Nuovi Ogm: la Commissione Ue privilegia gli interessi delle agroindustrie a scapito di agricoltori, consumatori e ambiente

La proposta di deregolamentazione dei nuovi Ogm compromette il diritto di scelta dei consumatori europei, la salute e la biodiversità. Nappini: «la tutela della biodiversità e della fertilità del suolo sono condizioni fondanti per un sistema alimentare che garantisca qualità, sicurezza e accesso».

Oggi la Commissione europea ha presentato una preoccupante proposta di legge sulla deregolamentazione dei nuovi Ogm (New genomic techniques, in Italia Tecniche di evoluzione assistita – Tea) in Unione europea. Si tratta di una pessima notizia per il nostro cibo, per la biodiversità, gli agricoltori e i cittadini europei. Slow Food non condivide la proposta della Commissione di esentare la maggior parte dei nuovi Ogm dai requisiti già previsti per gli Ogm tradizionali come la valutazione del rischio per la salute umana e per l’ambiente, la tracciabilità lungo tutta la catena alimentare e l’etichettatura. 

«La proposta di deregolamentare i nuovi Ogm – afferma Madeleine Coste, responsabile delle politiche di Slow Food in Europa – sacrifica i diritti degli agricoltori, dei consumatori e dell’ambiente per compiacere le agroindustrie e rappresenta una vera e propria battuta d’arresto nella transizione verso l’agroecologia di cui abbiamo urgentemente bisogno».

Deregolamentare i nuovi Ogm è una minaccia per la biodiversità e la sicurezza alimentare

La proposta di deregolamentazione è stata presentata insieme a nuove misure per monitorare la salute del suolo. La Commissione sostiene che i nuovi Ogm contribuiranno a ridurre l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici, ma il degrado del suolo non è dovuto solo all’uso di queste sostanze. In larga parte ne sono causa le monocolture e la perdita di biodiversità, che questa nuova proposta sugli Ogm non farà altro che aumentare.

«Le nuove tecniche di manipolazione genetica (ad esempio quelle ottenute con la tecnologia CRISPR), dirette eredi dei conosciutissimi Ogm, che promettono di ridurre l’utilizzo dei fertilizzanti e pesticidi chimici, lusingano un modello secondo cui i grandi squilibri che si manifestano possano essere superati grazie a risposte esclusivamente tecnologico-industriali, così da configurare l’attuale sistema di produzione e consumo come il migliore, finanche inevitabile» sostiene la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini.

La proposta della Commissione di non sottoporre più alla valutazione del rischio i nuovi Ogm è sconcertante. Un numero elevato e sempre crescente di studi scientifici dimostra che questi organismi sono molto meno precisi di quanto si afferma e possono dare origine a numerosi errori genetici. I ricercatori sottolineano la necessità di testare tali mutazioni involontarie (danni al Dna), perché una volta che i nuovi Ogm sono stati rilasciati in natura non è più possibile evitare la loro diffusione e la contaminazione delle colture vicine.

Tale indirizzo contrasta pienamente gli obiettivi di ripristino della natura e di protezione dell’ambiente previsti dal Green Deal europeo. e rischia di compromettere tutti gli sforzi compiuti finora per arginare la perdita di biodiversità e garantire cibo più sicuro a tutta la popolazione.

Deregolamentare i nuovi Ogm significa privare gli agricoltori del controllo e porlo nelle mani delle multinazionali 

Secondo i principali sindacati agricoli e i politici conservatori, sono gli agricoltori a voler produrre nuovi Ogm, ma in realtà la proposta dell’Unione europea rischia solo di aumentare l’enorme controllo che le grandi aziende agrochimiche già esercitano sui nostri sistemi alimentari. I brevetti sulle sementi privano gli agricoltori del controllo diretto sui loro stessi semi e sulle risorse produttive, causando solo una maggiore incertezza su cosa gli è consentito fare delle proprie sementi. Anche se i nuovi Ogm non saranno ammessi in agricoltura biologica, un ulteriore elemento problematico della proposta della Commissione sta nelle difficoltà e nei costi che ricadrebbero sugli agricoltori non Ogm e biologici per garantire che i loro alimenti siano privi di Ogm.La trasparenza e la tracciabilità vengono del tutto erose dalla proposta, quindi il rischio di contaminazione sarebbe molto grave.

Chi ha paura dei nuovi Ogm?

Durante la conferenza stampa, il vicepresidente Timmermans ha dichiarato di «non pensare che la comunità agricola opporrà molta resistenza a questa proposta». Ma gli agricoltori vogliono davvero produrre nuovi alimenti Ogm? Dalla rete di Slow Food emerge chiaramente che la volontà di molti agricoltori è trovare soluzioni agroecologiche per lavorare con la natura e con la diversità nei campi, non con nuovi Ogm sviluppati in laboratorio. 

Chi sono allora gli “agricoltori” che vogliono usare le biotecnologie? Una nuova inchiesta di Lighthouse Reports rivela che il gruppo europeo Copa-Cogeca, che sostiene di essere la voce di 22 milioni di agricoltori europei, sopravvaluta fortemente la propria legittimità. Dalle interviste fatte a 120 tra agricoltori e addetti ai lavori, politici, accademici e attivisti emerge il dubbio che il sindacato rappresenti solo le aziende agricole più grandi e industrializzate, piuttosto che i piccoli e medi agricoltori.

«Per noi di Slow Food – prosegue Nappini – gli agricoltori devono avere il controllo sulle proprie risorse ed essere in grado di produrre il cibo che vogliono, senza dipendere da sementi brevettate che esprimono una visione antiecologica e antisociale. Siamo convinti che tutela della biodiversità e della fertilità del suolo siano per noi condizioni fondanti per un sistema alimentare che garantisca qualità, sicurezza e accesso».

Nessuna trasparenza verso i consumatori 

Per la maggior parte delle nuove colture geneticamente modificate, la Commissione europea prevede di eliminare l’etichettatura obbligatoria degli Ogm, quindi i consumatori non sarebbero più in grado di sapere se i loro alimenti contengono o meno Ogm. Oggi è obbligatorio che la frutta e la verdura ottenute con tecniche Ogm lo dichiarino in etichetta e i sondaggi dimostrano che i cittadini europei non vogliono che ciò cambi. La deregolamentazione dei nuovi Ogm va contro il diritto dei consumatori a essere informati, sancito dal Trattato dell’Unione Europea.  

All’inizio di quest’anno, una coalizione di oltre 50 organizzazioni provenienti da 7 Paesi dell’Ue ha consegnato alla Commissione europea una petizione firmata da 420.000 cittadini europei, in cui si chiedeva di mantenere la regolamentazione e l’etichettatura dei nuovi Ogm.  

Se la biodiversità, gli agricoltori e i cittadini non hanno che da perdere con questa proposta, chi ne guadagna?

La deregolamentazione dei nuovi Ogm andrà a vantaggio di un’industria agrochimica già potente e di quegli agricoltori che non vogliono riconoscere che l’agricoltura industriale è alla base di un sistema alimentare corrotto e contribuisce in larga misura al cambiamento climatico. Il Mediatore europeo all’inizio di quest’anno ha aperto un’indagine in seguito alla denuncia pervenuta da diverse organizzazioni della società civile che segnalavano il processo per arrivare a questa proposta come “molto parziale”.

Chiediamo al Parlamento europeo e ai ministri nazionali dell’Ambiente di proteggere il diritto di scelta dei consumatori e degli agricoltori e di respingere la proposta della Commissione europea di rilasciare Ogm non testati.