Petrini: le Nbt non sono un cibo buono, pulito e giusto

A seguito dell’articolo apparso sull’Avvenire in data 18 ottobre 2019 a firma Paolo Viana, Carlo Petrini tiene a precisare che:

  • non ha affermato che le New Breeding Tecnique (Nbt) sono un cibo buono, pulito e giusto;
  • non ha chiesto “sia rivista la sentenza della Corte europea che vieta di sperimentarle”.

Non l’ha fatto né durante la presentazione del Rapporto di Sostenibilità 2018 dell’Università di Scienze Gastronomiche menzionata dal giornalista né in nessuna altra occasione.

Carlo Petrini e Slow Food assistono preoccupati a un’incessante pressione verso la strada delle biotecnologie come unico strumento per restituire competitività alla nostra agricoltura senza pensare agli insegnamenti dell’agroecologia quale strumento essenziale per garantire rigenerazione e tutela della biodiversità nelle nostre campagne.

L’associazione fondata da Carlo Petrini ha combattuto e combatte tutt’oggi la deriva industriale degli Ogm ed è fortemente preoccupata delle conseguenze di biotecnologie che oggi vengono presentate come meno invasive degli Ogm ma che rischiano, allo stesso modo, di alterare gli equilibri sociali ed ecologici delle nostre campagne e del lavoro di migliaia di agricoltori di piccola scala.

Le Nbt sono ottenute mediante mutagenesi diretta (che consente la modificazione diretta del Dna di piante o animali) ma, a differenza degli Ogm, non includono geni estranei. Ancora una volta, però, si trascura il fatto che l’agricoltura non è una materia da laboratorio, dove tutto avviene in un ambiente controllato. Non si tengono in considerazione i fattori esterni come la pressione ambientale, l’equilibrio degli ecosistemi e la crisi climatica, negando il valore del lavoro dell’agricoltore e della selezione in campo.

Accogliere le biotecnologie senza fare le opportune valutazioni predispone al rischio di ripercorrere errori del passato pensando solo alle dinamiche del momento, senza sviluppare una visione di lungo periodo.

Detto questo, Carlo Petrini e Slow Food ritengono che in materia di Nbt sia necessario uno studio approfondito sicuro, pubblico e indipendente e che queste tecnologie debbano essere fuori dalle logiche di brevettazione. Su questo punto la posizione di Slow Food è netta e valida a cominciare dai semi.

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo