Salviamo api e agricoltori, Slow Food presenta alla Commissione europea le richieste

È ora che l’Unione europea dimostri il suo impegno nei confronti della Strategia Farm to Fork e faccia valere la propria leadership internazionale nell’ambito della protezione della biodiversità.

Ricordate l’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) Salviamo api e agricoltori (Save bees and farmers)? Bene, ci sono novità!

Slow Food, insieme agli altri rappresentanti della Coalizione che ha promosso la raccolta firme (conclusasi il 30 settembre dello scorso anno, validata il 10 ottobre 2022 superando quota 1,1 milioni di adesioni) ha incontrato i Commissari europei Věra Jourová (Valori e trasparenza) e Stella Kyriakides (Salute e sicurezza alimentare) per presentare formalmente le richieste.

Sono tre i punti fondamentali portati all’attenzione dei Commissari:

  1.  La graduale abolizione dell’uso di pesticidi sintetici. La prima richiesta riguarda la riduzione, entro il 2030, dell’80% dei pesticidi sintetici usati in agricoltura all’interno dell’Unione europea, per arrivare entro il 2035 allo stop totale.
  2. Il recupero della biodiversità. I promotori, e insieme a loro i cittadini europei firmatari della Ice, chiedono che gli habitat vengano ripristinati e le aree agricole diventino uno strumento per recuperare la biodiversità.
  3. Il sostegno agli agricoltori. Chi coltiva in modo sostenibile deve essere sostenuto nella transizione verso l’agroecologia: più risorse alle aziende agricole di piccola scala, più agricoltura biologica, più fondi per la ricerca in favore di un’agricoltura libera da pesticidi e Ogm.

Salviamo api e agricoltori richieste

«La mobilitazione di così tanti cittadini in tutta Europa dimostra che produrre cibo buono per chi lo mangia, per chi lo produce e per il pianeta è sempre più importante. Una presa di posizione così forte da parte dei cittadini non può essere ignorata» commenta Marta Messa, segretario generale di Slow Food.

«Il Green Deal e la strategia Farm to Fork danno ai cittadini europei la speranza di un futuro migliore – ha aggiunto Madeleine Coste, responsabile delle politiche di Slow Food Europe –. Non possiamo permettere che l’industria agroalimentare cancelli questi buoni propositi e fermi la transizione verso un’agricoltura sostenibile. I leader europei devono ascoltare i cittadini e dimostrare che si impegnano davvero per un sistema alimentare sano, equo e rispettoso dell’ambiente».

Le pressioni a cui dobbiamo opporci

L’incontro è arrivato in un momento particolarmente significativo e propizio: l’obiettivo di “ridurre del 50% l’uso di pesticidi chimici entro il 2030”, stabilito nella strategia Farm to Fork dell’Ue, subisce continuamente le pressioni esercitate da alcuni Stati membri e da gruppi conservatori del Parlamento europeo che chiedono che la proposta della Commissione europea in merito al “Regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi” venga rivalutata, sostenendo che la guerra in Ucraina metta a rischio la sicurezza alimentare. 

Da tempo ormai teniamo gli occhi aperti su questa questione: il 10 novembre scorso, Slow Food e altre 30 ong hanno inviato una lettera congiunta per far sentire la propria voce su quanto sta avvenendo. Solo a dicembre, dopo la prossima riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca, sapremo se ci saranno ulteriori rinvii. Nel frattempo, però, l’incontro con i Commissari è stata l’occasione per puntare i riflettori su diversi punti.

In primo luogo, il gruppo ha ribadito l’apprezzamento della società civile all’impegno, assunto dalla Commissione, per ridurre l’uso dei pesticidi, ma ha chiesto uno sforzo in più, sollecitando l’Unione europea a elaborare un piano per eliminare del tutto l’uso dei pesticidi di sintesi.

Salviamo api e agricoltori richieste

In secondo luogo, la coalizione ha ricordato alla Commissione che esistono già alternative ai pesticidi: ad esempio, la gestione integrata dei parassiti e le pratiche agroecologiche. Fino a questo momento, l’Ue non ha però promosso in modo adeguato l’adozione di queste pratiche, preferendo continuare a sovvenzionare l’agricoltura industriale. Di conseguenza, nonostante l’attuazione (nel 2009) della Direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi (SUD), in questi anni l’uso dei pesticidi in Europa è addirittura aumentato.

Inoltre, è stato fatto notare che l’uso massiccio di pesticidi rappresenta per le api e per gli altri insetti impollinatori che sono così importanti per il nostro sistema alimentare un pericolo difficilmente quantificabile a priori. 

Infine, la Coalizione ha ricordato una volta in più alla Commissione europea che la necessaria e improrogabile riduzione dell’uso dei pesticidi non può significare il via libera all’ingegneria genetica e alle nuove tecniche genomiche: ciò di cui abbiamo bisogno è un cambiamento radicale del sistema, non di soluzioni tecniche a breve termine.

La delegazione in visita alla Commissione europea

La delegazione ricevuta dai Commissari Věra Jourová e Stella Kyriakides era composta da 14 rappresentanti:

– Polyxeni Nicolopoulo (Grecia, medico, membro del comitato dei cittadini)
– Annemarie Gluderer (Alto Adige, Italia, agricoltore biologico, membro del comitato dei cittadini)
– Constantin Dobrescu (Romania, apicoltore, Romapis e BeeLife)
– Helmut Burtscher (Austria, scienziato, Global2000)
– Johann Lutke-Schwienhorst (Germania, Aurelia Stiftung)
– Corinna Hoelzel (Germania, BUND)
– Veronika Feicht (Germania, Umweltinstitut München)
– Karl Baer (Germania, ex rappresentante del comitato dei cittadini, ora membro del Bundestag)
– Madeleine Coste (Slow Food Europa)
– Clara Bourgin (Francia, Amici della Terra Europa)
– Luís Morago (Spagna, Avaaz)
– Natalija Svrtan (Croazia, PAN Europa)
– Tjerk Dalhuisen (Paesi Bassi, PAN Europa)
– Martin Dermine (Belgio, PAN Europa).

A questo link sono disponibili alcune immagini dell’incontro.