L’AGROECOLOGIA RESTA L’UNICA STRADA PER RIDURRE IL PESO DELLE MULTINAZIONALI

LA STAMPA

Sostiene Slow Food accende i riflettori su una tendenza in atto da decenni. In ognuno dei 5 principali rami dell`industria agroalimentare (agrochimica, semi, farmaceutica per animali, genetica e macchinari agricoli), le 4 multinazionali più grandi controllano oltre il 50% del mercato. È l`esito finale di una spinta alla creazione di oligopoli non solo più vasti ma anche più «ibridi», con una compenetrazione crescente tra settori. Il 60% del business globale dei semi e il 75% delle vendite di pesticidi, in particolare, fanno capo alle cosiddette Big Six: Syngenta, Bayer, Basf, DuPont, Monsanto e Dow. Cosa significa in concreto? Prima di tutto che il potere contrattuale delle aziende produttrici di sementi e fitofarmaci aumenta a dismisura, a scapito degli agricoltori. Senza contare i condizionamenti che i conglomerati esercitano sulla ricerca scientifica e la politica, come testimonia la vicenda dei Monsanto Papers. Ma ei sono altri effetti indiretti da prendere in considerazione. L`agricoltura intensiva propugnata da questi giganti necessita infatti di forti input chimici. Anche in questo caso, c`è chi paga il conto per tutti: quest`anno per esempio la propagazione accidentale del dicamba, un erbicida simile al glifosato, ha portato negli Stati Uniti alla distruzione di circa il 4% delle coltivazioni di soia. Per ridurre l`impatto ambientale dell`agricoltura occorre insomma ridurre la dipendenza dalle multinazionali. E l`agroeeologia resta la via d`uscita più immediata. GAETANO PASCALE L`agroecologia resta l`unica strada per ridurre il peso delle multinazionali Se il 2015 è stato l`anno delle mega-acquisizioni, il 2017 si avvia a lasciare un`eredità pesante nell`agroalimentare: oltre all`annunciato matrimonio tra Monsanto e Bayer, hanno fatto scalpore l`unione tra Agrium e Potash Corp nel settore dei fertilizzanti, l`acquisizione di Whole Foods da parte di Amazon e l`offerta di Kraft-Heinz per Unilever. Un report di IPESFood, intitolato Too big to feed, EY NC NIMICUNI DIRMI RISERVATI [.]