Dalla rete di Slow Olive arrivano le testimonianze, il racconto del territorio, tutta la biodiversità e un bello spaccato della nostra bell’Italia dell’olio.

 

Extravergini, una guida per uscire dall’anonimato

Extravergini 2021, con le 838 aziende segnalate e i 1328 (tra i 1500 assaggiati) oli di qualità recensiti, è una guida indispensabile a disposizione del consumatore per districarsi nel complesso e affascinante mondo dell’olio, mentre per le aziende è un autorevole strumento per raccontarsi e promuovere il proprio lavoro. Da oltre 20 anni la Guida agli Extravergini di Slow Food Italia non si accontenta di offrire uno spaccato dell’Italia dell’olio completo e ricco di particolari, ma vuole essere un incentivo al confronto e al miglioramento continuo per tutto il comparto. E un invito a conoscere più da vicino per toccare con mano la grande biodiversità, sapienza, terra c’è dietro a una semplice goccia di extravergine

Trovate qui tutti i premi e i dettagli sulla guida.

Qui invece potete acquistare la guida.

La biodiversità dell’ulivo in Italia

L’Italia è la nazione con la maggiore diversità olivicola di tutto il​ ​Mediterraneo e quindi del mondo. Gli esemplari che vedete in questo video, molti dei quali secolari, sono stati conservati nel tempo grazie alla caparbietà e al forte senso di appartenenza di popoli antichi. Chi si è impegnato per conservare tutta questa diversità ci ha regalato paesaggi meravigliosi e ulivi che garantiscono frutti con proprietà organolettiche uniche. Valorizzate dalle moderne tecnologie che sono oggi in grado di esaltare il passato e confermare il grande potenziale degli oli extravergini italiani. Tutti interessanti e tutti diversi. Di seguito vi presentiamo la grande ricchezza e biodiversità del Sud, del Centro e del Nord d’Italia. A cura della rete di Terra Madre Olive.

 

 

Terra Madre Olive: storie di popoli e paesaggi.

Una conferenza dedicata al ruolo dell’olivicoltura nel paesaggio mediterraneo

Un immenso oliveto, esteso per milioni di ettari costituisce da secoli uno dei caratteri distintivi del paesaggio agrario del mediterraneo. Il merito di questa straordinaria diffusione va all’instancabile opera di generazioni di contadini che hanno saputo coltivare l’olivo in questi territori. Legata all’olivo, alle olive e all’olio, si è sviluppata un’economia fatta di complessi rapporti tra olivicoltori, frantoiani e mercanti, capace di “segnare” il territorio, di determinare usanze e comportamenti, di costruire attraverso i secoli una civiltà dell’olivo giunta quasi inalterata fino ai giorni nostri.

Questo video è la registrazione di un incontro (inserito nel calendario di Terra Madre 2020) in cui i rappresentanti della rete hanno potuto confrontarsi sulle problematiche che mettono a rischio la sopravvivenza di questo tipo di olivicoltura e le buone pratiche messe in atto dalle comunità per salvaguardarla.

 

L’insalata irpina di olive deamarizzate

Ilaria Minichiello ci presenta questa gustosa varietà di olive

La presenza dell’olivicoltura nelle valli del fiume Ufita e Calore ha origini antichissime, come testimoniano la presenza di olivi secolari, resti di antichi frantoi e anfore di terracotta per la conservazione e tanti scritti in merito. Ilaria Minichiello, responsabile della comunità di Terra Madre dei coltivatori di oliva ravece, che unisce produttori e frantoiani, ma anche studiosi, ristoratori e co-produttori, ci presenta questa varietà, le sue caratteristiche e una lavorazione particolare chiamata deamarizzazione, fatta appunto per privare le olive del loro sapore amaro e renderle pronte al consumo come olive da tavola. Si tratta di un procedimento antico che prevede il riposto delle olive in un impasto di acqua, calce e cenere, e successivamente in una soluzione di acqua e sale. Dopo questo periodo, le olive saranno pronte per essere gustate in un’insalata saporita, con alici, aglio, peperoni e – ovviamente – olio extravergine di oliva. I Come si fa? sono un nuovo format di Terra Madre Salone del Gusto

 

Slow Olive presenta le cultivar: la minucciola

 

Slow Olive presenta le cultivar: la contarina

 

Slow Olive presenta la  Liguria