Ripartiamo da Slow Food! Continuano le attività della rete lungo tutto lo Stivale

Le attività della rete Slow Food lungo tutto lo Stivale non si fermano!

L’Italia delle Condotte e delle Comunità, dei Presìdi Slow Food e dei Mercati della Terra si rialza dopo questi mesi di crisi, trasformata spesso nuove opportunità, con originali occasioni di vendita e incontro, per stare a fianco di chi ha continuato a occuparsi della terra e degli animali, perché la natura non si è fermata.

Lombardia&Sicilia – Solidarietà senza confini

 

Solidarietà senza confini all’interno della rete Slow Food. Avevamo già parlato dell’iniziativa Cibo per tutti, avviata e sostenuta dal Gruppo de Noalter e dal Comitato genitori della scuola Calini di Brescia alla quale hanno donato i loro legumi i produttori della rete Slow Beans. Venerdì scorso nella cittadina martoriata dal Covid-19, è arrivato un bancale con circa 650 kg di prodotti di Presìdi e Comunità Slow Food Siciliani: dalla pasta di grani antichi di Sicilia, al pomodoro siccagno, dalle lenticchie di Valledolmo alle nocciole dei Nebrodi, dai biscotti di nocciole dei Nebrodi al preziosissimo miele di ape nera sicula. I prodotti sono stati acquistati da Slow Food Sicilia, che oltre a un’azione di solidarietà verso le famiglie bresciane ha così sostenuto un settore, quello dei produttori di piccola scala, che ha particolarmente sofferto la chiusura dei ristoranti.

attività rete Slow Food

Da sabato 20 giugno e fino al 30 agosto per tutti i weekend la Condotta Slow Food della Mera e il Comune di Piuro organizzano Estate con gusto alle cascate (all’Acquafraggia sul lato del parco verso Chiavenna). Con i produttori delle aziende agricole di Piuro e del resto della provincia di Sondrio e i Presìdi Slow Food, come il violino di capra, lo storico ribelle e il furmacc del féen. Tutte le info sono qui

Marche

Torna Mosciolando a Portonovo

Mosciolando, l’evento che la Condotta Slow Food Ancona e Conero dedica da quindici anni al mosciolo selvatico di Portonovo del Presidio Slow Food, si farà. Un’edizione speciale questa per dare un segnale importante: ripartire dal cibo vero, per un futuro che sia all’insegna della sostenibilità e della valorizzazione della biodiversità. Venerdì 26 ci sarà la sempre attesa Cena sotto stelle in modalità diffusa, ovvero quattro locali (Emilia, Marcello, Il Molo, Giacchetti) ospiteranno ciascuno trenta commensali sulla spiaggia per vivere Portonovo e il suo fascino nel rispetto del distanziamento stabilito dalle norme.
Per informazioni e prenotazioni 3355315621

attività rete Slow Food

È arrivata l’ora dei Presìdi Slow Food – giro cipolle!

Se dovessimo chiedere in che epoca si raccolgono le cipolle chissà in quanti saprebbero la risposta: siamo abituati a consumare questo prodotto tutto l’anno e probabilmente in pochi sanno che invece anche la cipolla ha una sua stagionalità. L’estate infatti non porta solo pomodori e melanzane, ma anche questo bulbo fantastico, estremamente versatile e utilizzato in tantissime preparazioni della nostra gastronomia. Le varietà sono moltissime e differiscono non solo per il colore, ma anche per la forma, il peso, il gusto.. insomma dietro questo prodotto così umile si nasconde un mondo di biodiversità.

Tutto ciò è testimoniato dall’ampia gamma di Presìdi Slow Food avviati negli anni e dedicati a sua maestà la cipolla  (e chissà quanti altri ne verranno!).

Di seguito una carrellata delle varietà che sono entrate in questi giorni in produzione e sono disponibili sul mercato. La situazione difficile di questi ultimi mesi ha colpito anche le nostre amiche cipolle, molte sagre che si tengono in questo periodo per festeggiarne la raccolta sono state annullate e la ristorazione sta ancora cercando di ingranare. Ricordiamoci pertanto di continuare a supportare i nostri produttori in modo che anche loro possano ripartire e non vi preoccupate per i vostri stomaci: le varietà tradizionali sono altamente più digeribili, tanto che spesso il consiglio è di mangiarle crude!

Lombardia, cipolla rossa di Breme

La cipolla rossa di Breme ha dimensioni da record ed è nota per la sua dolcezza

Siamo molto lieti di presentarvi l’ultimo arrivato nella famiglia dei Presìdi Slow Food, la cui zona di produzione ricade esattamente nel comune di Breme, un piccolo borgo medioevale di 700 abitanti, nella bassa Lomellina, polmone verde del pavese alla confluenza tra i fiumi Sesia e Po. Questa “sigulla”, come chiamata nel dialetto della zona, ha una tradizione antichissima, addirittura millenaria: i monaci benedettini, infatti, coltivavano questa varietà nell’orto sul retro dell’abbazia di San Pietro, uno dei monumenti storici più preziosi di Breme, risalente al X secolo. Grazie alla sua dolcezza, alla croccantezza e all’alta digeribilità, è sopravvissuta nei secoli, ed è coltivata e conosciuta ancora oggi con l’appellativo “la dolcissima”. In cucina, è ottima sia cruda, ad esempio nell’insalata alla bremese (con tonno, fagioli, olio extravergine, sale e aceto), sia cotta e trasformata in zuppe e frittate.

Indiscussa protagonista in quest’epoca dei mercati locali, il nuovissimo gruppo di produttori, capitanato dal sindaco del comune, si è organizzato anche per effettuare spedizioni.

Franco Berzero (328 7816360 – sindaco@comunebreme.it)

Liguria, cipolla belendina di Andora

© Valerie Ganio

La belendina è una cipolla rossa, dolcissima, dalla forma a fiasco e dalle dimensioni molto grandi: può arrivare a superare il chilo.

La cipolla si è salvata grazie a un agricoltore, Trentino Bellenda, detto Trentin (classe 1926), che ha iniziato a coltivarla, a produrre il seme e a distribuirlo ad altri contadini andoresi. Il nome di questa varietà è un omaggio alla sua dedizione, ancor di più dopo la sua scomparsa, qualche tempo dopo la nascita del Presidio.

Dolce, ma con note piccanti e un odore poco pungente, la belendina è protagonista di moltissime ricette del ponente ligure: adatta a diversi tipi di cottura (può essere arrostita, fatta alla griglia, al forno, oppure fritta in pastella), è perfetta per condire la focaccia ed è ottima anche cruda, in insalata o condita con olio extravergine di oliva e sale. Per provare una di queste ottime ricette, potete chiamare Marco che vi indicherà il mercato locale più vicino o vi spedirà il quantitativo richiesto. Oltre al prodotto fresco, sono disponibili anche la composta e la crema di cipolla belendina di Andora.

Marco Gagliolo (335 6600849 – info@cipollabelendina.it)

Puglia, cipolla rossa di Acquaviva

attività rete Slow Food
© Giuseppe Cucco

Centro di produzione di questa cipolla è Acquaviva delle Fonti, un nome che ci rimanda subito alla principale caratteristica di questa zona del barese, ossia l’ampia disponibilità di acqua dolce, che sgorga limpida da una falda sotterranea perenne. Accanto a questo elemento, vi è poi la qualità dei terreni di questo angolo di Puglia: ben drenati ed aerati, profondi, ricchi in potassio, caratteristiche ideali per la coltivazione della cipolla. Il suo colore è tra il rosso carminio e il violaceo e si schiarisce, verso l’interno, sino a divenire completamente bianca. La coltivazione avviene nel rispetto della tradizione antica e in modo del tutto naturale. È seminata in settembre, a luna calante, e raccolta dai primi giorni di luglio sino ad agosto.

La cipolla di Acquaviva è utilizzata nella tradizione per la preparazione di un calzone prelibatissimo: si tratta di una sfoglia ripiena di cipolla ripassata, ricotta forte e pecorino, che viene chiusa da un ulteriore strato di pasta sfoglia.

Questa cipolla è assai versatile e tanti infatti sono i trasformati del Presidio che potrete acquistare per supportare i produttori pugliesi: cipolla in agrodolce, mostarde, creme, sponsali sott’olio e sott’aceto, patè di cipolla.

Viste e abbandonati piogge, per il fresco bisognerà aspettare ancora una decina di giorni. Il referente dei produttori, Vito Abrusci, è a vostra disposizione per ordini e informazioni!

(080 757468 – 339 1936517 – abrusciserv@libero.it)

Sicilia, cipolla paglina di Castrofilippo

Da sempre, Castrofilippo è identificata come zona adatta alla coltivazione della cipolla. Si hanno documenti ufficiali della riforma agraria avviata da Ferdinando III di Borbone, dove si narra proprio che grazie all’acqua perenne del fiume Bigini, tutte le terre di questa zona dell’agrigentino tra un molino all’altro sono adatte a “chiantari cipuddra e agliu”. Non a caso infatti, gli abitanti di Castrofilippo sono chiamati “cipuddara” nei paesi vicini, dove ancora oggi, come in passato, si recano a vendere le cipolle durante la stagione estiva.

Il nome di questo ecotipo è dovuto alla tunica color giallo pallido, che distingue la cipolla paglina di Castrofilippo da tutte le altre. Le altre caratteristiche importanti sono la grande pezzatura dei bulbi, l’aroma gradevole e la dolcezza. L’assenza di note piccanti la rende ideale per il consumo crudo, ma nella gastronomia locale è anche ingrediente di alcune preparazioni tradizionali: la cipuddata (un condimento a base di cipolla stufata con vino e aceto), la ‘mpanata di cipudda (un rustico ripieno di cipolla cotto al forno) e la frittata di cipuddetti.

Da qualche settimana è iniziata la vendita del fresco che potrete trovare nei mercati locali o farvi spedire. Patè, confetture e mostarde del Presidio sono sempre disponibili.

Dario Brucculeri si occuperà di farvi avere questo prezioso prodotto (348 2268105 – info@goldengrapes.it).

Toscana, cipolla di Certaldo

Il Comune è così fiero di questa produzione di eccellenza da aver inserito la cipolla nello stemma: probabilmente fin dai tempi dei conti Alberti, feudatari del luogo durante il XII secolo. Lo stemma, formato da uno scudo bipartito bianco e rosso, con la cipolla troneggiante sul campo bianco, reca il motto “Per natura sono forte e dolce ancora/e piaccio a chi sta e a chi lavora”. La cipolla di Certaldo si può, quindi, considerare un elemento fondante dell’identità cittadina; simbolo e bandiera di una civiltà contadina di antichissime tradizioni.

A Certaldo, in provincia di Firenze, le cipolle hanno fornito spunti per ogni portata. Sono ottime in zuppa: si fanno appassire nell’olio caldo, si passano al setaccio e si aggiungono un poco di brodo vegetale e alcune patate fino a formare una crema densa. Si serve con un poco di pepe, olio e crostini di pane toscano. La cipolla di Certaldo è importante anche nella francesina, o lesso rifatto. Il muscolo di vitello, lessato e poi raffreddato, si taglia a piccoli pezzi che sono soffritti in padella con la cipolla e il pomodoro, alla fine si aggiunge il brodo per mantenere il tutto morbido.

Per cimentarvi in una di queste delizie, contattate Francesco per sapere dove reperire il prodotto fresco o per richiedere una spedizione  (380 5430409 – francesco.carpitelli@libero.it).

Slow Food nel mondo

Continuiamo a conoscere la rete Slow Food indigena con un racconto che arriva dal Brasile 

Le popolazioni indigene sono i più efficienti preservatori della biodiversità e questo vale in particolare per le riserve indigene del Brasile che detengono le aree più incontaminate al mondo della foresta pluviale. Quasi un quinto degli animali e delle piante amazzoniche vive in questi territori – che conservano il 25,5% di tutte le riserve di carbonio del Brasile – e le popolazioni indigene dipendono da questi ecosistemi per il loro sostentamento.

La lotta per proteggere queste terre dall’estrazione e dal taglio illegale di legname nella regione è stata brutale e sanguinosa, ed è ormai chiaro che il governo di Jair Bolsonaro sta usando la pandemia come fumo negli occhi per continuare ad agire illegalmente con la deforestazione e l’accaparramento delle terre.

Gli Stati del nord del Brasile, tra cui l’Amazzonia, sono stati i più colpiti dalla pandemia. Più di 60 comunità indigene hanno confermato i casi di Covid-19 e la maggior parte di esse sono state segnalate dalla regione amazzonica, da dove le persone possono recarsi negli ospedali solo in barca o in aereo. Basti pensare che la distanza media tra i villaggi indigeni e la più vicina unità di terapia intensiva in Brasile è di 315 chilometri.

Leggi qui la storia completa in inglese e traducila con un click qui.

A cura di Elisa Virgillito
e.virgillito@slowfood.it

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