Olio extravergine, istruzioni per l’uso

L’acquisto dell’olio è spesso tra quelli più difficili. Non sempre abbiamo l’opportunità di incontrare un produttore o avere vicino un frantoio e molti di noi si vedono costretti a rivolgersi alla Gdo con tutte le insidie e le possibili frodi che coinvolgono questo prodotto in particolare. Proviamo allora a capire come difenderci da frodi o contraffazioni e sopratutto ad aggiungere qualche strumento che ci permetta di scegliere un olio buono, pulito, giusto e sopratutto sano.

Intanto vi rimandiamo ad alcune note tecniche che ci aiutano a capire che cosa significhi “prima spremitura a freddo” o perché alcuni oli “pizzichino” nella nostra sezione Slow Olive alla pagina Lo sai che. Inoltre vi ricordiamo le aziende segnalate dai nostri esperti. Vi ricordiamo che sono note che si riferiscono alla campagna olearia passata, ma intanto possono fornirci un’utile guida per conoscere i produttori di casa nostra: Scelti per voi – Gli extravergini selezionati da Slow Food . 

Prezzo

Quest’anno, una vera bottiglia da litro di olio extravergine d’oliva 100% italiano non dovrebbe costare meno di 8 euro. Al di sotto di questa cifra è lecito dubitare circa origine e qualità.

In questa indicazione, non rientrano le offerte, le promozioni e i sottocosto: spesso infatti l’extravergine viene usato come prodotto civetta, tanto che, al supermercato, 2 bottiglie su tre sono in promozione e vendute sotto costo.

Occhio all’annata di raccolta che, se presente, ci rivela che tutte le olive con cui si è fatto l’olio sono state raccolte nello stesso anno.

Ecco come si determina il prezzo:

Olivicoltore riceve 4,7 euro per un chilo d’olio.

All’ingrosso il prezzo poi sale a 5,5 euro.

Una volta lavorato dall’industria olearia ( e convertito costo litro/kg) il costo sale a 6,67 euro che comprende: Iva, stipendi di chi ci lavora, marketing e bottiglia.

Si aggiunge il profitto dell’industria che è intorno al 4% e il margine della Gdo mediamente il 15%

Il prezzo finale arriva dunque a 8 euro circa. Prezzi più bassi si aggiudicano le miscele comunitarie.

Frodi

Circa una bottiglia su due di extravergine contiene oli deodorati che vengono poi miscelati a oli italiani per dargli un po’ di sapore e raggiungere i parametri chimici e organolettici di base per essere etichettati come extravergini. «Dopo due mesi sullo scaffale questi oli al panel test risulterebbero adulterati» precisa Gennaro Sicolo, presidente di Italia Ovicola (organizzazione che coinvolge il 50% degli olivicultori in Italia) autore di questa ricerca.

Ma come si genera questa truffa?

In Italia si raccolgono le olive tra settembre e ottobre al punto giusto di maturazione, con una resa di 10 – 13 kg di olio ogni quintale di olive.

In Spagna e Tunisia la raccolta comincia a gennaio, quando la materia prima è molto matura, per avere una maggiore resa. Ma da un’oliva molto matura nasce un olio acido, tanto che per rimediare viene miscelato con un po’ di 100% italiano così da ottenere un leggero fruttato che ricorda l’oliva. Il prezzo? All’ingrosso queste partite d’olio deodorato costano intorno ai 2.2-2.4 euro al litro, ma al consumatore una miscela di oli comunitari costa almeno 5 euro… Ed ecco che il prezzo si conferma un indicatore (non certo l’unico) se non di qualità, della sua assenza.

Fonte: il Salvagente