Olio, Centro Italia: grande l’impulso delle cultivar locali

La sintesi dell’annata olivicola nelle regioni centrali italiane è: luci e ombre. Con le ombre che gradualmente si intensificano da nord a sud e da ovest a est. Intendiamoci: l’annata è stata generalmente positiva, salvo in alcune zone.

Olio Centro Italia 2021: l’incremento della produzione biologica, avvenuta un po’ ovunque e la riscoperta di antiche cultivar locali e dei sesti di impianto più tradizionali hanno contraddistinto positivamente il mondo olivicolo in Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise.

Tuttavia, mentre in Toscana possiamo con certezza parlare di ottima annata sia qualitativamente che quantitativamente, lo stesso non possiamo affermare per l’Abruzzo, che ha visto un calo consistente della produzione nella provincia di Chieti, con un meno 40% rispetto allo scorso anno.

Toscana

Olio Centro Italia 2021In Toscana l’annata decisamente positiva è stata anche aiutata dall’andamento climatico, che ha stoppato sul nascere i temuti attacchi della mosca, dopo aver favorito ottime fioritura e allegagione. Alcune tardive gelate costiere non hanno compromesso, in generale, la produzione, pur se zone specifiche ne hanno risentito con una scarsa produzione.

Umbria

Anche in Umbria la forte escursione termica registrata in tutto il periodo vegetativo e il buon andamento climatico hanno favorito qualità e quantità. In questa regione si sono contraddistinte, per gli ottimi risultati dell’olio ottenuto, alcune varietà locali in forte rilancio: Dolce Agogia, Raio, Limona, Borgiona grazie anche al ritardo della raccolta hanno dato oli con belle espressioni profumate, sostanzialmente assenti nelle scorse annate, caratterizzate da raccolte e frangiture molto precoci.

Marche

Anche le Marche hanno visto un diffuso incremento produttivo (circa il 30% in più rispetto allo scorso anno) caratterizzato, anche in questo caso, dagli ottimi risultati delle cultivar locali, meno diffuse rispetto all’Ascolana Tenera. Carboncella, Coroncina, Mignola, Orbetana, Piantone di Falerone e di Mogliano, Raggia, Rosciola dei Colli Esini, Sargano di Fermo hanno contribuito anche a un incremento della produzione biologica spesso in abbinamento al marchio Dop o a quello Igp.

Lazio

Olio Centro Italia 2021Nel Lazio la qualità produttiva, grazie anche al notevole passo avanti tecnologico e produttivo compiuto dai frantoiani negli ultimi anni, è risultata evidente in tutte le zone più famose (Tuscia, Sabina, Colline Pontine) ma anche nelle zone emergenti (o riemergenti) come i Castelli Romani e la Ciociaria. Un altro elemento che registriamo con piacere e che emerge nel panorama produttivo regionale, è il positivo ricambio generazionale in atto, con le nuove generazioni nettamente orientate verso una produzione biologica, con un attento e continuo miglioramento dell’uso della tecnologia e dell’innovazione sia in campo che in frantoio.

Abruzzo

Le ombre maggiori sono state rilevate in Abruzzo, principalmente nella provincia di Chieti, soprattutto a causa della mancata produzione da parte del Leccino, colpito in fase di fioritura da un andamento climatico anomalo, con piogge quasi assenti nel periodo invernale e un aumento medio delle temperature che non ha consentito la differenziazione delle mignole e conseguente scarica di frutti, che in alcuni casi ha raggiunto il meno 70% rispetto allo scorso anno.

La produzione delle altre province, fatta salva, in parte, quella di Pescara con decrementi produttivi significativi ancora una volta del Leccino e, in misura minore, della Toccolana, ha permesso in parte di compensare il calo teatino. Ancora una volta si sono contraddistinte per buona produzione e interessante risultato finale, le cultivar locali, quali Castiglionese, Rustica e Gentile dell’Aquila, Dritta e Carboncella.

Molise

Olio Centro Italia 2021Infine, il Molise con un andamento simile a quello del vicino Abruzzo. Anche in questa regione il leccino ha sostanzialmente “bucato” l’annata, solo parzialmente compensato dai buoni risultati di Gentile di Mafalda, Gentile di Larino, Oliva Nera, Rumignana e Aurina.

 

A cura di Mauro Pasquali con la collaborazione di Bruno Scaglione, Marco Attorre, Franco Saccà, Carmelo Maiorca, Saverio Pandolfi, Sonia Donati, Marco Antonucci, Angelo Lo Conte, Francesca Rocchi, Stefano Asaro, Pino Giordano, Marcello Longo, Pietro Paolo Arca, Lamberto Albonetti e Stelio Smotlak

Per saperne di più visita slowfood.it/Olio

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo