La ricetta per far ripartire il turismo in Italia. Intervista all’Ad dell’Agenzia Nazionale per il Turismo

«Per fare ripartire il turismo ci vuole una cosa sola: l’apertura delle frontiere», non ha dubbi Giuseppe Albeggiani, amministratore delegato dell’Agenzia Nazionale per il Turismo (Enit).

Abbiamo incontrato Albeggiani, durante la sua visita a Cheese, appena concluso. Un incontro in cui l’Ad di Enit ci ha dato la sua ricetta per il rilancio e rafforzamento del turismo in Italia: «Il turismo in verità si è solo fermato nei periodi di chiusura. In questi ultimi due anni, nonostante la mancanza degli stranieri, i risultati sono stati buoni. Il turismo di prossimità è stato favorito da questa situazione perché l’utilizzo dell’automobile è la migliore garanzia di sanificazione. Non per questo bisogna diventare autarchici. Le persone hanno tanta voglia di turismo: è quasi un bisogno primario».

Digital hub per raggiungere i visitatori del mondo

I numeri ci confermano che il turismo è il fiore all’occhiello della nostra economia. E anche il Presidente del consiglio Draghi ha posto l’accento sulla centralità del turismo tanto da ripristinare, dopo anni, il ministero ad hoc: «È un aspetto molto importante, un segno forte, che dà dignità e autonomia a tutto il comparto e lo sgancia dal legame con il settore agricolo e quello culturale, che, per quanto centrali, non sono gli unici a spingere una persona a viaggiare. Aver poi destinato parte dei denari del PNRR alla costruzione del digital hub, un sistema di promozione del territorio completamente digitalizzato e basato sui big data, è fondamentale. Il digital hub sarà un mezzo che permetterà al sistema Italia di avere un’accelerazione più che progressiva perché ci consente di arrivare al potenziale visitatore, sia esso italiano sia esso straniero, con maggiore facilità e precisione. Dalla digitalizzazione del sistema partirà il 90% della comunicazione turistica, rimarrà ancora una parte dedicata alla partecipazione a fiere, per quanto anche queste manifestazioni con una percentuale significativa si sono trasferite sull’online. Avere uno strumento così potente servirà ad aggregare i database e quindi metterà a fattor comune la ricchezza di conoscere nome cognome indirizzo mail del nostro cliente: questo darà una spinta importante». Acceleratore di un’industria sicuramente fiorente e attiva che vede l’Italia contendere il primato in Europa alla Spagna.

In Italia parliamo di turismi

Più che di turismo si può parlare di turismi, perché sono diverse le fonti di attrazione della nostra penisola. Nel suo intervento, sempre a Cheese, davanti al Ministro del Turismo Massimo Garavaglia Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management all’Università di Bergamo e presidente dell’Associazione italiana turismo enogastronomico, ha evidenziato come

il 70% dei turisti italiani reputano fondamentale l’offerta gastronomica nella scelta della meta delle vacanze, mentre il 90% desidera vivere esperienze legate al cibo durante il viaggio.

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Slow Food Travel: itinerario Costa d’Amalfi – Campania

Il settore enogastronomico

Dati che rivelano l’importanza del settore nel trainare l’intero comparto: «L’enogastronomia è una delle varie e svariate motivazioni per cui un turista decide di muoversi. L’enogastronomia è una grandissima risorsa per la destagionalizzazione del turismo perché si può sviluppare durante i mesi di transizione, da settembre a novembre e da febbraio ad aprile. È un turismo meraviglioso che se ben coltivato darebbe continuità all’offerta nazionale».

Oltre a destagionalizzazione, un altro termine usato su cui si stanno concentrando molte delle politiche turistiche è quello di delocalizzazione: portare il turista nelle località più defilate rispetto ai flussi turistici. In questo percorso ritornano centrali i piccoli borghi: «Il problema dei piccoli borghi non è tanto portare il turista, ma fargli trovare un servizio. Spesso succede che bottega e ristoranti non abbiano una apertura costante. C’è un lavoro da fare in termini di preparazione di offerta turistica: l’enogastronomia è un bel device per andare a visitare un borgo».

Slow Food Travel: itinerario di Torre Guaceto e Parco delle Dune Costiere

Proprio partendo dai piccoli borghi si sviluppa Slow Food Travel, il progetto legato al turismo di Slow Food, che propone un nuovo modello di viaggio, fatto di incontri e scambi con agricoltori, casari, pastori, norcini, fornai, viticoltori che, insieme ai cuochi che cucinano i loro prodotti, saranno i narratori dei loro territori e guide speciali alla scoperta delle tradizioni locali.

Il turismo ha voglia di bello e di buono

Per concludere parliamo di turismo del futuro: «Il turismo riparte con tanta voglia di bello e di buono. Se noi facessimo trovare a chi ha questi stimoli qualcosa di ancora più bello e buono rispetto al 2019 avremmo la possibilità di fidelizzare il nostro turista in maniera molto più forte».

 

di Valter musso, v.musso@slowfood.it