Olio di comunità: alla Toccolana, in Abruzzo, la menzione speciale della Guida agli Extravergini 2024

“Per il primo anno presenta un olio comunitario facendo subito centro”. Così la Guida agli Extravergini 2024 introduce la Comunità di prodotto e territorio Toccolana, premiata con una delle cinque menzioni speciali. 

L’olio è della cultivar Toccolana, una varietà longeva, resistente ai parassiti che da secoli dimora nelle colline di Tocco da Casauria, piccolo comune dell’entroterra Pescarese, ai piedi del monte Morrone. Il risultato premiato in guida è il frutto di un progetto nato da lontano: un olio comunitario, merito del lavoro di trenta olivicoltori uniti per il territorio e per la promozione della sua cultivar identitaria. 

La nascita della comunità

«L’idea di questo progetto è nata nel 2014, quando ho partecipato per la prima volta a Terra Madre Salone del Gusto e sono venuto a contatto con il mondo delle comunità e dei Presìdi Slow Food». Stefano Di Giulio, titolare dell’azienda Giardini Di Giulio e referente della comunità, racconta che sono stati necessari circa dieci anni per concretizzare il suo progetto. Fondamentale è stato l’apporto del Gal Terre Pescaresi, grazie al quale, circa tre anni fa, si è costituita una prima comunità di progetto che ha coinvolto produttori e appassionati locali in corsi di potatura, gestione in campo, trasformazione e assaggio di olio.  

Al momento la Comunità di prodotto e territorio Toccolana conta circa 40 soci, tra produttori – tutte realtà medio-piccole della zona, dove ogni famiglia da sempre cura il proprio piccolo oliveto – e altre figure del settore, come ristoratori e appassionati (ne fa parte anche una cuoca dell’Alleanza Slow Food, Giovanna De Vincentiis). Da poco tempo si è costituita come Aps di cui Stefano è presidente, e nel 2023 ha raggiunto il primo importante risultato: un olio comunitario. Come?

«Le olive sono state raccolte tutte nello stesso momento, dalle 8 alle 10 del mattino, e poi le abbiamo portate a molire dall’amico frantoiano Claudio Di Mercurio, con cui negli anni abbiamo affinato le modalità migliori di spremitura della Toccolana» spiega Stefano, che ha creduto in questo progetto fin dall’inizio proprio per valorizzare e preservare l’unicità della Toccolana.

La Toccolana, cultivar millenaria

Dal portamento elegante, ordinata, la Toccolana si staglia fiera sopra la collina di travertino su cui poggia Tocco da Casauria, attingendo ai rivoli sotterranei attraverso la roccia. Il vento della vallata casauriense, costante, non violento, consente di tenere asciutte le olive, che soffrono molto l’umidità. Così le piante sono sane e salubri, e meglio preservate dalle malattie funginee.

Il clima, l’orografia e l’altitudine sono il segreto che fanno delle colline di Tocco da Casauria l’ambiente ideale per la coltivazione di uliveti secolari: nel tempo la Toccolana ha dimorato in queste colline tanto da rappresentare un valido esempio di conservazione, salvaguardia e valorizzazione del territorio. Per questo il progetto della Comunità ha meritato la menzione speciale della Guida Extravergini 2024.

«Solo in paese abbiamo 70.000 alberi tutti ultrasecolari, a cui si aggiungono alcune decine di esemplari nei paesi limitrofi. Si è provato a coltivarla anche fuori, ma senza risultati – aggiunge il produttore, oramai presenza fissa tra le pagine abruzzesi della Guida Extravergini – così è nata la volontà di valorizzare la cultivar proprio a partire dal suo areale di riferimento, dove fonti scritte ne attestano la coltivazione da più di un millennio». 

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Fare del bene al territorio

«Con questa operazione vorremmo creare nuove economie, che possano rivitalizzare un territorio che, come tutte le aree interne, si è depresso. Il riconoscimento della menzione speciale, insieme a quello di Olio Slow, per noi significa molto, perché sancisce l’importanza del lavoro svolto e la necessità di salvaguardare le varietà antiche, oggi sempre più minacciate dalla sostituzione con altre cultivar più produttive, dall’estinzione».

Stefano conclude raccontando i prossimi obiettivi del gruppo: uscire con un’etichetta unica, realizzare nuovi impianti di Toccolana e, in futuro, un frantoio di comunità, di ultima generazione che «consenta di intervenire millimetricamente in ogni fase di lavorazione e ottenere un prodotto di massima qualità, che faccia bene al territorio e alla comunità».