Pere di stagione: mille e uno Presìdi Slow Food da scoprire

Ci sono molte varietà di pere che maturano in questo periodo e sono tutte un ottimo espediente per rinfrescarsi un po’, introdurre nel corpo liquidi e zuccheri quando tendiamo a disidratarci troppo e che infine rappresentano sempre un piacere frugale ma molto intenso.

Cominciamo, anche per dovere di “appartenenza” a raccontarvi di un Presidio Slow Food tra i più nuovi, che riguarda una pera della Basilicata, la signora, o signura, della Valle del Sinni. Matura da luglio in poi, è piccola, di peso variabile da 35 a 60 grammi, di colore giallo alla raccolta e con screziature rosso intenso che si sviluppano quando matura pienamente e oltre. Ha polpa bianca, molto profumata, è delicata nel profumo e nella consistenza, da mangiare al momento della raccolta oppure ottima per la trasformazione in sciroppati, marmellate ed essiccata. Una chicca locale, che se siete del luogo o in vacanza da quelle parti non potete perdervi.

Pera Signora della Valle del Sinni, Presidio Slow Food

Altre varietà e altri Presìdi Slow Food

Ma ci sono anche prodotti più accessibili, più facilmente reperibili in gran parte del Paese. In questo momento abbiamo le pere morettine, le guyot e le carmen tra le più diffuse, coltivate in grande quantità in Emilia-Romagna ma non soltanto. Costano tutte tra i due euro e cinquanta e i tre euro al chilo, come anche le coscia, piuttosto pregiate, che però si vendono a tre euro e mezzo al chilo, sopratutto se provenienti dalla zona dell’Etna, in Sicilia, dove sviluppano qualità organolettiche superiori.

Tornando in Emilia-Romagna, e più precisamente in Romagna, in Alta Valle del Savio, in provincia di Forlì-Cesena, tra non molto si inizierà a raccogliere la mitica pera cocomerina, un altro Presidio Slow Food ma questa volta di lunghissima data. Questa pera tagliata in due sembra davvero un minuscolo cocomero, con polpa bianca caratterizzata da fittissime striature di un rosa intenso, quasi rosso.

Pera cocomerina, Presidio Slow Food

Tra i Presìdi ricordiamo poi il pero misso della Lessina, una varietà tardo autunnale che si salvaguarda più per l’albero stesso che non per il frutto. Ne esistono soltanto circa 200 esemplari in Veneto (di cui uno vecchio 200 anni!), ed era già citato ne “La Pomona Italiana”, un compendio di immagini e descrizioni di alberi fruttiferi realizzata dall’agronomo Giorgio Gallesio tra il 1817 e 1839 e vero riferimento per ogni studioso (oltre a essere un libro bellissimo).

Insomma, in Italia abbiamo pere per tutti i gusti, cercate, cercate…

Carlo Bogliotti, c.bogliotti@slowfood.it
Da La Stampa del 25 luglio 2020

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