Non ci manchi mai la gioia

Un racconto a tappe del 2023 di Slow Food Italia, per ricordare che, nonostante tutto, si può procedere su una strada buona, pulita e giusta.

È difficile raccontare il 2023. Nella mente si affollano immagini cariche di angoscia. Guerre, stragi di civili, femminicidi, migranti morti in mare.

La crisi climatica che non solo non indietreggia, ma peggiora, registrando record negativi di ogni genere: l’anno più caldo di sempre, i ghiacciai ai minimi termini, il tasso di concentrazione di CO₂ nell’atmosfera mai così elevato, la produzione e il consumo di petrolio, gas e carbone in crescita costante.

La politica sempre più miope e il Green Deal europeo che tramonta: in poche settimane l’Europa (anche grazie alla posizione dell’Italia) affossa la legge per contenere l’uso dei pesticidi e autorizza l’uso di glifosato per altri dieci anni. Intanto la Cop28, come una farsa, si svolge nel regno dei petroldollari e continua a ignorare il problema del sistema alimentare.

Per non cedere al senso di impotenza e a una sfiducia radicale, proviamo a seguire la lezione del teologo Vito Mancuso. Nel suo ultimo libro (“Non ti manchi mai la gioia”) ci propone una sorta di filosofia della liberazione, per recuperare dentro di noi, nonostante tutto, fiducia, speranza, entusiasmo e soprattutto gioia.

Ricordare chi siamo e raccontare un po’ di quel che abbiamo fatto in questi dodici mesi, ci aiuta. Una tappa al mese, per testimoniare che, nonostante tutto, si può procedere, con fermezza, su una strada buona, pulita e giusta.

Gennaio

Si lavora per il primo evento importante dell’anno, la Slow Wine Fair, che si terrà a Bologna nel mese di febbraio. 750 cantine arriveranno da 20 Paesi del mondo per parlare di suolo, biodinamica, sostenibilità in vigna e in cantina.

Febbraio

Lenticchie, ceci, fagioli, piselli, fave, cicerchie e lupini sono una le fonti proteiche più sostenibili del pianeta, ingrediente indispensabile per una dieta equilibrata e per la salute del suolo. Ripotarli in tavola è un’azione semplice e potente allo stesso tempo. Per questo il 10 febbraio festeggiamo in tutta Italia la giornata mondiale del legumi, grazie all’impegno di oltre 150 cuochi dell’Alleanza Slow Food.

Vincenzo Egizio

Marzo

Esce la Guida agli Extravergini di Slow Food, per tutelare l’olivicoltura italiana di qualità, un patrimonio di cultivar, paesaggi e cultura, ma anche uno strumento per fare scelte quotidiane consapevoli e sostenere un settore che sta vivendo un momento di grande sofferenza. Intanto, continua il suo cammino il Presidio nazionale degli Olivi secolari, che arriva a coinvolgere 170 produttori.

Aprile

A Ortignano Raggiolo, in provincia di Arezzo, parte un Mercato della Terra molto particolare: ospitato all’interno di una bottega di una piccola frazione e aperto due volte alla settimana, è una sorta di punto vendita comunitario. Il Mercato della Terra della Valteggina è uno degli 8 nuovi mercati slow nati in Italia nel 2023. Gli altri sono (in ordine di apertura) a Torino, in Val di Pesa, a Candelo, nell’Alto Salento, in Valle d’Aosta, in Alto Adige, a Todi.

Maggio

Slow Food Editore pubblica un libro importante: “Il gusto di cambiare. La transizione ecologica come via per la felicità”. Un dialogo su cibo, economia, finanza, clima fra Carlo Petrini e Gaël Giraud, economista, gesuita e teorico della transizione.

Giugno

A Slow Fish (Genova, 1-4 giugno) parliamo di ecosistemi marini, connessione fra terra, mare, oceani e acque interne. Diamo la parola ai pescatori e chiediamo alla politica di sostenere chi sta già facendo la transizione ecologica.

Luglio

L’Europa approva la legge per il ripristino della natura (Nature Restoration Law), un provvedimento fondamentale per la rigenerazione degli ecosistemi e della biodiversità. L’iter della legge è accompagnato da una grande mobilitazione, grazie alle organizzazioni, alla scienza, ai cittadini e alla società civile. Slow Food Italia, naturalmente, fa parte delle oltre 200 realtà italiane che sottoscrivono il Manifesto per la Nature Restoration Law.

Agosto

In Liguria si riscopre un prodotto dimenticato: il moco diventa Presidio Slow Food. Una cicerchia minuscola simbolo di rigenerazione, come tutti i legumi, che Slow Food celebra tutto l’anno, attraverso la rete Slow Beans.

moco delle valli della Bormida

Settembre

Parte da Cheese (Bra, 15-18 settembre) il progetto per salvare i prati stabili, una dichiarazione di amore per la biodiversità, gli animali, il suolo, la montagna. Un progetto che capovolge la narrazione sui pastori, per restituire dignità a un mestiere che oggi, più che mai, sa rispondere a tante emergenze, dalla crisi climatica alla messa in sicurezza del territorio.

Ottobre

Con Mediterraneo Slow (Taranto, 6-8 ottobre), Slow Food mette al centro dell’attenzione la civiltà mediterranea, a partire dai cibi e dagli stili alimentari che ne hanno plasmato paesaggi e gastronomie. Ragioniamo di olio, grani (con la rete Slow Grains), pani, piccola pesca, ma anche di migrazioni e rigenerazione urbana. I libri per ragazzi della nostra Casa Editrice arrivano nella biblioteca del rione Tamburi, poco distante dall’Ilva.

Novembre

La festa degli orti Slow Food raggiunge numeri da record: 35 mila alunni, 1.600 insegnanti, oltre 1.700 classi in 140 Istituti comprensivi, dagli asili nido alle scuole primarie di secondo grado. Tema della festa, il valore del cibo e la lotta contro lo spreco alimentare.

La rete Slow Food, che guarda già alla fase successiva del progetto (con la nascita degli orti sociali), si ritrova poco dopo a Messina (17-19 novembre) in occasione della pima edizione di “Mangia e Cambia”,  festa della cultura agroalimentare che è anche una tappa importante della Messina Food Policy.

Dicembre

Nelle ultime settimane dell’anno (con un picco a dicembre) iniziano il loro cammino 14 nuovi Presìdi, in Campania (oliva Aitana dei Colli Tifatini), in Calabria (Pruna di frati di Terranova e Piparelle di Villa San Giovanni), in Abruzzo (pastinaca di Capitignano e cipolla di Bagno), in Emilia-Romagna (pollo Romagnolo), in Sardegna (suino Sardo), in Puglia (uva Baresana, piselli tradizionali salentini, pecora Gentile di Puglia, suino nero Pugliese, carciofo della Terra dei Messapi, cipolla rossa delle saline di Margherita di Savoia, agrumi tradizionali di Palagiano). Nel 2023 il numero dei Presìdi in Italia raggiunge quota 385, che corrisponde a oltre 2000 produttori.

Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia