Germogli di speranza

L’editoriale di Serena Milano, direttrice Slow Food Italia

Abbiamo gettato manciate di semi e ora vediamo i primi germogli. Lo potremmo raccontare così il 2021. Gli anni della pandemia hanno ribadito con crudezza l’importanza del fattore “tempo”: quello che ci rimane per porre un freno alla perdita di biodiversità, alla crisi ambientale e sociale.

Per questo, nonostante tutto (restrizioni, relazioni rarefatte, eventi che si sono trasferiti su piattaforme virtuali) non ci siamo fermati mai e abbiamo lavorato non solo per gestire, ma soprattutto per rilanciare i nostri progetti, avviarne di nuovi, rafforzare quei contenuti e quei valori che indicano il percorso e danno una precisa direzione a ogni nostra azione. Progetti Slow Food 2021

Nuove geografie per il pianeta

Il congresso di Slow Food Italia (luglio 2021, Genova) ha raccolto l’eredità politica degli anni precedenti: dalle istanze della dichiarazione di Chengdu, che ha spalancato le porte della nostra associazione alle comunità, all’appello urgente all’azione collettiva, che ha messo a fuoco i pilastri dell’azione di Slow Food, ai contenuti di Terra Madre 2020, in particolare la sollecitazione a cambiare paradigma, immaginando nuove geografie e ridisegnando il pianeta per comprenderne meglio la complessità e le interdipendenze.

Nuove progettualità

Sulla base di queste fondamenta, il Congresso ha indicato la strada per i prossimi anni e alle dichiarazioni sono seguite azioni concrete, che hanno portato elementi di novità in ogni progettualità e che hanno permesso di riannodare – con pazienza e costanza – tanti fili che si stavano un poco allentando. Così, ad esempio, nell’ambito dell’educazione, ha preso forma l’idea di una formazione permanente per tutte le reti di Slow Food (il percorso Food to Action e la nascita dell’Accademia popolare del gusto ne sono i primi segni), l’Alleanza dei cuochi ha fatto passi avanti per diventare sempre più contenitore di istanze politiche (rimodulando le proprie linee guida alla luce di un maggiore impegno sulle produzioni locali e l’ambiente, e allargando il proprio raggio di azione alla ristorazione collettiva e agli istituti alberghieri), i Presìdi hanno posto le basi per due rivoluzioni: trasformare i produttori in soci e attivisti Slow Food e mettere in opera una grande operazione di trasparenza, l’etichetta narrante, diventata obbligatoria per tutti.

La capacità di leggere la realtà con lenti nuove ci ha spinti a riflettere, in occasione di Cheese, sul nostro rapporto con gli altri esseri viventi (gli animali allevati, gli insetti impollinatori, i microrganismi nel suolo), a occuparci di aree interne (portando l’attenzione per il cibo e la biodiversità al Tavolo per l’attuazione del Piano Nazionale Borghi), a dialogare con i migranti e le associazioni che si occupano di accoglienza (come quelle che a Trieste, ogni giorno, accolgono chi arriva dalla rotta balcanica).
Questo bilancio sociale cerca di raccontare questo nuovo inizio, con i suoi primi germogli.

Affideremo al 2022 il racconto del primo raccolto.

 

Trovi l’il Bilancio sociale 2021 di Slow Food Italia qui

Progetti Slow Food 2021