Premio Slow Pack: ecco i vincitori!!

La concorrenza fra i prodotti non riguarda solo le loro qualità e le loro caratteristiche organolettiche, ma anche il contenitore che li accoglie e attraverso il quale vengono presentati al grande pubblico. Questo ha fatto in modo che nel corso del tempo l’importanza riconosciuta al packaging fosse quasi maggiore del valore del prodotto stesso, fino ad arrivare alla situazione parossistica in cui il peso del contenitore supera quello del prodotto consumabile. Tutto ciò ha portato a un uso indiscriminato di materiali per il packaging che fossero a basso costo per il produttore ma a un altissimo costo in termini di impatto ambientale. 

Negli ultimi anni però si è sviluppata una controtendenza che, a partire da fenomeni come quello della vendita di prodotti sfusi, ha fatto emergere un altro valore del packaging: la sua importanza dall’ambito semplicemente estetico si è spostata all’ambito ambientale. In questo processo il ruolo del consumatore si è evoluto: grazie a un utilizzo più consapevole del proprio potere d’acquisto infatti l’acquirente è diventato coproduttore in grado di influenzare positivamente con le sue opinioni il processo di creazione del packaging.

L’uso di materiali di riciclo e riciclabili, insieme all’impiego di inchiostri vegetali e alla riduzione della quantità di plastica hanno reso il campo del pack il primo in cui poter agire per condurre scelte sostenibili. Dal 2008  Slow Food ha indetto un premio che valorizza l’impegno delle aziende e dei piccoli produttori verso questo nuovo modo di concepire la confezione. Questo riconoscimento che all’inizio riguardava esclusivamente i Presidi Slow Food, dal 2010 è arrivato a coinvolgere progressivamente anche i Presidi Internazionali, fino a includere ogni espositore partecipante all’evento.

Alla premiazione di quest’anno, voluta in occasione del Salone del Gusto e Terra Madre, hanno preso parte decine di espositori, provenienti da tutto il mondo, suddivisi in quattro categorie.
And the winners are…


Sezione “Narrazione della qualità del prodotto”

Azienda De Matteis Agroalimentare Spa di Avellino
Per aver indicato con chiarezza sull’etichetta molti elementi utili al consumatore per acquisire non solo le informazioni previste dalle norme di legge (ingredienti, valori nutrizionali, scadenza, dati sul produttore e sul luogo di origine e provenienza, quantità del prodotto e modalità di conservazione), ma anche informazioni aggiuntive: le caratteristiche della varietà “Armando” (colore della spiga, altezza e maturità, forma della granella, epoca di spigatura e caratteristiche qualitative) e garanzie sull’impiego di grani italiani, di cui è individuabile on line la filiera. Sulla confezione compostabile, stampato con inchiostri ecologici e assemblata con colle biodegradabili, sono inoltre presenti marchi specifici che attestano la sostenibilità ambientale dell’imballaggio e indicano le modalità di smaltimento. 

Sezione “Tecniche e materiali innovativi”
 

Azienda agricola Zavoli di Saludecio (Rn)
(Presidio Slow Food della razza suina mora romagnola)  
Per aver utilizzato un imballaggio innovativo ma, al tempo stesso, tradizionale, realizzato con elementi naturali, degradabili, evitando connessioni nocive che ne compromettessero la separazione materica e la dismissione a fine vita; nonché per aver creato un imballaggio che apportasse migliorie al prodotto (una maggiore conservabilità e una minore perdita di umidità) data la peculiare impermeabilità e al tempo stesso traspirabilità della cera d’api; e l’impiego di un packaging costruito con ingredienti reperiti sul territorio di produzione (principio del “chilometro zero”) nell’ambito dello stesso comune.   


Sezione “Filiera del packaging primario, secondario, terziario”


Gaia società semplice agricola di Montoro (Av) 
Per aver scelto una filiera del packaging rispettosa dell’ambiente, basata sull’utilizzo di materiali ecosostenibili e, in particolare, per l’impiego di un packaging costituito da materiali reperiti sul territorio comunale di produzione, determinando così un accorciamento della filiera produttiva nell’ottica del principio del “chilometro zero”; per aver creato un imballaggio le cui connessioni si fondano esclusivamente su incastri, evitando connessioni inutili che ne compromettano la riciclabilità, rispettando così i principi di riduzione materica e di facile disassemblabilità

Sezione “Tecniche di imballaggio tradizionali”


Presidio Slow Food del Motal (Armenia)
Per aver preservato nel tempo una tecnica antichissima, ultrasecolare, che è al tempo stesso funzionale alla conservazione del formaggio caprino e all’imballaggio dello stesso. La lavorazione della terracotta è una delle attività più antiche d’Armenia – nel Paese esistono ancora case di questo materiale (costruite nella terra e coperte da tetti di paglia) – così come risale ad almeno 5000 anni fa la tradizione di conservare i cibi in otri e anfore: non solo il formaggio, ma anche il vino, i cereali, e così via. L’imballaggio è in materiale degradabile, riciclabile, oltre che di grande valore storico e culturale.

a cura di Federico Cappellin – Francesca Briz