Quattro regioni che vogliono bene alla terra

Mandorle, erbe aromatiche e animali felici: i progetti che avvicinano gli studenti ai produttori e ai frutti della terra

regioni che vogliono bene alla terra

Un viaggio nella storia dei prodotti e dei loro artigiani, dalla nascita fino alla tavola. Grazie ai progetti Orto in Condotta e Mestieri che vogliono bene alla terra, abbiamo raggiunto quattro regioni d’Italia: Abruzzo, Sicilia, Umbria e Emilia-Romagna.

Tra laboratori, mani in pasta, terra fresca e chiacchere con i produttori, bambini e ragazzi hanno assaporato l’importanza dei mestieri a contatto con la terra e hanno imparato a curare e cogliere i suoi frutti scoprendo un mondo che gira intorno al concetto di biodiversità e rispetto per l’ambiente. I due progetti hanno permesso agli studenti di entrare in contatto con realtà diverse dalla loro: incontrando casare, pastori, vignaiole si sono trasformati in contadini all’interno degli orti delle proprie scuole.

Sicilia, dalla tradizione alla terra

In una terra ricca di profumi e storie, Carmelo Maiorca ha accompagnato due classi prime del liceo Einaudi in un’avventura alla scoperta dell’olio extravergine di oliva e della filosofia del buono, pulito e giusto.

regioni che vogliono bene alla terraI ragazzi hanno visitato l’azienda Scardaci, tra i produttori del Presidio Slow Food della mandorla di Noto oltre che olivicoltori e allevatori di animali da cortile. E un perfetto esempio di economia circolare: per l’alimentazione di tutti gli animali vengono utilizzati gli scarti della lavorazione delle mandorle.

Dopo il giro nell’aia Concetto, il proprietario, e suo figlio, hanno accompagnato i ragazzi nella preparazione dei biscotti e del latte di mandorla, facendogli riscoprire l’antica ricetta tramandata da nonna in nonna. Prodotta senza i panetti, può essere bevuta con o senza zucchero. Una delle tante prelibatezze che i ragazzi hanno avuto la fortuna di poter degustare a km ultra-zero, grazie a Concetto, ai suoi valori della cultura contadina e del rispetto della natura.

Antonia Teatino invece, si è occupata degli orti scolastici accompagnando i bimbi nelle varie attività: dalla creazione degli spaventapasseri per l’orto, agli ebook sugli ortaggi fino a inventare degli erbari parlanti. Spiegando loro l’importanza dell’irrigazione a goccia per il risparmio idrico e di un terreno ricco di nutrienti e lombrichi per la buona crescita delle piante.

Seppur il tardare delle piogge ha messo a rischio quanto coltivato, i bambini hanno atteso pazientemente la nascita dei loro ortaggi imparando la cura e la responsabilità verso la natura.

Abruzzo in bassa quota

Nel Teramano i mestieri che vogliono bene alla terra sono arrivati in due istituti: un liceo scientifico e un alberghiero. Ad accomunarli un’azienda casearia che fa formaggi di capra a latte crudo a Tortoreto.

«I ragazzi della terza e quarta superiore, dopo aver approfondito gli argomenti in aula, hanno svolto due laboratori differenti – racconta la referente Alessandra Orsini -. Il primo incentrato sui processi chimici di trasformazione e lavorazione del latte, sul percorso produttivo dalla stalla fino al risultato finale e sul benessere dell’animale. Il secondo incentrato sulla vita del pastore e i suoi ritmi, sulla cura dell’animale, la pulizia».

A raccontarsi è stato il casaro Salvo, titolare dell’azienda La Capra Fenice. Colpito dal terremoto nel 2016, oggi è l’orgoglio della zona nonché l’unico a produrre formaggi a bassa quota. I ragazzi sono stati affascinati dal suo lavoro e dai suoi gustosi formaggi genuini.

Altra attività come i laboratori sensoriali o la creazione di etichette narranti hanno poi consentito ai giovani studenti di capire l’importanza di un cibo buono, pulito, giusto e sostenibile.

I frutti dell’Emilia-Romagna

Tra attrezzi e innaffiatoi colorati, a Finale Emilia (Mo) i bambini si sono sbizzarriti a conoscere la vita che c’è sopra e sotto la terra di un orto.

Luisella Verderi, insegnante e referente del progetto per l’Emilia-Romagna, riferisce dell’entusiasmo di insegnanti e bambini nel restituire vita al giardino scolastico.regioni che vogliono bene alla terra

Tra le classi protagoniste del progetto Mestieri che vogliono bene alla terra, la seconda C di pasticceria dell’istituto Statale di Istruzione Superiore Agraria e Alberghiera “G.Raineri” – “G.Marcora” ha lavorato sul Presidio Slow Food della pera nobile, un frutto autoctono poco conosciuto che i ragazzi, guidati dall’insegnante di cucina, hanno valorizzato rendendolo protagonista di piatti innovativi.

Per conoscere meglio la storia di questa pera hanno poi visitato l’azienda Campo dei frutti e imparato come la pianta deve essere irrigata, trattata e curata dal contadino.

I ragazzi dell’istituto Fulcieri hanno lavorato invece sul raviggiolo, raro antico latticino dell’Appennino tosco-romagnolo anch’esso tutelato da un Presidio Slow Food, imparando l’importanza dell’etichetta narrante. Per poi degustare pani locali e apprendere la differenza tra il lievito madre e quello in panetto, in preparazione dell’incontro con il proprietario dell’azienda I Tirli che dalla coltivazione trasformazione del grano produce pane con lievito madre cotto a legna.

Umbria incontaminata

Le erbe aromatiche sono state uno degli ingredienti principali delle attività svolte in Umbria. All’interno degli orti scolastici, i bambini hanno scoperto la soffice salvia o il pungente rosmarino, interrando le piantine e avendone cura, per poi affidarle alle cuoche della scuola che hanno trasformato le foglioline verdi in profumati piatti. regioni che vogliono bene alla terra

Anche gli alunni delle classi prima, seconda e terza dell’alberghiero di Spoleto hanno potuto approfondire il mondo delle erbe spontanee. Monica Petronio, responsabile dei progetti, li ha accompagnati sui campi per osservare le piante di roveja, un legume Presidio Slow Food, quelle di piselli selvatici e apprendere i loro usi alimurgici.

Filiera corta, stagionalità, dieta mediterranea e valore nutrizionale: a completare i temi affrontati in classe, le degustazioni con particolare attenzione per l’olio, con la guida di una formatrice per poter assaporare al meglio tutte le caratteristiche organolettiche.

L’Azienda agricola biologica Natura e gusto di Maria De Nicolo è stata la meta scelta per il progetto Mestieri che vogliono bene alla terra. I ragazzi hanno potuto ammirare la bellezza dei paesaggi agricoli circostanti e la libertà con cui gli animali – mucche, pecore e maiali – sono allevati.

A cura di Andrea Morelli, a.morelli@slowfood.it

L’iniziativa rientra nell’ambito di Slow Food in Azione, le comunità protagoniste del cambiamento – fase 2, un progetto finanziato dal Ministero per il Lavoro e le Politiche Sociali, Direzione generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese. Il progetto, della durata di 18 mesi, ha l’obiettivo di promuovere un’agricoltura sostenibile, di promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico e di educare a modelli sostenibili di consumo e produzione.
Il progetto degli orti scolastici è storicamente sostenuto da Pastificio Di Martino e Irritec. Nel 2023 – grazie al sostegno di UniCredit – Slow Food ha deciso di rilanciarlo coinvolgendo 100 nuove classi in tutta Italia. Il prossimo 11 novembre, in occasione della tradizionale giornata di festa nazionale del progetto, oltre ventimila alunni di 1200 classi in più di 330 scuole avranno l’occasione per avvicinarsi al tema dello spreco alimentare, seguendo attività finalizzate a ridurre gli atteggiamenti scorretti sia a scuola sia a casa.