Ripartiamo da Slow Food!

Da Regioni, Presìdi, Orti in Condotta e altri paesi

Continua il tour delle Condotte e Comunità Slow Food, dei Presìdi e degli Orti in Condotta che, dopo aver affrontato con resilienza la quarantena, stanno ripartendo mettendoci tanta grinta e fantasia. Per far parte di questa mappatura settimanale basta scrivere a info@slowfood.it

Qua trovate i contatti dei produttori dei Presidi Slow Food pubblicati la scorsa settimana e che possono spedire i loro prodotti.

Emilia Romagna – la cena condivisa

In questo momento così particolare in cui siamo costretti a stare distanti, le Condotte Slow Food di Ravenna e Godo Bassa Romagna propongono un secondo appuntamento con la cena condivisa a tante mani, un evento particolare pensato per sentirci un po’ più uniti che presenta anche un risvolto solidale. Giovedì 21 maggio (dopo aver ricevuto gli ingredientie piatti da scaldare o cuocere seguendo le istruzioni dello chef) a partire dalle 20 tutti collegati alla pagina Facebook di Slow Food Ravenna per la cena Ripartiamo dalla Terra Appello dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi a sostegno della ristorazione di qualità e dei produttori buoni, puliti e giusti. La cena è proposta da Alessandra e Roberto de La Campanara, osteria con locanda di Pianetto di Galeata (Fc). Leggi il programma e le info per partecipare.

Toscana – il pasto sospeso

Cristian Borchi, cuoco dell’Alleanza Slow Food con l’Antica Porta di Levante a Vicchio, insieme al delivery e alla consegna, ha riaperto lanciando la bella iniziativa del pasto sospeso. Esattamente come succede a Napoli per il caffè, è possibile infatti donare un pasto da ristorante a chi, per varie motivazioni, non può permetterselo. L’iniziativa si è diffusa tra i tanti ristoratori del Mugello, ed è rientrata all’interno di un progetto dell’amministrazione comunale di Vicchio. «L’idea è nata quando abbiamo deciso di riaprire e con Simone Draisci abbiamo valutato che stando aperti soltanto un paio di giorni a settimana ci sarebbero state materie prime in esubero, e ci è venuto quindi in mente di offrire un pasto da ristorante anche a chi da noi di solito non può venire. I nostri clienti quindi, quando ordinano on line dal nostro menù, trovano anche una voce per regalare un pasto sospeso alle persone meno fortunate, pagando 15 euro in più nel proprio conto. Noi stessi doniamo due pasti per ogni servizio» racconta Christian.

Abruzzo

Fagiolo di Paganica © Valerie Ganio

Appuntamento domani, 16 maggio a partire dalle 16 sulla pagina Facebook della Condotta Slow Food dell’Aquila, per la Jane’s Walk virtuale, il festival annuale internazionale, organizzato dall’omonima piattaforma e patrocinato in Italia dall’Istituto Nazionale di Urbanistica per onorare la memoria della sociologa urbanista americana Jane Jacobs. Quest’anno, attraverso l’iniziativa aquilana, insieme alle associazioni Fr.Azioni Fr.Intese e Greenpeace L’Aquila, i partecipanti saranno accompagnati in una passeggiata virtuale all’interno di sei borghi aquilani, in un itinerario che va da Campotosto a Castel del Monte, transitando per Tornimparte, Paganica, Santo Stefano di Sessanio e Navelli. Tutti luoghi “periferici”, accomunati non solo dalla forza di resistere ma anche dalla presenza dei Presìdi Slow Food come la mortadella di Campotosto e il canestrato di Castel del Monte, la salsiccia di fegato aquilana e i fagioli di Paganica, la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio e i ceci di Navelli.

Marche

Non potendo proseguire i master, le serate degustazione, la formazione nelle scuole e il Mercato della Terra, anche la Condotta Slow Food Civitanova Marche ha pensato di aiutare produttori e ristoratori della zona promuovendo attraverso la propria pagina Facebook le varie attività e iniziative di delivery e asporto che si stanno moltiplicando in questo periodo.

Lazio

Tornano anche per il mese di maggio i webinar di formazione a distanza Slow Food Lazio in formAZIONE. Gli incontri on line vertono sugli aspetti dell’educazione del gusto, del confronto qualità/prezzo/sostenibilità di un prodotto industriale e artigianale, dell’educazione alla salute con suggerimenti nutrizionali e di esperienza culinaria. Non mancano nel programma appuntamenti sulla politica ambientale che ci fanno riflettere sulle attuali emergenze come il cibo giusto, l’agricoltura, la biodiversità, i cambiamenti climatici, la gestione dei rifiuti… e sulle azioni che possono contribuire a migliorare il nostro stile di vita e delle nostre comunità.
Ecco i prossimi appuntamenti:
Mercoledì 20 maggio ore 18, 06/ Il viaggio dei sensi: annuso, tocco, vedo, ascolto, gusto con Gabriella Cinelli
Mercoledì 27 maggio ore 18, 07/ Che cos’è il cibo giusto?, con Paolo Venezia
La prenotazione è obbligatoria: tutti i dettagli sugli appuntamenti e le modalità di partecipazione sono sul sito di Slow Food Lazio.

È arrivata l’ora dei Presìdi Slow Food
Sono molti i prodotti dei Presìdi Slow Food che, con la serrata degli usuali canali commerciali, come ristoranti e mercati, cercano nuovi sbocchi… Ecco quali sono e come trovarli!

Piemonte, toumin dal mel

Cinzia e Francesco © Valerie Ganio

L’azienda Roggero, dal primo maggio, è passata in mano a Francesco e Cinzia, una giovanissima coppia che ha convertito tutta la produzione a latte crudo senza fermenti. Dopo essere stato a Cheese lo scorso settembre e aver partecipato all’incontro di formazione sulla produzione di formaggi naturali, Francesco ha iniziato a sperimentare e si è accorto di quanto fossero assai più buoni i formaggi che otteneva in questo modo rispetto ai pastorizzati.
La scorsa settimana con grande entusiasmo, Francesco ha venduto gli ultimi chili di formaggio pastorizzato. «Slow Food ci ha aperto la mente» ha affermato Francesco e, con simpatia, ha aggiunto «avete fatto proprio un buon lavoro sulle nostre teste!».
In questo periodo di difficoltà, è importante sostenere chi ha investito su un prodotto e sui valori che lo sostengono. Ora che finalmente si può andare in montagna consigliamo di visitare le tre realtà che fanno parte del Presidio Slow Food, nella splendida Val Varaita:
Bruna Garino (340 7668527)
Francesco Roggero (0175 978197 – 348 6097682 – info@aziendaagricolaroggero.it)
Lucia Maria Rossi (0175 976143)
E per chi è troppo distante, Francesco e Bruna si sono organizzati per le spedizioni.

Piemonte, fragola di Tortona

Sono arrivate le fragole di Tortona! Finalmente questo piccolo gioiello poco più grande di un lampone, dal profumo intensissimo e dal sapore dolce e delicato, è pronto per i nostri palati. È disponibile solo per una decina di giorni l’anno e inoltre la vera fragola di Tortona è molto deperibile: va raccolta il mattino e consumata in giornata. Quest’anno i produttori sono in estrema difficoltà visto la chiusura dei bar e ristoranti della zona, che, insieme a qualche privato, erano i principali acquirenti del prodotto. Un consiglio dai tortonesi: va mangiata intera, cosparsa di zucchero e di un buon Barbera.
Chiamando Patrizia, la referente dei produttori del Presidio, si può sapere dove scovarle o organizzare un acquisto di prossimità:
Patrizia Lodi (338 6471958 – patrizia@carcassola.it)

Marche, fave di Fratte Rosa

Fratte Rosa, piccolo paese tra le colline pesaresi, è noto fin dall’epoca romana per due produzioni: le terrecotte e la tradizionale coltivazione di fave. L’emergenza di questi ultimi tempi è stata clemente, nell’area non si sono registrati casi e i produttori hanno trascorso i giorni come sempre, a lavorare in campagna. Purtroppo però l’annata è stata comunque difficile e il raccolto è stato dimezzato a causa di una malattia che ha attaccato le piante, un inverno troppo mite e una primavera troppo precoce. I produttori del Presidio sono riusciti a vendere il poco prodotto fresco, ma Rodolfo, il referente, l’unico del gruppo che produce fave secche decorticate, farine, pasta e altri trasformati originali, è totalmente fermo a causa dell’impossibilità di accedere ai canali classici, come ristoranti e agriturismo.
Rodolfo si è organizzato per spedire in tutta Italia!
Rodolfo Rosatelli (338 2329247 – lubachi@libero.it)

Campania, Pecora laticauda

Siamo nelle campagne delle province di Avellino e Benevento, dove questa razza di pecora dalla coda cicciotta (“laticauda” significa appunto coda larga) è stata salvata dall’estinzione grazie a un gruppo di allevatori tenaci, che non ne volevano sapere di non vederle scorazzare più nei prati limitrofi alle loro aziende. Questa razza, infatti, ha una mole voluminosa e poco si presta per la transumanza.
Il Covid ha reso la situazione per la filiera degli ovini particolarmente difficile con la chiusura dei ristoranti e lo stop alla produzione casearia. Per tutte le info sulle possibilità di acquisto è possibile contattare:
Stanislao Licciardi (393 6432659 – stany86@libero.it)

Un’estate nell’Orto!

Valentina Guggiardo nell’Orto con i suoi bambini

Ripartono lentamente anche le attività negli Orti in Condotta. Al momento abbiamo ricevuto la segnalazione da Livorno, dove Valentina Gucciardo ha avuto l’autorizzazione a curare gli appezzamenti utilizzati per la didattica Slow Food con le scuole e per cominciare a pianificare le attività dell’estate ragazzi, e da San Benedetto Po, dove Alessio Iori, della Condotta Slow Food Basso Mantovano, già da qualche settimana ha ricevuto il permesso di lavorare all’orto comunitario, ritenuto importante per la tenuta sociale della comunità in quanto vengono ospitate persone indigenti, diversamente abili. E dallo scorso sabato il gruppo di volontari ha ricominciato a lavorare nell’orto, nel rispetto delle regole dettate dall’emergenza. L’orto solidale è stato anche il terreno in cui è rinato l’asparago di San Benedetto Po, divenuto nel 2014 comunità del cibo di Terra Madre.

E adesso due tappe estere con le iniziative #SlowFoodSolidarity suggerite dalla pagina Facebook Slow Food International…

Colombia

In questi mesi di crisi, i gruppi Slow Food locali hanno moltiplicato i propri sforzi per sostenere e promuovere il lavoro cruciale dei contadini e rafforzare i legami di solidarietà tra produttori e consumatori. Slow Food a Bogotá ha realizzato un catalogo dei prodotti organizzando un punto di raccolta per le consegne settimanali. Questo processo ha permesso finora centinaia di consegne. Al contempo, l’Alleanza Slow Food dei cuochi in Colombia ha fatto un appello per incrementare l’offerta alimentare delle famiglie attraverso l’acquisto diretto dai produttori locali, il consumo di prodotti di stagione, il recupero di ricette tradizionali, la cucina in famiglia e l’utilizzo del cibo come medicina.

Sudafrica

Riportiamo la riflessione di Tim Abaa, agricoltore ed educatore di Slow FoodSouth Africa che ha creato una rete di contadini urbani che praticano l’agroecologia nelle baraccopoli di Soweto e Alexandra, vicino a Johannesburg.

«I contadini sono sempre stati e continuano a essere servi della terra. Nei bei tempi dei matrimoni e delle feste siamo all’altezza della situazione! In tempi difficili di funerali e disastri dobbiamo essere all’altezza della situazione! Il Covid non è stata una sorpresa, poiché l’isolamento e i suoi effetti sono simili alla nostra situazione quotidiana. I semi e le attrezzature agricole sono stati tolti dagli scaffali perché sono definiti “non essenziali al momento”, ma l’agricoltura e la distribuzione di cibo è un servizio essenziale! Dove possiamo trovare cibo se le risorse agricole non possono essere vendute per continuare la produzione alimentare? Che cosa deve fare un agricoltore per sopravvivere? Abbandonare l’agricoltura? Diavolo, no! Un contadino deve vivere la propria vita rispettando la propria identità e questo è essere “un servo della terra”! Il Coronavirus ha chiamato tutti noi a servire le nostre comunità, siano esse ricche o povere, con amore, gioia, gentilezza, abilità e conoscenza, agendo in ogni momento secondo l’ubuntu, lo spirito di unità e lealtà reciproca che ci caratterizza!»

A cura di Elisa Virgillito
e.virglillito@slowfood.it

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