi una app analoga, Edo: realizzata da un team di giovani informatici e tecnologi alimentari, la app utilizza lo stesso metodo di scansione ma classifica i cibi su una scala da uno a dieci, in base alle caratteristiche positive o negative e al livello di compatibilità fisiologica con chi la utilizza. Quest’ultima può variare in base a età, sesso e intolleranze alimentari.

Il connubio tra cibo e nuove tecnologie promette sviluppi in molti campi: varie startup sono alla ricerca di metodi per individuare negli alimenti agenti patogeni e allergeni. La statunitense 6SensorLabs ha inventato il rilevatore portatile di glutine Nima, una sorta di “naso elettronico” studiato per evitare spiacevoli reazioni allergiche ai celiaci. In Israele, il dispositivo SCiO della Consumer Physics punta invece a identificare cibi contraffatti o male etichettati attraverso una misurazione dello spettro di luce riflessa. Scenari da Ritorno al futuro? Forse, ma chissà che non arrivino nella vita di tutti i giorni prima di quanto crediamo.

Andrea Cascioli

a.cascioli@slowfood.it

Fonti

India Today

FbNNews.com

Food Dive

Edo App

Foto: George Clinical

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