LA LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE A PORTATA DI CLIC: CI PENSA UNA APP

REDATTORESOCIALE.IT ( WEB)

TORINO – La “battaglia” è cominciata esattamente un anno fa: per combatterla, Piemonte e Val D’Aosta hanno unito le forze con il ministero dello Sviluppo economico, l’Università di Torino, il movimento Slow food e un’altra lunga serie di partner. La prima “trincea” sono state le corsie di 300 supermercati sparsi tra le due regioni, che hanno allestito aree dedicate alla vendita di prodotti prossimi alla scadenza, tutti scontati del 30 per cento almeno. Perché proprio l’errata interpretazione delle date di scadenza è tra le abitudini che ogni anno ci inducono a gettar via tonnellate di cibo. Sei milioni di tonnellate, per l’esattezza: una massa alimentare che, per gli italiani, si traduce nella perdita annua di 220 euro procapite, per un totale di 13 miliardi di euro. E non va certo meglio altrove, dal momento che in tutta Europa ci si appresta a rivedere le normative sulla scadenza degli alimenti, con alcuni paesi (come Grecia e Spagna) che hanno già giocato d’anticipo. Per questo, l’Istituto Zooprofilattico del Piemonte ha appena messo in rete “Ubo”, un’applicazione per cellulare che dovrebbe dare alle famiglie italiane gli strumenti necessari a combattere efficacemente lo spreco del cibo. Al solito, il funzionamento è quanto di più intuitivo; da una serie di menù a tendina, si accede a una lista che comprende quasi ogni genere alimentare acquistabile all’interno di un supermercato: a ogni prodotto è collegata una serie di suggerimenti sulle modalità di conservazione e cottura ottimali, sulla durata del prodotto e sulle eventuali possibilità di “riciclaggio”. Ubo sta per “Una buona occasione”, dal nome del progetto che l’anno scorso le due regioni lanciarono nei supermercati: secondo un’indagine preliminare svolta all’interno della campagna, per evitare gran parte dello spreco basterebbe smontare una serie di pregiudizi che riguardano la conservazione degli alimenti. “Il problema dello spreco – ci aveva spiegato Roberto Corgnati, responsabile tutela consumatori del Piemonte – parte anche da una mera questione “reputazionale”: superata la data di scadenza, il consumatore non si fida della permanenza delle caratteristiche che connotano il cibo da fresco. Per questo abbiamo voluto analizzare sei tra i prodotti più problematici dal punto di vista della conservazione: yogurt, pasta fresca, latte fresco e uht, pasta ripiena e prosciutto a cubetti”. Svolta sia dal punto di vista microbiologico che sensoriale – con il lavoro incrociato di un laboratorio d’analisi e di un panel di 19 assaggiatori professionisti – l’indagine rivelò che tutti gli alimenti analizzati erano perfettamente sani fino all’ultimo giorno di conservazione. La ricerca aveva inoltre evidenziato come la maggior parte dei cittadini di Piemonte e Val D’Aosta non conoscesse la differenza tra la data di scadenza e il termine minimo di conservazione. Secondo Corgnati, “queste persone dichiarano di scegliere attentamente i prodotti con la data di scadenza più lontana; in questo modo però gli altri prodotti sono inevitabilmente destinati ad andare sprecati prima ancora di lasciare i banchi di vendita”. Per questo, l’anno scorso, oltre alla vendita scontata degli alimenti, il team del progetto aveva distribuito nei supermercati una serie di materiali informativi volti a sfatare miti e leggende sulle date di scadenza e a fornire consigli efficaci su come conservarli e cucinarli. Informazioni che ora saranno reperibili da chiunque con un clic: “Abbiamo preso in considerazione oltre 500 alimenti presenti sulle nostre tavole – spiega Maria Caramelli, direttrice dello zooprofilattico – indicando, per ciascuno, durata e modalità di conservazione, oltre ai consigli per un consumo sicuro. Ogni prodotto presenta infatti le sue peculiarità, in questo senso; e non tutti possono essere recuperati allo stesso modo”. Ubo è scaricabile da Google Play e App Store. Per informazioni; www.unabuonaoccasione.it [.]