Campagna olivicola 2021: ecco come sarà l’extravergine italiano ultima puntata

Chiudiamo il nostro viaggio nelle regioni italiane, fra emergenza climatica e incendi, per capire come sarà l’olio di quest’anno. Per finire vi riportiamo quanto successo in Sardegna, Sicilia e, last but not least, Toscana

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Sardegna

Anche in Sardegna l’andamento climatico non favorevole nel corso del 2021 ha pesantemente inciso sulla produzione olivicola che risulta inferiore alla precedente e vede una previsione produttiva intorno alle 3.000 tonnellate di olio.

Un periodo di siccità durato oltre sei mesi, accompagnato da venti di scirocco con frequenza non usuale e incendi che hanno distrutto oltre 600 ettari di oliveto nel Montiferru, è la conseguenza diretta sul territorio sardo dell’emergenza climatica globale. Unica consolazione che accomuna la Sardegna ad altre parti d’Italia è la pressoché totale assenza di danni causati dalla mosca dell’olivo che, grazie alle temperature alte e alla scarsa umidità, non è riuscita quasi a riprodursi.

Nel nord Sardegna la carica è discreta nella zona di Sassari, Ittiri, Sorso, Sennori e Alghero.

Nel Montiferru, purtroppo gli incendi hanno incenerito gli oliveti a Cuglieri, Sennariolo e Tresnuraghes, mentre la produzione è buona a Seneghe, Bonarcado, Paulilatino.

Nell’oristanese (Cabras, Oristano, Riola Sardo, Nurachi), la produzione si mantiene ancora molto bassa. Si riscontra una buona produzione nel Nuorese, a Oliena, Nuoro, Bolotana, Orosei, Dorgali, Siniscola. Nel sud Sardegna, in particolare a Dolianova, Ussana e Gonnosfanadiga, l’annata risulta di scarsa produzione mentre si prospetta discreta a Villacidro.

Sicilia

Da alcune settimane le piogge, agognate durante i lunghi mesi di caldo torrido, si stanno susseguendo in Sicilia con fenomeni temporaleschi anche di notevole intensità. Alle inondazioni e ai disastri in città e campagne della Sicilia orientale, alle bombe d’acqua, fra l’altro in alcune isole minori, si sono aggiunte le alluvioni di questi giorni nell’Agrigentino e le piogge scroscianti e ininterrotte che stanno altresì mettendo a dura prova altre province. Come questi eventi climatici, estremi quanto ormai ricorrenti, stiano fra l’altro incidendo sulla campagna olivicola tuttora in corso, in parte è già evidente.

previsioni extravergine italiano 2021

In certe zone la raccolta è stata ulteriormente ostacolata dalle piogge intense di cui si diceva, comportando la presenza sugli alberi di frutti troppo carichi di acqua e necessità di accelerare il prelievo dalle piante. Ora, chiaramente, queste problematiche non sono identiche in una regione grande come la Sicilia, dove non mancano diversità microclimatiche di rilievo e dove ci sono produttori che hanno già da qualche anno modificato il personale calendario di raccolta, adeguandosi alle trasformazioni climatiche in atto. Per i dati produttivi definitivi ed effettivi di questa annata e per gli aspetti qualitativi bisogna ancora attendere la fine di una campagna olearia ardua come non mai, sebbene non manchino gli ottimisti che si sbilanciano nel prevedere per gli oli siciliani un’annata qualitativamente di buon livello.

Nella Sicilia orientale, in aree come quella degli Iblei e sull’Etna, il calo produttivo non è certo quello di una normale annata di scarica. In base a quanto ci raccontano olivicoltori e frantoiani. Nelle zone dove è diffusa la Tonda Iblea è al momento indicata una riduzione del 50%, ma in alcuni casi la percentuale negativa potrebbe aumentare. Significativo il calo produttivo pure nelle zone del Ragusano e del Siracusano dove è rilevante la presenza della cultivar Moresca. Per molti non ci sono dubbi sulla responsabilità da attribuire innanzitutto al clima siccitoso in aumento, al caldo eccessivo già manifestatosi fra maggio e giugno durante la mignolatura, seguito nei mesi successivi dalle ondate di temperature torride.

Negli oliveti etnei si è riscontrato un rallentamento nella maturazione delle olive, a cominciare dalla territoriale Nocellara Etnea, dovuto al forte caldo. Questo ha determinato il considerevole ritardo della fase di raccolta che di solito nei versanti vocati dell’Etna – ad esempio nell’area di Bronte, Maletto e di altri comuni – comincia ai primi di ottobre. Situazione che si è verificata in altre aree della Sicilia, orientale e occidentale dove spiccano cultivar come la Biancolilla e la Nocellara del Belìce.

Nella Sicilia occidentale l’annata è stata particolarmente contrassegnata da una carenza di piogge per tutto il periodo da maggio a ottobre. La consolazione è che questo ha comportato la pressoché totale assenza di attacchi di mosca.

Per chi ha avuto la fortuna di poter irrigare, la prospettiva è di un’ottima annata, di grande qualità pur con rese basse, che si attestano sotto il 10%. La raccolta è ancora in corso, parzialmente ostacolata dalle piogge di inizio autunno anche se i produttori più accorti hanno già terminato, avendo iniziato la raccolta nella seconda metà di settembre.

Toscana

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Il segnale sulla campagna olearia 2021-2022 in Toscana si può riassumere in una affermazione: ovunque la raccolta è già terminata. Un’annata che ricorderemo, purtroppo, per il segno negativo della quantità: poca la produzione, soprattutto a causa della gelata tardiva primaverile e poi della siccità estiva che hanno, di fatto, dimezzato la raccolta. I numeri con il segno meno sono pesanti: meno 50% ma, in alcune aree, anche meno 75%. Dati alla mano, si va dai venti chili di olive a pianta a rari casi di ottanta chili di olive a pianta. Solamente i produttori che si sono avvalsi dell’irrigazione di soccorso hanno in parte ridotto il danno.

È stata una strana campagna olearia non solo per la bassa quantità, ma anche per l’anomala maturazione anticipata di tutte le cultivar di oliva. Varietà di olive generalmente considerate tardive, quali Moraiolo e Leccio del Corno (in altre annate la loro raccolta sarebbe iniziata in questi giorni), quest’anno a fine ottobre erano già in frantoio. I primi assaggi rivelano oli rispecchiano l’annata, da eccellenti a “strani”, quasi “confusi”, se possiamo usare questi termini.

 

 

Leggi il quadro generale della produzione: Il raccolto 2021 tra crisi climatica e incendi

Per saperne di più visita Slow Olive la sezione del nostro sito dedicata all’olio.

A cura di Mauro Pasquali con la collaborazione di Bruno Scaglione, Antonio Attorre, Franco Saccà, Carmelo Maiorca, Saverio Pandolfi, Sonia Donati, Marco Antonucci, Angelo Lo Conte, Francesca Rocchi, Stefano Asaro, Pino Giordano, Marcello Longo, Pietro Paolo Arca, Lamberto Albonetti, Stelio Smotlak

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