Neonicotinoidi, il voto europeo scrive la storia

Possiamo dire senza timore di apparire retorici che questa volta si è scritto un piccolo pezzo di storia. Il bando agli insetticidi neonicotinoidi votato venerdì dai rappresentanti degli Stati Ue, su proposta della Commissione europea, corona un lavoro di denuncia e informazione che Slow Food insieme ad altre associazioni ha portato avanti per anni.

Il divieto riguarda tre sostanze attive: l’imidacloprid di Bayer CropScience, il clothianidin di TakedaChemical Industries e di Bayer CropScience, il thiamethoxam di Syngenta. Già nel 2013 questi prodotti erano stati sottoposti a restrizioni che adesso, nonostante l’opposizione delle lobbies industriali, si estenderanno a tutte le coltivazioni escluse quelle in serra.

La decisione europea è tanto più significativa perché arriva a grande maggioranza (solo quattro Paesi hanno votato contro) e sulla scorta di una mole impressionante di riscontri scientifici che fin dagli anni Novanta hanno dimostrato come questa classe di insetticidi abbia contribuito allo spopolamento degli alveari.

Solo negli ultimi anni si è calcolato che il 35% dei circa 16 milioni di alveari presenti in Europa vada incontro alla morte nel periodo invernale, rispetto al 5% che si registra di norma.

Un problema anche per il nostro Paese, che a dispetto della superficie agraria inferiore a quella di altri partner europei vanta un poco invidiabile primato nella classifica dei consumatori di insetticidi: già dieci anni fa nelle campagne italiane si consumavano 7.070 tonnellate di sostanze chimiche, il 33% del totale Ue.

Qualcosa, finalmente, sta per cambiare. L’Europa questa volta ha rivolto un messaggio chiaro alla politica e all’agroindustria, affermando che gli interessi economici delle multinazionali non possono prevalere sulla salute dell’ambiente e quindi dei cittadini stessi.

 

Gaetano Pascale

presidente di Slow Food Italia

da La Stampa del 30 aprile 2018

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