Negli allevamenti a pascolo, gli animali vivono all’aperto per gran parte dell’anno e crescono mangiando soprattutto erba (da prati dove crescono molte specie vegetali), fieno e qualche cereale.

Avere la possibilità di trovarsi in uno spazio aperto migliora la vita degli animali e non si manifestano comportamenti aggressivi.

In condizioni ottimali, le stesse aziende agricole in cui vengono allevati gli animali producono anche mangimi (cereali e legumi) o, se ciò non è possibile, il mangime proviene da un’azienda agricola vicina.

I vitelli e i maialini nascono nell’azienda agricola e vengono lasciati con le madri per un periodo più lungo.

È più facile prevenire la diffusione di malattie in una piccola azienda agricola che in una fattoria industriale con centinaia o migliaia di animali, e gli antibiotici non sono di solito necessari in piccoli allevamenti.

Gli animali, nelle aziende agricole di piccola scala, vivono più a lungo, non sono mutilati e vengono macellati in modo da evitare il più possibile paura e dolore.

Gli animali non percorrono lunghe distanze per raggiungere i macelli.

È più facile e più comune allevare razze locali in aziende di piccolo scala. Le razze locali non solo sono adatte a vivere all’aperto, ma in molti casi non riescono a prosperare in ambienti confinati.

L’allevatore conosce ogni animale e lo nutre, lo fa vivere in un ambiente pulito e si prende cura di lui giorno per giorno. Gli animali lo riconoscono e si fidano di lui.

Il risultato di queste pratiche è una vita migliore per gli animali, un legame più rispettoso con la terra (che aiuta a conservare la fertilità del suolo e la biodiversità) e, alla fine, una carne migliore.

Mangia meno carne, di miglior qualità: è buono per te e per il pianeta!

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