Sapete che cosa c’è nel vostro miele?

Un team di scienziati franco-svizzero ha rilevato che tre quarti dei mieli del mondo sono contaminati dai neonicotinoidi

Soprannominati “i killer delle api”, i neonicotinoidi contaminano gran parte del miele raccolto a livello planetario. Lo sostengono tanti studi, ma uno in particolare, condotto da un team franco-svizzero e pubblicato a inizio ottobre sulla rivista Science – e ripresa da Le Monde – sostiene che addirittura il 75% dei mieli analizzati contengano tracce di sostanze neurotossiche per le api. Un dato che rivela, ancora una volta, la potenza dei pesticidi e dei loro residui nell’ambiente.

Sia chiaro: la ricerca non ritiene che vi siano rischi per la salute umana. Tuttavia, la presenza diffusa di neonicotinoidi nel miele testimonia una contaminazione delle fonti di nutrimento degli insetti impollinatori a dei livelli che possono provocare una serie di effetti, definiti dagli esperti, “subletali”. Questi non causano la morte, ma inducono disturbi cognitivi, quali perdite di memoria (le api raccoglitrici, infatti, possono dimenticare la strada per tornare all’alveare), calo dell’immunità, maggior vulnerabilità ad alcuni patogeni, crollo della capacità riproduttiva e altro ancora.

La ricerca è stata condotta su un campione di 198 mieli provenienti da tutto il mondo – dall’Alaska all’Australia, dal Madagascar all’Europa e all’Asia – in modo da rappresentare tutte le latitudini. Cinque le molecole ricercate: Acetamiprid, Clothianidin, Imidacloprid, Thiacloprid e Thiamethoxam. Il risultato? Almeno una di queste è stata ritrovata nel 75% dei casi. Una media che tiene conto di un tasso di contaminazione variabile da regione a regione: in Nord America infatti il valore è stato del 86%, in Sudamerica del 57%.

I livelli di contaminazione sono stati mediamente di 1,8 microgrammi per chilogrammo (μg / kg), con un massimo di 50 μg / kg ritrovato in un miele tedesco, valore prossimo ai limiti consentiti per legge. «Valori del genere non costituiscono un rischio per gli esseri umani», dichiara a Le Monde, Alexandre Aebi, ricercatore all’università di Neuchâtel e coautore di questo lavoro. «Ma possono essere problematici per una varietà di insetti: api, bombi e farfalle».

Eppure la regolamentazione in materia di miele non prende ancora abbastanza in considerazione gli effetti devastanti che i pesticidi stanno generando sugli insetti. Invece di studiare le conseguenze a livello di singola ape, suggeriscono i ricercatori, sarebbe più opportuno concentrarsi sull’esposizione cronica di colonie intere.

A marzo 2017, la Commissione europea ha proposto un divieto di tre pesticidi neonicotinoidi noti per danneggiare api e altre specie, definendo i neonicotinoidi un “serissimo rischio per le api”.  Ma a giugno Julie Girling, membro britannico del Parlamento europeo, ha presentato tre risoluzioni per ritirare il divieto. Per fortuna, il tentativo di bloccare il bando totale dei neonicotinoidi è stato respinto il 22 giugno dalla commissione ambiente del Parlamento europeo. E a oggi non abbiamo notizia del voto.

Maurizio Bongioanni
m.bongioanni@slowfood.it

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