Pierre Rabhi: l’agroecologia perde uno dei suoi padri

Si è spento a 83 anni il contadino-scrittore e filosofo, amico di lunga data di Slow Food

Contadino, filosofo e pioniere dell’agroecologia, si è spento ieri sera a 83 anni Pierre Rabhi. Algerino, trasferitosi in Francia negli anni Sessanta, è stato esperto internazionale per la lotta contro la desertificazione, ha scritto numerosi libri, dato il via alla rete Colibris e negli anni Novanta ha fondato l’associazione Terre&Humanisme che con oltre 60 mila aderenti promuove i princìpi di una agricoltura sostenibile.

 

«Ho iniziato a coltivare prendendo atto che quando la terra manca di fertilità o è devastata dalla siccità, bisogna ristabilire l’equilibrio tra i vari elementi naturali piantando molti alberi, imparando a gestire e conservare l’acqua, usando tecniche diverse per riparare i danni subiti dall’ambiente»

Ci raccontava Pierre Rabhi in una intervista solo qualche anno fa. Per lui l’agroecologia non era solo un metodo di coltivazione ma una chiave di lettura: capovolge il sistema dell’agrobusiness, si prende cura delle risorse naturali e valorizza la biodiversità: ci offre delle buone pratiche. Un orto è un atto politico, di resistenza.

«Dovremmo spiegare bene che oggi tornare alla terra non è più tornare alla miseria – quest’ultima abbiamo la tecnologia per evitarla – ma tornare alla dignità, alla bellezza. E Pierre ne era testimone quotidiano», lo ricorda Carlo Petrini, amico di lunga data.

Slow Food continuerà ad avviare orti in tutto il mondo e a difendere l’agroecologia come modello di sviluppo perché sì, crediamo ancora, oggi più che mai, che un altro mondo sia possibile.