Parlamento Europeo: nuova forte presa di posizione per la difesa di api e apicoltura

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A distanza di solo un anno dalla precedente risoluzione nell’autunno 2010 il Parlamento europeo, ha dedicato un ampio dibattito al declino di api e apicoltura e approvato la risoluzione che impegna le istituzioni comunitarie a proteggere, finalmente, gli insetti dal rischio d’estinzione.

Il Parlamento riconosce ufficialmente l’apicoltura quale ”servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, modello di produzione sostenibile nel contesto rurale, pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico”.

La stima è che l’84% delle specie di piante e il 76% della produzione di cibo in Europa dipende dall’impollinazione. Il settore dell’apicoltura è fonte di reddito per più di 600mila cittadini europei.

“L’impollinazione, è un bene comune per tutta l’agricoltura europea, può essere preservata soltanto con un’azione comune di tutti gli Stati membri” ha dichiarato Csaba Sándor Tabajdi, autore della risoluzione, approvata con 534 voti a favore, 16 contrari e 92 astensioni.

La nuova risoluzione del Parlamento individua come urgenti e necessari i seguenti indirizzi:
• Maggiore sforzo della Ue per la ricerca di nuove cure veterinarie e maggiore flessibilità delle regole per autorizzare e rendere disponibili prodotti veterinari per l’apicoltura.
• Attivazione e armonizzazione di sistemi di sorveglianza nazionali con un ‘innalzamento della capacità d’iniziativa tra Stati membri, laboratori, apicoltori, agricoltori e industria.
• Evitare l’utilizzo di antibiotici per il loro impatto sulla qualità dei prodotti apistici e i conseguenti fenomeni di resistenza agli stessi.
• Ridurre l’impatto di agenti tossici, come i pesticidi, nell’ambiente.
• Istituire adeguati sistemi nazionali di sorveglianza, in stretta collaborazione con le associazioni apistiche.
• Svolgere ricerche obiettive sui possibili effetti negativi delle coltivazioni Ogm sulla salute delle api.
• Garantire che i prodotti apistici d’importazione siano ottenuti con analoghi criteri di salute degli animali a quelli utilizzati in Europa; evitare di introdurre in ambito comunitario altre malattie esotiche.

Una parte consistente dell’aula ha poi votato a favore di un emendamento alternativo, che non è passato, per una più netta presa di posizione sull’incauto uso agricolo di pesticidi. L’europarlamentare Michele Rivasi, della Commissione Ambiente, ha dichiarato: “Non possiamo ignorare la vera e principale causa del declino degli alveari. Gli accertamenti scientifici hanno dimostrato l’impatto mortale dell’esposizione a basse dosi di pesticidi. La nostra azione deve essere maggiormente guidata dal principio di precauzione. La risposta necessaria per fronteggiare la crisi delle api è smetterla con la monocoltura intensiva”.

Per Francesco Panella, apicoltore di mestiere e presidente dell’Unione Apicoltori Italiani: “Nonostante la forte pressione sui parlamentari della lobby di chimica e d’agroindustria il risultato finale d’aula è di grande importanza e indirizzo. E’ infatti importante che Ue e Stati si facciano finalmente carico direttamente del declino di api e insetti. In effetti, non appena si dà modo alla ricerca pubblica di svolgere il suo lavoro senza condizionamenti, come è accaduto in Italia con la ricerca pluriennale di Apenet, si evidenzia quanto l’uso incauto ed eccesivo della chimica faccia comodo solo a chi la vende, e come crescente diffusione della monocoltura in successione e uso di armi sempre più potenti generino effetti incontrollabili e impatti ambientali inaccettabili. E’, infatti, oramai accertato scientificamente che i concianti per la difesa del mais sono killer d’api, mentre si è validata una volta di più quale migliore pratica di difesa fitosanitaria della coltura di mais la vecchia e incomparabilmente efficace pratica della rotazione delle colture”.

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