Olio, le due isole: exploit della Sardegna, piccolo calo in Sicilia

Un calo contenuto ha caratterizzato l’annata produttiva in Sicilia, meno 15%, anche se, come vedremo, con profonde differenze fra la Sicilia centro occidentale e quella orientale. A questo dato si contrappone il quasi 10% in più di produzione in Sardegna anche se i numeri assoluti sono ben diversi.

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Sardegna

Olio isole 2021. Unica regione in controtendenza, quindi, nel panorama del Sud Italia, la Sardegna, con un aumento produttivo attorno al 10% più o meno equamente distribuito su tutto il territorio regionale. Quasi ovunque buona la sanità delle olive, grazie al contenuto attacco della mosca tenuta a bada dalle alte temperature estive e di inizio autunno. La piovosità del mese di novembre ha ritardato, in alcuni casi, le operazioni di raccolta, senza, tuttavia, pregiudicare la qualità del prodotto.

Olio isole 2021

Si conferma, quindi, quanto accaduto negli ultimi decenni, con il progressivo e netto miglioramento della qualità delle produzioni olearie sarde, determinato sia dall’adozione di moderni impianti di estrazione a ciclo continuo che dalla razionalizzazione e meccanizzazione delle tecniche colturali dell’oliveto.

Sicilia

Un anno fin da subito problematico, il 2020, per la Sicilia centro occidentale dal punto di vista climatico. Una piovosità inizialmente diffusa e insistente si è trasformata, dal mese di maggio, in una presenza costante del sole, con sbalzi di temperatura e umidità che hanno attivato più di un attacco di mosca. Queste estremizzazioni climatiche, anno dopo anno, costringono ad anticipare il momento di inizio di raccolta: in alcune zone, durante campagna olearia appena conclusa, si è cominciato a raccogliere intorno al 20 settembre. Nonostante il leggero calo quantitativo, nella Sicilia centro occidentale le olive raccolte hanno evidenziato una qualità generalmente migliore, nonostante le problematiche climatiche descritte in precedenza: merito degli agricoltori e dei frantoiani che hanno saputo trarre il meglio dalle drupe raccolte.

Olio isole 2021

Nella Sicilia orientale, in particolare nell’area comprendente le province di Siracusa, Ragusa e Catania, i risultati complessivi sono stati migliori delle previsioni fatte all’inizio della campagna olearia 2020-2021. Rispetto all’annata precedente la produzione è stata superiore sia in termini quantitativi, in particolare nel Siracusano, che qualitativi, specialmente nel Ragusano.

Se si entra nel dettaglio delle cultivar storiche e più diffuse, la Tonda Iblea conferma le sue prerogative qualitative, sebbene ormai da qualche anno le rese siano molto diminuite: aspetto che meriterebbe approfondimenti per valutare quanto impattano su questo le variazioni dei microclimi.  Bene anche la Nocellara dell’Etna che, così come la Tonda Iblea (ambedue varietà a media maturazione) è stata aiutata da favorevoli condizioni climatiche che, fra l’altro, hanno impedito attacchi di mosca olearia.

Lo stesso non si può dire per la Biancolilla, varietà a maturazione precoce. In questo caso ciò che si era visto sulle piante è stato confermato: produzioni decisamente basse e qualità pure, a causa di qualche attacco tardivo di mosca. Non così male, viceversa, la Moresca i cui problemi, a volte riscontrati, sono dati dalla precocità di maturazione non gestita nel modo opportuno durante la fase di raccolta.

A cura di Mauro Pasquali con la collaborazione di Bruno Scaglione, Marco Attorre, Franco Saccà, Carmelo Maiorca, Saverio Pandolfi, Sonia Donati, Marco Antonucci, Angelo Lo Conte, Francesca Rocchi, Stefano Asaro, Pino Giordano, Marcello Longo, Pietro Paolo Arca, Lamberto Albonetti e Stelio Smotlak

Per saperne di più visita slowfood.it/Olio

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